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Bolzano
01 settembre | 06:49

Tetti verdi e fotovoltaico: così Bolzano sta trasformando le coperture degli edifici pubblici

Dalla Zona industriale alle scuole della città, il piano del Comune per contrastare l'isola di calore e produrre energia pulita

Tetti verdi e fotovoltaico: così Bolzano sta trasformando le coperture degli edifici pubblici

BOLZANO. Bolzano ha cominciato a rendere verdi i propri tetti qualche anno fa, e da allora non ha più smesso.

 

È una storia che parte dalla parte più calda e meno verde della città, la Zona industriale, e che nel tempo si è allargata a scuole, palazzi comunali, persino a edifici residenziali, trasformando pian piano il modo in cui l'amministrazione pensa alle coperture degli edifici pubblici: non più semplici tetti, ma superfici capaci di produrre energia e abbassare le temperature.

 

Insomma per prendere sempre più quella direzione green che la crisi climatica sta rendendo necessaria.

 

Tutto nasce da un fenomeno ben preciso: nella Zona industriale di Bolzano sud, dove la stragrande maggioranza delle coperture sono piane e domina il cemento, le temperature registrate risultano sistematicamente più alte rispetto alle aree urbane circostanti, fino a quattro gradi in più.

 

È il cosiddetto effetto "isola di calore", che rende la zona non solo meno vivibile per chi ci lavora, ma anche più energivora, dato che gli edifici devono essere raffreddati più a lungo e con più energia.

Da qui nasce, sotto la giunta guidata dall'allora sindaco Renzo Caramaschi, il progetto "Tetti verdi a Bolzano Sud", promosso dall'assessorato all'Ambiente guidato da Chiara Rabini e coordinato dall'Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research.

 

Dopo una prima fase di indagine, nel 2022 la giunta ha dato il via libera al primo intervento: la trasformazione del tetto dell'edificio comunale tra via Lancia e via Galilei, che ospita tra l'altro gli uffici della Seab.

 

Il finanziamento, di circa 110mila euro arriva, in quell'occasione, in gran parte dall'Unione Europea, nell'ambito del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 e, più nello specifico, del progetto "Just Nature", che rende Bolzano una delle città pilota a livello europeo per la sperimentazione di soluzioni basate sulla natura contro i cambiamenti climatici e il caldo estremo nei centri urbani.

 

Il progetto per via Lancia prevede una divisione netta della superficie: circa 1.500 metri quadrati complessivi, di cui 500 destinati a un tetto verde ad alta biodiversità, con piante e fauna urbana (comprese casette per pipistrelli, le cosiddette bat-box), altri 500 destinati a un impianto fotovoltaico, e il resto già utilizzato da Seab.

 

"Questo consiste in un primo, grande passo per la creazione di comunità energetiche, a cui il Comune stesso vuole prendere parte come produttore di energia – aveva spiegato allora l'assessora Rabini - Questo è il futuro per intraprendere davvero una strada “green” e per pensare seriamente alla transizione ecologica".

 

Il modello sperimentato in via Lancia diventa, negli anni successivi, uno standard da replicare.

 

Vengano quindi installati tetti verdi su diverse scuole dell'infanzia, elementari e medie della città, per un totale di circa 7.000 metri quadrati, curati poi dalla Giardineria comunale. Nell'elenco rientrano le scuole Firmian, Druso Est, l'ampliamento della Dante Alighieri, la Langer, la Stolz e la Ada Negri, con ulteriori interventi già previsti sulla scuola Archimede Longon e sulla nuova scuola di via Bari.

 

Il progetto tocca anche il cuore amministrativo della città: nel 2022 viene realizzato un tetto verde su Palazzo Schgraffer, sede comunale, mentre nel 2024 viene depavimentata e rinverdita la Piazzetta Schgraffer, sul retro del municipio.

 

Non solo edifici pubblici in senso stretto: nell'ambito della riqualificazione energetica vengono realizzati interventi di depavimentazione di parcheggi e tetti verdi anche su edifici residenziali, in via Aslago e in via Parma.

