Lupi, dopo l'abbattimento in Trentino prime richieste anche dalla Lessinia veronese: “Ora la documentazione a Ispra”
Ad annunciarlo è il consigliere regionale del Gruppo misto Stefano Valdegamberi: dopo l'abbattimento di un esemplare in Trentino, portato a termine negli scorsi giorni dopo il decreto firmato dal presidente della Pat Fugatti, ora anche dalla Lessinia veronese arrivano le prime richieste di deroga per l'abbattimento del lupo

VERONA. Lupi, dopo l'esecuzione del decreto firmato dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, anche dalla Lessinia veronese arrivano le prime richieste di deroga per l'abbattimento. A riportarlo è il consigliere regionale del Gruppo misto Stefano Valdegamberi, che precisa come la documentazione sarà ora trasmessa all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
“Sono state presentate il 23 settembre alla Regione Veneto – scrive in una nota il consigliere – le prime richieste di deroga per l'abbattimento del lupo provenienti dalla Lessinia, territorio montano da tempo classificato hotspot nazionale per la presenza del predatore e considerato una della zone più colpite d'Italia. Su indicazione dell'assessore regionale alla montagna Cristiano Corazzari, i funzionari regionali, guidati dal dirigente Pietro Salvatori e dal funzionario Emanuele Pernecchele, hanno ricevuto dal sottoscritto, dal consigliere delegato del Comune di Sant'Anna d'Alfaedo, Fabio Giacopuzzi e dall'allevatore Armando Lavarini le prime richieste ufficiali di deroga”.
Come detto, la documentazione sarà ora trasmessa a Ispra per l'autorizzazione, dice Valdegamberi, come previsto dalla Direttiva Habitat. Per il consigliere la situazione è “fuori controllo” nella zona, dove “oltre ai danni gravissimi all'allevamento, cresce la paura tra la popolazione”. Secondo quanto riportato da L'Arena, il caso presentato sarebbe quello di malga Rambalda, a Erbezzo, dove Lavarini avrebbe deciso di portare via il bestiame in anticipo dopo aver subito diverse predazioni.
“L'abbandono progressivo delle malghe, il degrado del paesaggio e la crisi dell'economia montana – continua Valdegamberi – richiedono risposte urgenti. Il contenimento del lupo diventa di fatto impossibile se non si modificano le direttive nazionali attualmente in vigore, motivo per cui vanno da subito allentate le restrizioni dell'Ispra. Speriamo che la nuova legge non riproponga gli stessi paletti amministrativi posti dalla precedente normativa”.
In definitiva, dice il consigliere: “Le richieste di deroga rientrano nel quadro normativo europeo che prevede misure di controllo mirato in casi eccezionali per tutelare agricoltura, biodiversità e sicurezza pubblica. Le comunità della Lessinia auspicano che l'Ispra valuti con urgenza la straordinarietà della situazione e autorizzi interventi selettivi per riportare equilibrio, sicurezza e sviluppo sostenibile nei territori montani”.
Come detto, le richieste sono arrivate poco dopo l'abbattimento di un esemplare da parte del Corpo forestale trentino nella zona di malga Boldera (Comune di Ala), portato avanti in esecuzione del decreto firmato il 4 settembre scorso dal presidente Fugatti. Dopo l'uccisione, l'associazione Io non ho paura del lupo ha riferito di aver intensificato i monitoraggi nella zona, confermando la presenza di quattro nuovi cuccioli sulla Lessinia.












