Contenuto sponsorizzato
| 25 set 2025 | 09:56

Lupi, dalla Lessinia veronese le prime richieste di abbattimento (da politici e allevatori)? Facciamo chiarezza con Ispra: “Ecco la procedura corretta”

Il consigliere regionale del Gruppo misto Stefano Valdegamberi ha annunciato “le prime richieste di deroga per l'abbattimento del lupo” dalla Lessinia veronese, sottolineando che “la documentazione sarà ora trasmessa all'Ispra per l'autorizzazione”. Ma qual è la procedura corretta? Il Dolomiti lo ha chiesto a Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica di Ispra

VERONA. D'altronde, c'era da aspettarselo: dopo l'attuazione del decreto firmato dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, con l'abbattimento di un lupo in Lessinia – nella zona di Malga Boldera – le voci che hanno chiesto altre rimozioni si sono alzate anche dalla porzione veronese dell'Altopiano. Stando a quanto riportato da Stefano Valdegamberi, consigliere regionale del Gruppo misto in Veneto, le prime richieste di deroga sarebbero addirittura pronte per essere trasmesse all'Ispra – l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – “per l'autorizzazione, come previsto dalla Direttiva Habitat”.

 

“Su indicazione dell'assessore regionale alla montagna Cristiano Corazzari – scrive il consigliere – i funzionari regionali, guidati dal dirigente Pietro Salvatori e dal funzionario Emanuele Pernecchele, hanno ricevuto dal sottoscritto, dal consigliere delegato del Comune di Sant'Anna d'Alfaedo, Fabio Giacopuzzi, e dall'allevatore Armando Lavarini le prime richieste ufficiali di deroga”. Vista la delicatezza del tema però, a leggere queste parole un paio di domande sorgono spontanee: da chi devono effettivamente arrivare le richieste? E quale iter devono seguire?

 

Per fare chiarezza il Dolomiti ha contattato Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica di Ispra, che ha sottolineato innanzitutto come, in assenza di un decreto attuativo che recepisca il recente declassamento dello status di protezione del lupo deciso a Berna, il Veneto debba ancora passare attraverso il ministero dell'Ambiente per l'approvazione di eventuali abbattimenti – a differenza di quanto avviene in Trentino, dove le modifiche portate alla legge provinciale in materia permettono un'interlocuzione diretta con Ispra.

 

“Le richieste di deroga per l'abbattimento – anticipa Genovesi – devono innanzitutto essere presentate dalla Regione, che fornisce i dati relativi ai capi predati, le valutazioni in merito ad eventuali opere di prevenzione e via dicendo. Da lì si parte per formalizzare una richiesta che, per quanto riguarda il Veneto, deve ad oggi comunque passare dal ministero dell'Ambiente prima di essere valutata da Ispra”. Dopo il parere dell'Istituto, il dossier torna sul tavolo del Mase per la decisione definitiva, che spetta al dicastero. In altre parole, le richieste avanzate da Valdegamberi, Giacopuzzi e Lavarini dovranno essere elaborate in sede regionale e strutturate con tutti i dati e le valutazioni necessarie per permettere a Ispra di esprimersi sul caso e poi al ministero di prendere una decisione.

 

“C'è un passaggio tecnico, diciamo, anche a livello regionale – continua Genovesi –. Proprio per questo lavoriamo strettamente con le Regioni per far sì che eventuali richieste vengano organizzate per fornire tutte le informazioni necessarie ed evitare così successive richieste di chiarimenti”. Le informazioni necessarie, in questo caso, si riferiscono a due ambiti principali: la rilevanza della predazione e l'eventuale implementazione di misure preventive. Ispra tiene poi ovviamente conto di un terzo elemento fondamentale per poter arrivare al semaforo verde: che il numero di animali da abbattere non metta potenzialmente in pericolo la conservazione della specie.

 

“A gennaio scorso – spiega il funzionario dell'Istituto – abbiamo organizzato una riunione con le Regioni per proporre una serie di approcci tecnici, pensati per semplificare l'iter dei territori stessi nella valutazione dei vari criteri. Per quanto riguarda il recente caso trentino ad esempio, la presenza di due eventi in un mese ha soddisfatto il primo punto, un livello di predazione elevato. Per quanto riguarda la Lessinia comunque, in generale la media degli eventi è molto più alta di quella nazionale, quindi da questo punto di vista il criterio sarebbe probabilmente soddisfatto anche in Veneto”. La Regione dovrebbe dunque fornire semplicemente i numeri accertati per gli eventi di riferimento: più complicata è invece la valutazione del secondo punto.

 

“Per quanto riguarda la prevenzione – prosegue infatti Genovesi – è necessario analizzare nel dettaglio i singoli casi. Se per esempio l'azienda che lamenta il danno nel Veronese avesse seguito le stesse attività di prevenzione adottate in Trentino, anche il secondo criterio potrebbe essere rispettato”. Il caso va però analizzato sulla base anche delle specie predate e sulla presenza di strumenti di protezione ad hoc. Stando a quanto riportato da L'Arena, il caso presentato – non è chiaro se l'unico – sarebbe quello di Malga Rambalda, a Erbezzo, dalla cui area Lavarini – l'allevatore citato da Valdegamberi – avrebbe deciso di portare via il bestiame in anticipo dopo diverse predazioni.

 

Proprio Ispra infine, conclude Genovesi, valuta con attenzione la necessità, anche in caso di abbattimenti, di non mettere potenzialmente in pericolo la conservazione della specie sul territorio: “Da questo punto di vista, il mantenimento di determinate soglie rimarrà in vigore anche dopo il recepimento del declassamento nello status di protezione della specie. Per quanto riguarda in particolare il Veneto, con quel passaggio sarà però possibile riferirsi direttamente a noi per chiedere un parere all'Istituto eliminando la necessità di ottenere il via libera anche dal Ministero, come già succede in Trentino”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 25 luglio | 13:21
Il delegato all'industria della Uil del Trentino, Mauro Zeni: "E' indispensabile individuare soluzioni concrete e sostenibili che tengano [...]
Montagna
| 25 luglio | 13:26
L'allarme è scattato attorno a mezzanotte, è stata allertata immediatamente la stazione di Valmasino del Soccorso Alpino e Speleologico, VII [...]
Cronaca
| 25 luglio | 13:16
La denuncia di "Uniti per Claut" che si scaglia contro l'amministrazione comunale: "Il turismo è una risorsa fondamentale per il nostro [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato