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Trento
07 agosto | 19:25

Luglio è stato 'freddo'? Solo nella percezione, Poletti: "40 anni fa questa era la normalità a Trento. E ora saliremo di 2-3 gradi al giorno fino a domenica"

La temperatura media a Trento è stata di 22,7 gradi a luglio, appena 0,4 gradi al di sotto del valore atteso (23,1 gradi): "Tra oggi e domenica - dice Giacomo Poletti - temperature su di 2-3 gradi al giorno e zero termico a 4800 metri"

TRENTO. Dati alla mano, l’apparentemente 'freddo' luglio 2025 a Trento non è stato, in realtà, così freddo. Nonostante le sensazioni, per così dire, a pelle – ampiamente condivise sui social a suon di post per chiedere “dov'è ora il cambiamento climatico”: ironia d'alto livello, niente da dire – i numeri condivisi dagli esperti di Meteotrentino nel tradizionale report mensile certificano una situazione un po’ diversa

 

Se è vero infatti che, prendendo in considerazione i dati della stazione di Trento Laste, luglio 2025 è stato il più freddo degli ultimi dieci anni – nonché il primo mese da inizio anno con una media di temperatura inferiore alla media storica – la temperatura media mensile in città è stata pari a 22,7 gradi centigradi, inferiore di appena 0,4 gradi al valore medio (23,1 gradi). 

 

In altre parole: luglio 2025 è stato un mese tutto sommato normale sul fronte delle temperature – con precipitazioni che, invece, sono risultate ben sopra i valori attesi: 141 millimetri contro una media di 88,5. Per trovare un mese con una vera anomalia – pur sul caldo, ovviamente, e non sul freddo – non serve in realtà guardarsi troppo indietro: giugno 2025 ha segnato il record storico di temperatura a Trento con una media di 25 gradi, oltre 4 gradi in più rispetto alla media attesa

 

Se guardiamo poi al resto del territorio provinciale, la temperatura media è stata esattamente uguale alla media storica a Castello Tesino (18,1 gradi centigradi) e a Rovereto (23,7 gradi), inferiore a Malè (18,1 gradi a luglio 2025 contro i 19,5 della media storica) e Tione (20 gradi contro 20,6 di media) e addirittura leggermente superiore a Lavarone (17,2 gradi a luglio 2025 contro i 16,6 della media storica), Cavalese (18,2 gradi contro 17,6) e Predazzo (17,9 gradi contro 17,7). 

 

Il tutto, precisa a il Dolomiti l'ingegnere ambientale e membro dell’associazione Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti: “Senza contare che tra oggi (giovedì 7 agosto) e domenica le temperature saliranno velocemente, di 2-3 gradi al giorno, riportando lo zero termico attorno ai 4800 metri”. La metafora più adatta, insomma, è quella della rana bollita, che si adatta – letteralmente in questo caso – al caldo sempre maggiore nella quale è immersa, senza reagire prima che sia troppo tardi

 

“Consideriamo che una quota di 4800 metri per lo zero termico – continua Poletti, da anni vero e proprio punto di riferimento per chi si occupa di meteorologia in Trentino – sarebbe stato un record assoluto fino a una trentina d'anni fa. Oggi non è nemmeno il valore più alto segnato da inizio estate: a giugno infatti eravamo arrivati sopra quota 5000”. 

 

Eppure, nonostante i dati e le analisi degli esperti, un mese estivo sostanzialmente in media – ripetiamo: lo scarto negativo in luglio a Trento è stato pari a soli 0,4 gradi in meno rispetto ai valori attesi – sembra scaldare gli animi (almeno quelli più social) più dei bollenti mesi precedenti. Come riportato dagli esperti di Meteotrentino, bisogna infatti tornare a maggio 2024 per trovare un mese con temperatura media inferiore al valore storico a Trento: nello stesso periodo, anche escludendo il caldissimo giugno 2025, sono stati quattro i mesi con anomalie di temperatura superiori al grado centigrado (ottobre 2024 +1,8; novembre 2024 +1,2; marzo 2025 +1,7; aprile 2025 +1,7), quattro quelli con anomalie pari o superiori ai 2 gradi (luglio 2024 +2 gradi; dicembre 2024 +2,2; gennaio 2025 +2,6; febbraio 2025 +2,1) e uno con anomalia addirittura superiore ai tre gradi e mezzo (agosto 2024 +3,6 gradi centigradi). 

