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| 14 nov 2025 | 12:25

Olimpiadi invernali, tassa di soggiorno aumentata a Milano (fino a 10 euro) per il solo 2026

La discussione aveva coinvolto nelle scorse settimane anche il Trentino – che per ora non sembra però voglia puntare su aumenti in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Per chi soggiornerà negli hotel a quatto e cinque stelle del capoluogo lombardo, nel solo 2026 la tassa di soggiorno sarà di 10 euro

Foto a sinistra da Wikipedia di Jiuguang Wang
Foto a sinistra da Wikipedia di Jiuguang Wang

MILANO. L'avvio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si avvicina ed il capoluogo lombardo ha deciso, per il solo 2026 – l'anno dei Giochi a cinque cerchi –, di aumentare la tassa di soggiorno per chi arriverà in città. La possibilità di aumentare fino a 5 euro il contributo richiesto per i Comuni della Lombardia e del Veneto interessati dalle sedi di gara – che a Milano ha ricevuto negli scorsi giorni il via libera dalla Giunta comunale – era stata concessa a ottobre dal decreto Anticipi, con la previsione di un ritorno alle casse dello Stato del 50% dell'incremento applicato.

 

“Dal 1 gennaio 2026 – scrive il Comune di Milano – l'imposta applicata per notte ad ogni turista che soggiornerà a Milano sarà nel dettaglio: 10 euro in alberghi a quattro o cinque stelle; 7,4 euro in alberghi a tre stelle; 5 euro in alberghi a due stelle; 4 euro in hotel a una stella; 9,5 euro in case vacanze e locazioni brevi e bed&breakfast; 7 euro in casa per ferie; 3 euro negli ostelli per la gioventù e nelle aziende ricettive all'aria aperta”.

 

Nel dettaglio, il decreto prevede che il maggior gettito derivante dall'incremento dell'imposta di soggiorno, si legge nella nota diffusa dal Comune di Milano, sia per il 50% destinato agli impieghi previsti dalla legge istitutiva del tributo del 2011 e per il 50% acquisito dal bilancio dello Stato, per il finanziamento degli interventi connessi agli eventi dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026. La legge istitutiva stabilisce, in poche parole, che il gettito sia destinato a finanziarie interventi in materia di turismo – sostegno alle infrastrutture ricettive, interventi di manutenzione, recupero di beni culturali e via dicendo.

 

La discussione nelle scorse settimane aveva coinvolto anche il Trentino, dove al momento non si prevedono però aumenti in vista dei Giochi olimpici. “L'imposta – aveva detto il direttore di Asat, Davide Cardella, a il Dolomiti – non può essere una scusa per fare cassa”. Netto anche l'assessore provinciale Roberto Failoni: “In Trentino non prevediamo alcun aumento legato alle Olimpiadi – aveva detto –. Riteniamo corretto lasciare invariata l'imposta, che è inoltre unica per tutto il territorio provinciale”.

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