“Non possiamo dire Olimpiadi sostenibili e poi chiudere le scuole", il Pd avverte: "C’è il rischio che chiamino i presidi uno a uno per convincerli a fermare le lezioni’”
Mercoledì l’ente di governo del trasporto pubblico locale si è riunito per discutere la nota con cui la sindaca di Pieve di Cadore chiedeva il mantenimento del servizio durante le Olimpiadi. “Abbiamo approvato - ha affermato il consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi - un atto di indirizzo sul tpl. La richiesta è stata emendata: una cosa solo squisitamente politica per mettere la bandierina”. Secondo il Pd, rimane però il rischio che siano chiamati singoli presidi per convincerli a chiudere lo stesso, vista la difficoltà a reperire corriere

FELTRE. “Dopo grandi discussioni e mobilitazioni, tra cui oltre 350 insegnanti di tutte le scuole che hanno sottoscritto una lettera partita dal liceo Renier, nella giornata di mercoledì la provincia è stata costretta a tornare indietro e affermare che si può dare priorità al trasporto pubblico locale (tpl) durante le Olimpiadi. Ora, con questa deliberazione non si può più tornare indietro, ma rimane un rischio: che siano chiamate le singole strutture e i singoli presidi per convincerli a chiudere lo stesso, visto che resta comunque una decisione autonoma dei dirigenti scolastici”. Così il consigliere del Partito democratico (Pd) Alessandro Del Bianco ha commentato il ritiro della mozione presentata durante l’ultimo Consiglio comunale.
Uno dei punti all’ordine del giorno del Consiglio era infatti una mozione in sostegno del mantenimento del trasporto pubblico locale e contro la chiusura delle scuole durante i giochi, ritirata perché mercoledì si era già riunito l’ente di governo per discutere la medesima richiesta avanzata dalla sindaca di Pieve di Cadore Sindi Manushi (qui le sue dichiarazioni in merito). “Abbiamo approvato - ha affermato Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale con delega ai trasporti - un atto di indirizzo sul tpl. La richiesta partiva dalla sindaca di Pieve ed è stata emendata: una cosa solo squisitamente politica per mettere la bandierina. Avevamo detto fin dall’inizio che gli autobus per studenti e lavoratori dovevano essere assicurati, anzi lo abbiamo sempre dato per scontato. La linea dettata a Dolomitibus è sempre stata questa e Dolomitibus ha confermato il recepimento l’8 maggio. Con quest’atto mettiamo tutto nero su bianco: spiace constatare che qualcuno voglia strumentalizzare un tema che a mio avviso va trattato con l’ottica dell’amministratore e non con quella di chi è in campagna elettorale”.
Del Bianco ribadisce però che solo la mobilitazione degli insegnanti, dei sindacati e sul fronte politico del Pd ha permesso di arrivare a questa delibera, mentre i comuni di Belluno e Feltre e la provincia non si sono mai mossi per convocare l’ente sul tema. “Notate - sottolinea De Bianco - che l’ente di governo in tutta questa partita non è mai stato convocato, non ha mai deliberato in relazione al tpl durante le Olimpiadi né dato ad oggi l'incarico ufficiale a Dolomitibus per il trasporto olimpico. Tuttavia, anche senza mandato ufficiale, Dolomitibus ha aperto una manifestazione di interesse per capire quante ditte possono venire in supporto: era quindi evidente un disegno che avrebbe portato a spostare le corriere su Cortina. Prova ne è che, stando alle dichiarazioni dell’azienda, per gestire il solo trasporto olimpico servono almeno 180 autobus e 240 autisti, ma ad oggi Dolomitibus dispone in totale di 200 autobus e 130 autisti: per gestire i visitatori su quella tratta si dovrebbe quindi trovare un’altra Dolomitibus e mezza”.
Dopo la delibera dell’ente, secondo il Pd rimane tuttavia un rischio per i singoli istituti. “C’è l’indicazione di mantenere il tpl, ma non sappiamo cosa succederà domani vista la complessità nel reperire le corriere necessarie. Continueremo perciò a monitorare una situazione che ha anche un forte valore simbolico: non possiamo dire di volere le Olimpiadi della sostenibilità, che di sostenibilità hanno già poco, e scrivere nel progetto olimpico che tutti i nati dopo il 2010 grazie alle Olimpiadi si sarebbero potuti spostare gratuitamente con i mezzi di trasporto in provincia, e arrivare al caso opposto di dover chiudere le scuole perché non sappiamo trovare le corriere per portare i visitatori a vedere le gare” conclude Del Bianco.












