Il liceo Lollino è salvo: la gestione della scuola passa alla Fondazione Giovanni Paolo II, garantirà l’attività di classico e scientifico
Dopo la decisione della Diocesi di chiudere l’istituto per carenza di iscrizioni e difficoltà di gestione, è stata ora accettata la richiesta di gestire la scuola da parte della rete “Scuole per crescere”, che riunisce sotto la conduzione di alcune cooperative sociali un network di istituti impegnati nella scuola e nell’educazione

TRENTO. Il Liceo “Alvise Lollino” di Belluno non chiude, ma avrà un nuovo gestore. Lo annuncia la diocesi di Belluno-Feltre, dopo il precedente comunicato con il quale era stata decretata la chiusura della scuola. A inizio marzo la rete “Scuole per crescere” ha infatti avanzato la richiesta di subentrare nella gestione dell’istituto, accolta dalla Diocesi che però dovrà ora uscire dall’amministrazione.
“Non si tratta della chiusura di un istituto paritario, ma della perdita di un servizio per il nostro territorio” aveva dichiarato Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno, rispetto all’ipotesi di chiusura dell’istituto, che ospita i due indirizzi classico e scientifico. La decisione era stata infatti presa dalla Diocesi per la carenza di iscrizioni e le difficoltà economiche e di gestione della struttura.
Ora, dopo un mese di incontri, la stessa Diocesi ha deciso di cedere l’attività scolastica alla Fondazione “San Giovanni Paolo II”, aderente alla rete e già attiva nella gestione di diversi istituti in Italia. “Scuole per crescere” è infatti una rete di scuole paritarie cattoliche, di circa 130 istituti in Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche e Veneto. Sono scuole nate dall’iniziativa di congregazioni, parrocchie, associazioni e genitori e unitesi sotto la conduzione di alcune cooperative sociali in un network di istituti impegnati nell’educazione - dagli asili nido alle scuole superiori. La Fondazione, invece, ha sede legale a Firenze e al Lollino garantirà la continuità di entrambi gli indirizzi formativi.
Un ruolo fondamentale è affidato al Seminario Gregoriano, che per otto anni concederà gli attuali locali del liceo in comodato d’uso gratuito, oltre a fornire il supporto necessario per il passaggio di consegne. Tuttavia, questa cessione dell’attività comporta l’uscita definitiva della Diocesi e del Seminario dalla gestione, lasciando la piena responsabilità del progetto educativo alla Fondazione, che si presenterà a studenti, famiglie e personale docente e non docente nei prossimi mesi per illustrare il piano per il rilancio dell’istituto e la continuità dell’offerta formativa.












