"Olimpiadi e scuole, la Provincia non ha il coraggio di ammettere che gli autobus forse non ci saranno”, la sindaca: "Rischiamo di dare una pessima immagine del territorio"
Si continua a parlare di trasporti, scuole e Olimpiadi. A intervenire è Sindi Manushi, sindaca di Pieve di Cadore, che, dopo le recenti dichiarazioni sulle possibili difficoltà legate al traffico soprattutto nella parte alta del territorio, puntualizza: “Il problema è che né la Provincia né Dolomitibus hanno il coraggio di ammettere pubblicamente che forse gli autobus non ci saranno”

PIEVE DI CADORE. Si continua a parlare di trasporti, scuole e Olimpiadi. A intervenire è Sindi Manushi, sindaca di Pieve di Cadore, che dopo le recenti dichiarazioni da parte della Provincia puntualizza: “Il problema è che né la Provincia né Dolomitibus hanno il coraggio di ammettere pubblicamente che forse gli autobus non ci saranno. Ammettono il taglio delle corse soltanto davanti ai dirigenti, portandoli di fatto a decidere di chiudere le scuole. E per poi poter dire: gli autobus ci sarebbero, ma le scuole hanno deciso di chiudere”.
Pochi giorni fa Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale con delega ai trasporti, riportava come le manifestazioni d’interesse per i partner olimpici di Dolomitibus hanno confermato che le navette olimpiche potranno essere organizzate senza compromettere il servizio di trasporto pubblico locale (Tpl). “Questo significa che le scuole - scrive Bortoluzzi - potranno rimanere aperte durante le Olimpiadi, lasciando a ciascun istituto la libertà di organizzare l’anno scolastico secondo le proprie esigenze. La Provincia ha sempre sostenuto la necessità di ascoltare le esigenze di scuole e famiglie, che non erano favorevoli alla chiusura e ora, con la conferma del mantenimento del servizio extraurbano, possiamo dire che le scuole sono svincolate dal tema dei trasporti”.
Resta da risolvere la questione della tratta Dobbiaco-Cortina, che Dolomitibus ritiene non sostenibile per il servizio olimpico: “Inoltre, il meteo e il traffico potrebbero influire sul normale svolgimento del Tpl. Per questo - conclude Bortoluzzi - chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Fondazione Milano Cortina e invitiamo Dolomitibus a presentare un piano economico-finanziario dettagliato, per definire quanto prima il trasporto dedicato evitando impatti sul resto del territorio”.
Arriva ora la replica di Manushi al consigliere, che sulla stampa locale aveva aggiunto come sarà ogni istituto a decidere in autonomia, soprattutto quelli situati nella parte alta della Provincia viste le possibili difficoltà legate al traffico per insegnanti e studenti che vengono da fuori. “Sul fatto che le scuole scelgano in piena libertà se stare aperte o meno durante le Olimpiadi - prosegue la sindaca sul suo profilo Facebook - avrei molto da ridire, perché se nei tavoli scolastici viene detto ai presidi che forse non ci saranno gli autobus, è chiaro che i presidi si devono tutelare e chiudere le scuole precauzionalmente. Il consigliere si trincera sempre dietro a pretesti come gli alloggi o il traffico: un traffico che compare e scompare a seconda delle necessità?”.
La domanda, effettivamente, sorge spontanea. Un mese fa il tavolo dei sindaci aveva deciso di tenere aperti asili, scuole elementari e medie, lasciando un punto interrogativo sulle scuole di Cortina e sulle superiori di tutto il territorio, e lasciando aperti così anche dei dubbi sull’assolutamente primario diritto allo studio che tale decisione voleva garantire.
“Quindi i ragazzi del Cadore non potranno andare a scuola al Fermi di Pieve, ma i loro compaesani che scendono all’agrario di Feltre sì? Al Fermi è stato detto che Pieve sarà paralizzata per il traffico perché sarà zona arancione, ma questo non è ancora stato deciso al tavolo viabilità. A quel punto dovrebbero anche spiegarci perché a Pieve l’Istituto comprensivo potrà rimanere aperto e il Fermi no. Lo dico da subito: mi opporrò sia in Provincia sia all’interno dell’ente di governo all’ipotesi di sospensione del trasporto scolastico. Non garantire le scuole durante le Olimpiadi, oltre a essere sbagliato di principio, darebbe anche una pessima immagine di incapacità del territorio. Ci dicono sempre che le Olimpiadi sono una grande vetrina: bene, allora iniziamo a esporre un po’ di amor proprio in questa benedetta provincia”, conclude Manushi.












