L'Austria rinuncia per la prima volta all’abbattimento automatico di un orso dopo delle predazioni: dissuasione e radiocollare. Per le associazioni un "passo importante"
Sulla base dell’ordinanza, a partire dalla scorsa mezzanotte, in zone specifiche del distretto di Landeck, è possibile procedere alla dissuasione solo in determinate condizioni. “Per la prima volta non si ricorre automaticamente all’abbattimento, ma a una misura che è professionalmente sensata e giuridicamente corretta" spiega l'Alleanza Austriaca per la Conservazione della Natura

TIROLO. “Siamo davanti a una scelta positiva. Quella di intraprendere una strada che privilegia prevenzione e regolamentazione rispetto agli interventi letali. È un segnale coraggioso per un approccio ragionato ai grandi predatori, un chiaro indicatore di come in futuro possano essere risolti i conflitti con la fauna selvatica”. Queste le parole usate dall'Alleanza Austriaca per la Conservazione della Natura, il gruppo di lavoro austriaco per la tutela efficace della biodiversità, che commenta la decisione del Land Tirolo (QUI L'ORDINANZA), presa in questi giorni, di non ricorrere automaticamente all’abbattimento di un orso, bensì di mettere in campo azioni preventive, di dissuasione e di dotarlo di un radiocollare.
Nelle ultime settimane, viene spiegato in una nota del Land Tirolo, a seguito di diversi episodi di predazione nel distretto di Landeck, sono state effettuate delle verifiche e non è stato possibile escludere del tutto il coinvolgimento di un orso. Tra gli episodi, alla fine di luglio, sono stati ritrovati due asini morti nel comune di Pfunds. I risultati delle analisi genetiche relative a questo episodio hanno confermato che l’autore era un orso.
“Prendiamo molto sul serio le preoccupazioni della popolazione e dell’economia alpina e stiamo monitorando attentamente la situazione”, ha affermato il vicepresidente della provincia, Josef Geisler. Da qui la decisione, nella giornata di ieri, da parte del governo regionale del Tirolo, di emanare un’ordinanza per la dissuasione e il radiocollaraggio di un orso in quest’area, sfruttando così la possibilità prevista dalla legge. Il provvedimento è entrato in vigore a mezzanotte e resterà valido per otto settimane.
Sulla base dell’ordinanza, a partire da mezzanotte, in zone specifiche del distretto di Landeck, è possibile procedere alla dissuasione solo in determinate condizioni. Ciò riguarda, ad esempio, solo aree in prossimità immediata di animali da allevamento, centri abitati o edifici e stalle frequentati da persone. Per “dissuasione” si intendono misure mirate a scoraggiare l’animale e a fargli comprendere che la vicinanza all’uomo è “sgradevole” o pericolosa, senza ferirlo o ucciderlo.
Questo può avvenire tramite stimoli luminosi combinati con segnali acustici, proiettili di gomma o petardi. “Non restare a guardare senza fare nulla non è una soluzione. Anche se gli esperti concordano che il radiocollaraggio di un orso sia un compito difficile, vogliamo tentare ogni possibilità”, afferma Geisler.
Una decisione che, come già detto, viene considerata positiva dall'Alleanza Austriaca per la Conservazione della Natura. “Con la decisione di allontanare un orso nella regione di Landeck e di segnalarlo con un radiocollare, il governo provinciale del Tirolo ha compiuto un passo importante”, viene spiegato. “Per la prima volta non si ricorre automaticamente all’abbattimento, ma a una misura che è professionalmente sensata e giuridicamente corretta. Questa decisione è conforme alle indicazioni della Corte di Giustizia Europea e ai piani di gestione vigenti in Austria”.
Allo stesso tempo, viene anche ribadito come le misure mirate di allontanamento non possano sostituire la protezione del bestiame e la prevenzione dei danni, ma solo integrarle. La forma più importante di allontanamento resta la protezione del bestiame. “Con recinzioni, sorveglianza e cani da guardiania è possibile prevenire efficacemente gli attacchi. Le malghe protette del Tirolo lo hanno già dimostrato: nonostante la presenza comprovata di orsi e lupi, lì non si sono verificati attacchi”.













