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Bolzano
18 dicembre | 06:54

"La crisi climatica? Da rischio può diventare un'opportunità per trasformare l'Alto Adige e renderlo più resiliente, equo e vivibile"

Aumento delle temperature, eventi estremi sempre più frequenti, siccità: uno studio di Eurac Research presenta un’analisi completa dei rischi e delle misure di adattamento necessarie per l’Alto Adige. "Rischi sì, ma anche grandi potenzialità: un Alto Adige resiliente al clima non significa solo protezione dai danni, ma anche una qualità della vita potenzialmente migliore"

La crisi climatica? Da rischio può diventare un'opportunità per trasformare l'Alto Adige e renderlo più resiliente
di Redazione

BOLZANO. L’Alto Adige sta già subendo le conseguenze dei cambiamenti climatici, conseguenze che sono destinate ad aggravarsi nei prossimi anni.

 

Uno studio di Eurac Research dimostra che l’aumento delle temperature, il verificarsi sempre più frequente di eventi meteorologici estremi e i periodi di siccità più lunghi mettono a rischio settori fondamentali della vita e dell’economia della provincia.

 

L’agricoltura, le foreste, il bilancio idrico, l’approvvigionamento energetico, il turismo, la biodiversità, la salute, l’economia, gli insediamenti umani e le infrastrutture essenziali sono sottoposti a forti pressioni che richiedono un adattamento agli impatti del cambiamento climatico. Il rapporto evidenzia la necessità per l’Alto Adige di adottare una strategia di adattamento climatico sistematica, intersettoriale e socialmente equilibrata, così da proteggere l’ambiente a lungo termine e, allo stesso tempo, offrire nuove prospettive per il futuro.

 

L’analisi esamina per la prima volta in modo sistematico i rischi climatici attuali e futuri in nove settori chiave dell’Alto Adige. I risultati tracciano un quadro chiaro: gli effetti negativi del cambiamento climatico mettono sempre più a rischio sia i sistemi ecologici che quelli sociali e richiedono un intervento rapido. Il rapporto evidenzia i rischi chiave in cinque settori che necessitano di un adattamento particolarmente urgente: nel settore idrico, ad esempio, i danni agli ecosistemi e alle infrastrutture causati dalle inondazioni sono in netto aumento. La biodiversità soffre di gravi stress dovuti al calore, alla siccità e alla carenza d’acqua, che colpiscono le aree umide, le torbiere, i laghi e i fiumi, nonché gli habitat legati ai ghiacciai; inoltre, cresce la pressione esercitata dalle specie invasive.

 

Nel settore forestale, eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, infestazioni di parassiti e malattie stanno causando danni estesi alle foreste e stanno mettendo a rischio a lungo termine la loro funzione protettiva. La salute della popolazione è sempre più compromessa dalle ondate di calore, mentre nel settore energetico l’aumento della domanda di raffreddamento si scontra con un calo del potenziale idroelettrico.

 

Questi rischi non devono essere considerati in maniera isolata. Molti di essi si influenzano a vicenda e possono rafforzarsi reciprocamente: ad esempio i periodi di siccità favoriscono i danni alle foreste, che a loro volta riducono la protezione dai pericoli naturali. L’analisi mette in evidenza queste complesse interazioni dei rischi climatici, interazioni che richiedono un adattamento coordinato e lungimirante.

 

 

Sebbene siano state adottate diverse misure, l’attuale politica non tiene ancora sufficientemente conto dei rischi climatici. Il rapporto mostra chiaramente che, oltre alle misure settoriali, l’Alto Adige ha bisogno di una politica di adattamento strategicamente coordinata, a lungo termine e intersettoriale. Un ruolo particolare è svolto dalla protezione, dal ripristino e dal rafforzamento degli ecosistemi, i quali possono fungere da barriera naturale contro gli eventi climatici estremi. Altrettanto necessaria è una gestione integrata delle risorse idriche che comprenda l’intero ciclo dell’acqua dalla fonte all’utilizzo, nonché le esigenze più svariate – acqua potabile, irrigazione, biodiversità, produzione di energia – lungo l’intero bacino idrografico. Di fondamentale importanza è anche una pianificazione territoriale adeguata al clima, che riduca le isole di calore, prevenga i rischi e preservi le risorse naturali. Il rapporto sottolinea inoltre che le misure di adattamento devono essere socialmente eque – anche dal punto di vista di genere e generazionale – e che l’economia, le associazioni e la società civile dovrebbero essere maggiormente coinvolte nei processi di adattamento ai cambiamenti climatici. In futuro, anche la Protezione civile avrà un ruolo ancora più importante nella gestione integrata dei rischi, in particolare nei settori dell’acqua, degli insediamenti, dei trasporti, delle infrastrutture essenziali, dell’energia e della salute. Infine, un obiettivo importante è la creazione di una solida base di dati e conoscenze, che comprenda scenari attuali, sistemi di monitoraggio e un portale informativo accessibile al pubblico su cambiamento climatico, mitigazione e adattamento climatico.

 

Il rapporto non si limita ai soli rischi, ma evidenzia anche le potenzialità: un Alto Adige resiliente al clima non significa solo protezione dai danni, ma anche una qualità della vita potenzialmente migliore. Nell’ambito del workshop "Laboratorio di futuro", 31 rappresentanti dell’amministrazione e dell’associazionismo hanno elaborato, insieme a chi si occupa di ricerca, una visione positiva del futuro: un Alto Adige che riduce i rischi, preserva le risorse naturali e allo stesso tempo diventa più vivibile, più equo ed economicamente più resiliente. Questa visione integra consapevolmente la chiara analisi dei rischi e dimostra che l’adattamento climatico rappresenta anche un’opportunità di cambiamento.

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