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Belluno
24 aprile | 10:10

Lezioni regolari durante le Olimpiadi? “Diritto allo studio assolutamente primario”. Ma non per tutti: a Cortina e per le scuole superiori la decisione è (ancora) rimandata

L’assemblea dei sindaci ha votato per tenere aperte le scuole durante le Olimpiadi. Non tutte però: per quelle di Cortina e per le scuole superiori di tutto il territorio la decisione è, ancora una volta, rimandata. “Quello delle superiori è un tema diverso perché riguarda anche viabilità, ordine pubblico e trasporti e dovremo condividere le scelte con Regione, Ufficio scolastico, prefettura, forze dell'ordine e Dolomitibus” afferma Roberto Padrin, per giustificare la (non) scelta

BELLUNO. “È stato condiviso come assolutamente primario il diritto allo studio, pertanto asili, elementari e medie dovranno essere aperti regolarmente durante le Olimpiadi. In questo modo non viene arrecato nessun impatto sul percorso formativo dei bambini e dei ragazzi e non viene stravolta la vita delle famiglie. Un discorso a parte merita Cortina, dove l'orientamento è di mantenere attive le scuole, ma l’organizzazione olimpica potrebbe richiedere misure diverse” è il commento di Roberto Padrin, presidente della Provincia, per il magro risultato dell’assemblea dei sindaci rispetto al tema scuola e Olimpiadi. Gli studenti delle superiori e tutti quelli di Cortina restano infatti ancora senza risposte.

 

Sulla possibilità di sospendere le lezioni durante le Olimpiadi, lasciata aperta dal calendario scolastico regionale e che ha sollevato non poche discussioni, si sono recentemente espresse anche Cgil, Cisl e Uil, che hanno chiesto un incontro urgente alla Provincia per trovare soluzioni condivise. A pochi mesi dal via ai giochi, la preoccupazione, secondo i sindacati, è che siano ragazzi, famiglie e imprese a pagare il prezzo della mancata programmazione della mobilità provinciale. Ma non solo: secondo Denise Casanova (Cgil), la carenza di servizi e questa disorganizzazione stanno spingendo sempre più studenti del Comelico a frequentare le scuole dell’Alto Adige, comprese quelle superiori sul cui destino ancora non si riesce a decidere.

 

L’assemblea dei sindaci, riunitasi a Palazzo Piloni su convocazione dell'amministrazione provinciale, ha ora condiviso la linea riguardante (alcune) scuole. Vi hanno partecipato i primi cittadini competenti in materia di primo ciclo d'istruzione e alcuni rappresentanti degli istituti e dei dirigenti scolastici, che hanno votato all'unanimità di tenere aperte le scuole del primo ciclo. Viene tuttavia rimandata la questione relativa al secondo ciclo d’istruzione, in attesa di un ulteriore approfondimento.

 

E in attesa rimane anche la decisione per le scuole di Cortina, dove i giochi non sembrano poter coesistere con “l'assolutamente primario” diritto allo studio. Però “in tutto il resto della provincia abbiamo condiviso questa scelta di tenere aperto e ringrazio i sindaci per la disponibilità manifestata” dichiara Padrin, che rimanda la scelta per le scuole superiori a futuri incontri. “Quello delle superiori è infatti un tema diverso, più complesso - prosegue - perché riguarda non solo la scuola, ma anche viabilità, ordine pubblico e trasporti, pertanto dovremo condividere le scelte con Regione, Ufficio scolastico, prefettura, forze dell'ordine e Dolomitibus”.

 

Speriamo che entro la fine di quest’anno scolastico si riesca a dare una risposta alle famiglie e, magari, a tutelare veramente il diritto allo studio di tutti.

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