La sanità alle Olimpiadi per atleti, turisti e residenti: pronto il piano delle strutture impegnate durante i Giochi
Come sarà organizzata l'assistenza sanitaria durante Olimpiadi e Paralimpiadi? Al convegno “Salute oltre la città” per la sanità in montagna non potevano mancare i giochi, visto che i grandi eventi sono ormai diventati la prassi e la Provincia di Belluno si sta preparando a gestirli anche sotto il profilo sanitario. Molte le curiosità: dalla sanità particolare per gli atleti alla gestione dell’ospedale e il policlinico olimpici, rispettivamente a Belluno e Cortina

BELLUNO. Come sarà organizzata l'assistenza sanitaria durante le Olimpiadi? Non solo per gli atleti, ma anche per spettatori, turisti e soprattutto i residenti. “Un principio fondamentale che ci siamo dati è di legacy. I giochi devono lasciare un’eredità materiale e immateriale, per cui quel che è certo è che non stiamo comprando nulla che poi non resti sul territorio e non vada a potenziare aree di attività ospedaliera, territoriale e di capacità di intervento del 118 durante gli eventi”, afferma Paolo Rosi, Regional medical care manager Milano-Cortina 2026.
Durante il convegno “Salute oltre la città” non potevano mancare Olimpiadi e Paralimpiadi. Parlando di sanità in montagna, infatti, i grandi eventi sono ormai diventati la prassi e la Provincia bellunese si sta preparando a gestire i giochi anche sotto il profilo sanitario.
“La nostra azienda - spiega Maria Caterina De Marco, direttrice sanitaria Ulss 1 Dolomiti - è impegnata nell’organizzazione sanitaria dell’evento, che deve rispondere a una serie di regole ferree del Cio. Garantiremo in particolare l’assistenza in tre siti diversi: il villaggio olimpico, il policlinico olimpico e i campi di gara.
Nel villaggio olimpico, dedicato ad atleti e famiglie, ci sono tre attività. Anzitutto una farmacia, e ci stiamo organizzando per la prescrizione dei farmaci perché ci saranno anche i medici sportivi e i controlli antidoping quindi bisogna fare particolare attenzione. Inoltre daremo la prima assistenza sanitaria in caso di urgenze lievi, con un internista e un infermiere presenti durante tutto il tempo. Infine, ci sarà l’ambulatorio dentistico, in collaborazione con l’azienda ospedaliera di Padova”.
Per quanto riguarda le strutture sanitarie, il policlinico olimpico (con area di emergenza, fisioterapia, ambulatori, radiologia e laboratorio) sarà situato nel nuovo Codivilla, dove i lavori finiranno tra agosto e settembre ed entro novembre dovrà esserci l’accreditamento. L’ospedale di Belluno è invece ospedale olimpico, assieme a quello di Treviso per il trauma maggiore critico. Tuttavia l’intenzione è anche potenziare quello di Pieve di Cadore, visto il grande pubblico previsto.
“A Cortina - prosegue Paolo Rosi - ci aspettiamo 600 atleti, più circa 2 mila persone di accompagnamento e poco più di 10 mila spettatori, mentre non sappiamo ancora il numero totale di persone che lavorano nei media e alla gestione.
Ci sono comunque delle regole inderogabili dettate dal Cio che stiamo seguendo. Tra di esse ovviamente assicurare salute e sicurezza di tutti i presenti, ma è ugualmente fondamentale non intaccare il servizio offerto ai residenti né per qualità né per velocità di erogazione delle prestazioni.
Siamo poi tenuti a garantire due servizi. Da un lato quello destinato agli atleti, per motivi di protezione e per rispondere alle loro particolari esigenze, non da ultime la lingua straniera: quindi è necessario creare un sistema nel quale, ad esempio, i medici esteri possono trattare i loro atleti e ordinare i farmaci, cose che in condizioni normali non sarebbero possibili. Tale sistema si basa sul policlinico olimpico, una farmacia dedicata, le medical station, cioè i posti di soccorso nei siti delle gare, l’assistenza mentre stanno gareggiando e gli ospedali di riferimento.
Dall’altro lato, ci sono spettatori e forza lavoro, per i quali valgono principi simili: garantire i servizi di emergenza, le cure primarie, le postazioni di soccorso nei siti di gara, l'assistenza sulle tribune, gli ospedali, con Pieve di Cadore che diventerà un punto di riferimento, e infine salute pubblica e promozione della salute”.
Per ogni area ci sarà un posto comando da cui vedere tutto quello che accade e un software apposito per gestire ogni passaggio. 1000 le adesioni raccolte per il personale sanitario e anche i numeri in campo sono alti: ad esempio, l’8 febbraio, una delle giornate di picco, saranno complessivamente in campo 19 medici, 25 infermieri e 62 soccorritori.
“Infine - conclude Rosi - i mezzi: ci saranno ambulanze sui siti di gara ma anche lungo il percorso. Molto dipenderà da come sarà organizzata la viabilità, però vogliamo essere certi, in caso di difficoltà legate al traffico, di garantire il soccorso su tutto l'asse viario che porta a Cortina. Diversi poi gli elicotteri a disposizione, tra cui il Falco 2, l’elicottero di Treviso e quello della guardia di finanza. E questa sarà una delle legacy immateriali: contiamo di avere dopo i giochi molte persone più preparate per lavorare ai grandi eventi. Queste attività sono spesso lasciate al privato, mentre dovrebbero vedere una presenza più importante del sistema pubblico dell’emergenza, che stiamo cercando di rendere più efficiente in termini di dotazioni e competenze”.