 

L'ultimo capitolo di questa storia, in ordine di tempo, porta la firma della nuova giunta comunale, guidata dal sindaco Claudio Corrarati, e dell'attuale assessore all'Ambiente Marco Caruso. Lo scorso 28 agosto infatti il Comune ha annunciato il completamento dei lavori sulla copertura della scuola dell'infanzia Firmian, già comparsa nell'elenco degli interventi precedenti come sede di un primo tetto verde: questa volta l'intervento ha riguardato l'aggiunta di un impianto fotovoltaico, oltre al rinnovo della componente verde già esistente.

 

I lavori, coordinati dall'Ufficio Geologia, Protezione civile ed Energia del Comune, si sono svolti durante la chiusura estiva della scuola, per non interferire con le attività didattiche, per un investimento complessivo di 250.500 euro e una durata contrattuale di 71 giorni.

 

L'intervento è partito con l'installazione di un parapetto autoportante definitivo lungo il perimetro della copertura, pensato per garantire la sicurezza sia durante i lavori sia per le future manutenzioni. Si è poi proceduto alla rimozione parziale del tetto verde esistente, alla sistemazione del substrato, all'installazione delle strutture di supporto per i pannelli fotovoltaici e, infine, al ripristino del tappeto di sedum che caratterizza la componente verde della copertura.

 

Il risultato: 180 moduli fotovoltaici installati, per una potenza di picco di 81 kW. Un dato che, secondo quanto comunicato dal Comune, permetterà alla scuola di coprire con energia autoprodotta gran parte del proprio fabbisogno energetico durante l'attività didattica, riducendo il ricorso alla rete.

 

"Con questa opera abbiamo trasformato la copertura della Scuola dell'infanzia Firmian in una superficie capace di svolgere una duplice funzione: contribuire alla produzione di energia pulita e, allo stesso tempo, mantenere il valore ambientale del tetto verde - commenta l'assessore Caruso - È un esempio concreto di come gli edifici pubblici possano diventare sempre più efficienti e sostenibili, riducendo i consumi e valorizzando le energie rinnovabili. Particolarmente importante è inoltre il fatto che gran parte dell'energia prodotta venga utilizzata direttamente dalla scuola durante le attività didattiche, massimizzando così il beneficio dell'investimento".

Al di là del singolo intervento, resta la domanda di fondo: perché un Comune dovrebbe investire tempo e risorse pubbliche nel trasformare le proprie coperture in giardini pensili o piccole centrali fotovoltaiche? Le motivazioni ap sono molteplici e si intrecciano tra loro.

 

Sul piano ambientale, i tetti verdi contribuiscono a mitigare il microclima urbano con l'aggiunta di un beneficio energetico diretto per gli edifici stessi: uno strato verde sopra una copertura funge da isolante naturale, riducendo la dispersione di calore in inverno e limitando il surriscaldamento in estate, con un impatto concreto sui consumi energetici necessari per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti interni.

 

A questo si aggiunge, nei progetti più recenti come quello della scuola Firmian, la produzione diretta di energia rinnovabile tramite i pannelli fotovoltaici installati in affiancamento alla componente verde, per un utilizzo integrato della stessa superficie.

 

Non va sottovalutato nemmeno l'aspetto legato alla biodiversità urbana: i tetti verdi, specialmente quelli progettati per un'elevata biodiversità come quello di via Lancia, offrono un habitat per insetti, uccelli e piccoli mammiferi come i pipistrelli, contribuendo a creare corridoi ecologici anche nelle zone più densamente urbanizzate e industrializzate della città. Infine, c'è un beneficio legato alla regimazione delle acque piovane: la vegetazione e il substrato dei tetti verdi trattengono parte dell'acqua piovana, rallentandone il deflusso verso le reti fognarie cittadine e riducendo il rischio di sovraccarico dei sistemi di scolo nei momenti di pioggia intensa, un fenomeno sempre più frequente con i cambiamenti climatici in corso.

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