Non si è aperta la vela: è un 42enne la vittima del tragico incidente con la tuta alare. E' precipitato a 400 metri dall'atterraggio
A causa probabilmente di un problema tecnico, che gli ha impedito di aprire la vela, il 42enne è precipitato al suolo a soli 400 metri da quello che sarebbe stato il punto di atterraggio, lungo un tornante della strada statale numero 48 delle Dolomiti. Da Trento si è levato in volo l'elicottero, che ha poi provveduto a sbarcare nei pressi del luogo dell'incidente il tecnico di elisoccorso e l'equipe sanitaria, che hanno cercato di rianimare l'uomo, ma ogni tentativo è risultato vano

CANAZEI. Si era lanciato dalla cima del Sass Pordoi, in val di Fassa, il base jumper australiano di 42 anni che ha perso la vita nel primo pomeriggio di oggi - mercoledì 16 luglio -, dopo essersi schiantato lungo un tornante della strada statale numero 48 delle Dolomiti (Qui articolo).
A causa probabilmente di un problema tecnico, che gli ha impedito di aprire la vela, il 42enne è precipitato al suolo a circa 1.700 metri di quota a soli 400 metri di distanza da quello che sarebbe stato il punto di atterraggio.
Immediatamente sono stati allertati i soccorsi: sul posto si sono portati tempestivamente i sanitari e da Trento si è levato in volo l'elicottero, che ha poi provveduto sbarcare nei pressi del luogo dell'incidente il tecnico di elisoccorso e l'equipe sanitaria, che hanno cercato di rianimare l'uomo.
Troppo gravi, però, sono risultate le ferite riportate nel terribile impatto e, a quel punto, per i sanitari non c'è stato null'altro da fare che dichiarare il decesso del 42enne.
Dopo il nulla osta da parte del magistrato, la salma è stata riportata a valle dall'ambulanza. Sul posto anche un soccorritore della stazione Alta Val Fassa del Soccorso Alpino, arrivato via terra, i vigili del fuoco di Canazei e i carabinieri, che si sono occupati di tutti i rilievi del caso.