 

In tutto questo dobbiamo inserire un maggio 2024 0,6 gradi più 'freddo' della media e un luglio 2025 0,4 gradi inferiore ai valori attesi. E il trend va ben oltre: partendo da gennaio 2020 sono solo 10 in tutto i mesi 'freschi' registrati a Trento, cinque dei quali tra l'altro vedono uno scostamento in negativo pari o inferiore al mezzo grado centigrado

 

“La magnitudo delle anomalie fredde e di quelle calde ormai non è più paragonabile – continua Poletti – il 'freddo', o meglio 'fresco' di oggi è spesso semplicemente il livello di temperature che si registrava in passato. In altre parole: un luglio come quello che si è appena concluso sarebbe stato normale 30 o 40 anni fa, la questione è relativa più che altro alla percezione delle persone, influenzata da una serie di dinamiche che hanno poco a che fare con le temperature misurate realmente”. Un tema che Poletti, tramite l'opera di divulgazione su meteo e clima che porta avanti sui social, coglie in prima persona. 

 

Innanzitutto, dice l'esperto: “Arrivavamo da un'ondata caldissima a giugno e quindi il calo si è percepito nettamente. Più che il termometro in estate si tende a guardare il cielo. Se è nuvoloso, se si verificano piogge durante il pomeriggio, la percezione cambia al di là di quello che segna il termometro. A luglio poi abbiamo avuto tre fine settimana consecutivi con precipitazioni, che hanno avuto un effetto sul 'sentimentdelle persone. Nel valore medio vengono conteggiate sia le massime che le minime e, visto l'orario nel quale normalmente si raggiungono i valori più alti di temperatura (nel pomeriggio) massime 'fresche' lasciano il segno sulle sensazioni più delle eventuali minime anomale del primo mattino”. 

 

Un altro aspetto ha a che vedere con la 'natura' stessa dell'essere umano: “Qui usciamo dall'ambito prettamente meteo – continua Poletti – ma come 'animali' tropicali la 'nostra' temperatura, quella per intenderci che ci permette di stare bene senza necessità di coprirci con dei vestiti, è attorno ai 26/28 gradi: da questo punto di vista in estate le anomalie fresche si percepiscono più di quelle calde. Senza contare che nella società attuale, rispetto magari a 30/40 anni fa, si punta molto di più a uscire per i trekking, a salire in quota (senza contare l’esplosione dei flussi turistici) e se il tempo non è perfettamente stabile pesa molto su questo genere di attività”. 

 

“Poi – continua – dobbiamo ovviamente fare i conti con le dinamiche proprie dei social: oggi siamo bombardati di informazioni, c’è chi allarma, chi minimizza, chi nega. Ma la meteorologia non si fa con i social, dove si è spinti a commentare ogni singolo episodio, ogni fatto giornaliero e dove ognuno trova rassicurazione nella propria 'bolla' generata dall’algoritmo. Spesso a commentare (e a insultare) chi fa divulgazione è solo una minoranza rumorosa (e rancorosa) a fronte di una maggioranza silenziosa che osserva il cambiamento percependolo. Bisogna semplicemente attenersi a quel che viene rilevato, i commenti in sé hanno un’importanza assai relativa su un clima che cambia nell'arco degli anni e non con le tempistiche di un commento estemporaneo”. 

 

“Tornando alle medie di temperatura - aggiunge Poletti - è comprensibile che la persona 'comune', me compreso, a pelle non si renda conto se oggi fa più o meno caldo di 20-30-40 o 50 anni fa, quando magari nemmeno era nata. I dati sono fatti per questo, ma nella statistica delle masse ci può stare che qualcuno non accetti i numeri, non me ne farei un cruccio. Gli studi sono estremamente solidi, ampissimi. E come detto, al caldo l’uomo si abitua in fretta”. Un po' come rane nella pentola sul fuoco: “Ritengo che il vero problema – conclude l'esperto – più che per la nostra esistenza in Trentino, dove abbiamo ancora acqua e montagne, sia per l’umanità nel suo complesso, specie in aree del mondo sfavorite, ma soprattutto per l’ambiente naturale, per la flora e la fauna: lo si dice troppo poco, ma il cambiamento climatico attuale ci sta portando a grandi passi alla sesta estinzione di massa. È questo il vero cuore del problema”.

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