"Mattia aveva il sorriso negli occhi". Il ricordo di mamma Erica. "Ritornava felice tra le sue montagne. Aveva un bel carattere ed era benvoluto da tutti"
"Quando tornava a casa, era sempre pronto ad aiutarmi in albergo o a supportare papà Fabio e nonno Anselmo, nella stalla. Ritornava tra le sue montagne, indossando orgoglioso i calzini preparati dalla nonna Delia e incontrando i tanti zii e cugini della nostra numerosa famiglia. Alle superiori scelse l’orienteering come suo sport principale, assieme all’amico di sempre Riccardo Scalet. All’università ha trovato Jessica, sua compagna di vita. Ingegnere ed atleta nazionale di orienteering come lui. Una coppia in simbiosi"

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. "Aveva il sorriso negli occhi".
Mattia Debertolis era un ragazzo che amava ogni sport, ne aveva praticati tantissimi e, alla fine, aveva scelto il primo amore: l'orienteering. Era benvoluto da tutti e legatissimo alla sua terra, il Primiero. Appena poteva vi faceva rientro da Stoccolma, dove attualmente viveva e svolgeva il dottorato dopo la laurea magistrale in ingegneria civile conseguita proprio nella capitale svedese.
Era felice di quello che faceva, sia nella vita di tutti i giorni, che in ambito sportivo, dove aveva raggiunto il massimo a cui un atleta può ambire: la maglia azzurra, che ha indossato con grande orgoglio e senso di responsabilità sino all'ultima gara.
Erica Zagonel è la mamma di Mattia e ha affidato al sito ufficiale della Fiso il suo ricordo del figlio. E' rientrata nella mattinata di oggi, mercoledì 13 agosto, dalla Cina, dove ha fatto in tempo a salutare Mattia, che venerdì scorso ha accusato un malore durante la prova "Middle" dei World Games, disputatasi con 43 gradi.
"Me lo ricordo per il sorriso dei suoi occhi, sempre felice - scrive mamma Erica -. Fin da piccolo amava qualsiasi sport. Alle elementari è stato introdotto all’orienteering grazie al maestro Renzo De Paoli, il quale insegnava geografia all’aperto attraverso mappa e bussola. Molti suoi scolari si sono appassionati all’Orienteering grazie a questo metodo. Mattia ha praticato sci nordico come fanno tutti i Debertolis della valle. Si è dedicato anche alla discesa, con il fratello Nicolò, grazie al nonno Rinaldo Zagonel, maestro di sci e guida alpina e allo zio Piero Zagonel, anche lui maestro di sci, che li portava a praticare il fuori pista. Con l’Us Primiero, oltre l'Orienteering, ha giocato a calcio. Insomma, in qualsiasi sport lui era bravo. Ci metteva passione, come a scuola. Bravo studente, mai un problema, fino a conseguire la laura in Ingegneria Civile a Trento, la Magistrale a Stoccolma, fino a vincere il dottorato nella Capitale svedese con un contratto di 5 anni, dove viveva abitualmente. Un bel carattere, era benvoluto da tutti. Quando tornava a casa, era sempre pronto ad aiutarmi in albergo o a supportare papà Fabio e nonno Anselmo, nella stalla. Ritornava tra le sue montagne, indossando orgoglioso i calzini preparati dalla nonna Delia e incontrando i tanti zii e cugini della nostra numerosa famiglia. Alle superiori scelse l’orienteering come suo sport principale, assieme all’amico di sempre Riccardo Scalet. All’università ha trovato Jessica, sua compagna di vita. Ingegnere ed atleta nazionale di orienteering come lui. Una coppia in simbiosi. Assieme hanno raggiunto risultati di altissimo livello. Era determinato a raggiungere i massimi livelli mondiali, per questo negli ultimi due anni si era trasferito al PWT Italia. Lo ricordo felice delle sue scelte di vita, sportive e professionali".
Il corpo di Mattia Debertolis dovrebbe rientrare sabato 16 agosto in Italia. I funerali si svolgeranno probabilmente lunedì 18. Intanto, in segno di lutto, il comune di Primiero San Martino di Castrozza ha annullato alcuni eventi in programma a cavallo di Ferragosto. Le bandiere saranno poste a mezz'asta e lunedì dovrebbe essere proclamato il lutto cittadino.


















