Lupo abbattuto, l'esame del Dna permetterà di capire se si tratta dell'animale responsabile degli attacchi
Prosegue nel frattempo lo scontro la Provincia e le associazioni animaliste: secondo l'assessore Luis Walcher gli allevatori hanno fatto tutto il possibile per prevenire gli attacchi dei lupi, secondo la Lav, invece, "quando gli animali sono stati predati, stazionavano all’esterno delle recinzioni anti-lupo e che per difenderli erano stati utilizzati i cani da conduzione e non quelli da guardia"

BOLZANO. Mentre le associazioni animaliste promettono battaglia e dichiarano che "con l’abbattimento dell’esemplare di lupo in Venosta è stato commesso un vero e proprio crimine", i tecnici della Provincia di Bolzan proseguono con le verifiche del caso.
Già perché ora bisognerà capire se il lupo prelevato sia effettivamente l’esemplare responsabile degli attacchi agli animali da pascolo avvenuti a maggio e giugno e che, di fatto, hanno portato all’autorizzazione all’abbattimento.
Come spiegato dal direttore del dipartimento del servizio forestale, Günther Unterthiner, infatti, verrà eseguito ora l’esame di Dna sul corpo dell’animale. Esiste dunque la possibilità che l’animale abbattuto non sia il colpevole delle stragi nei pascoli? Si, esiste.
Perché, come spiegano gli stessi tecnici, è impossibile pensare di poter avere la certezza prima del prelievo: bisognerebbe catturare l’esemplare, dotarlo di collare, liberarlo e tenere monitorati i suoi comportamenti per poi - se necessario - catturarlo nuovamente e abbatterlo.
Nel periodo compreso tra maggio e luglio di quest'anno, in un alpeggio dell'Alta Val Venosta sono stati 31 gli attacchi di lupo agli animali da pascolo, confermati e documentati dalle autorità forestali. Nella stessa area erano già stati registrati 42 attacchi nella precedente stagione alpestre. Le malghe interessate sono state dichiarate zone di protezione dei pascoli ai sensi della legge provinciale n. 10/2023. I proprietari hanno comunque adottato misure di protezione del bestiame, che però non sono riuscite a impedire gli eventi dannosi, ma non è bastato.
E’ per questo che, aia l'Osservatorio faunistico provinciale che l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) hanno dato il loro consenso all'abbattimento di due lupi.
Ma attenzione: l’autorizzazione è concessa per due esemplari al massimo. E’ per questo che ogni passo deve essere studiato alla perfezione. Di conseguenza, se vi fossero altre predazioni, la Provincia non potrebbe procedere con ulteriori prelievi, perché l’Ispra non concederebbe ulteriori abbattimenti oltre ai due già autorizzati, uno dei quali già eseguito.
"In Alto Adige il lupo è diventato sempre più una minaccia per il tradizionale allevamento alpino e, in alcuni casi, per la sicurezza pubblica - sottolinea Luis Walcher, assessore provinciale all'Agricoltura e alle Foreste -. I proprietari dei pascoli hanno fatto tutto quello che dovevano per evitare gli attacchi. Visto quanto accaduto, non potevamo procedere diversamente. Ora l’esame del Dna farà ulteriore chiarezza e sapremo così come procedere nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, anche relativamente al prelievo del secondo esemplare".
Ma attenzione perché, prima di procedere in qualsiasi direzione, la Provincia dovrà aspettare i passi delle associazioni animaliste che fanno una narrazione diametralmente opposta rispetto a quella dei vertici provinciali.
"Ci chiediamo come sia possibile che un istituto scientifico di rilevanza internazionale possa dare un parere favorevole all’uccisione di due lupi, quando è la stessa Provincia ad aver ammesso che i sistemi di prevenzione degli animali allevati non sono stati utilizzati, oppure lo sono stati ma in maniera parziale e inadeguata" sottolinea infatti Massimo Vitturi, responsabile Lav - Animali Selvatici.
"Nella documentazione di cui la Lav è venuta in possesso, emerge infatti che quando gli animali allevati sono stati predati, stazionavano all’esterno delle recinzioni anti-lupo e che per difenderli erano stati utilizzati i cani da conduzione e non quelli da guardia. Per questo motivo il nostro Ufficio Legale è già al lavoro per depositare una denuncia per uccisione di animale contro la Provincia di Bolzano" aggiunge Viturri.
"Non possiamo più tollerare che i lupi vengano messi nel mirino solo perché si comportano da lupi, mentre gli allevatori non fanno nulla per proteggere gli animali allevati. Se c’è qualcuno che ha sbagliato e quindi deve pagare per le sue responsabilità, non sono certo i lupi, ma solo gli allevatori sostenuti da una Provincia inetta, sempre pronta a piegarsi ai voleri del Bauernbund, l’associazione di categoria degli allevatori altoatesini" conclude la Lav.














