Olimpiadi e tassa di soggiorno, in Veneto e Lombardia pensano alla "stangata", il Trentino invece per ora non vuole cambiare: "Sarebbe un autogol"
Norme e meccanismi molto diversi, ecco perché Veneto e Lombardia pensano a cambiare la tassa di soggiorno mentre in Trentino non si prevede un aumento dell'imposta

TRENTO. Olimpiadi e tassa di soggiorno: alzarla o non alzarla questo il dilemma. In Veneto e in Lombardia ci si pensa e si parla di aumenti molto decisi: un rincaro che potrebbe raggiungere il 140%, una percentuale a tre cifre e più del doppio. Un'anticipazione della manovre che si traduce in un polverone con dure prese di posizione di Confcommercio, Federalberghi e tutte le associazioni di categoria si sono espresse con contrarietà a questa ipotesi. Il Trentino - almeno per ora - non sembra voler seguire questa strada.
I Comuni di Lombardia e Veneto - secondo le indiscrezioni sul "Decreto anticipi" - documento collegato alla legge di bilancio nazionale in approvazione a dicembre - potrebbero aumentare la tassa di soggiorno, imposta che potrebbe passare da 5 a 12 euro a notte, per massimizzare il volano e gli effetti dei Giochi invernali. Un provvedimento ritenuto inaccettabile dalle associazioni di categoria (Qui articolo).
Intanto bisogna premettere che i meccanismi tra Lombardia e Veneto da un parte e Trentino e dall'altra sono profondamente diversi. Le due Regioni ordinarie si appoggiano alla legge nazionale (e per questo possono eventualmente aumentare l'imposta), mentre per Trento c'è una legge provinciale.

Il Trentino appare molto più freddo sul punto. Anzi, la battaglia trova il sostegno di Asat, associazione che rappresenta Federalberghi sul territorio. "Siamo d'accordo che questa procedura rischia di essere un autogol", commenta il direttore Davide Cardella. "Una decisione che potrebbe trasformarsi in un elemento penalizzante perché vincolato a poche settimane particolari con ripercussioni invece sugli anni successivi".
Un discorso è un ritocco dei listini per i pernottamenti, un altro è aumento - soprattutto se vertiginoso - della tassa di soggiorno. "L'imposta non può essere una scusa per fare cassa", prosegue Cardella. "I prezzi però sono abbastanza in linea e coerenti, bisogna tenere conto del servizio che viene proposto tra qualità e offerta. Invece registriamo costi un po' più alti per agli appartamenti, comparto che sembra un po' sfuggire ai trend".
Il mese di febbraio è generalmente forte, per i Giochi nessun boom dei prezzi negli hotel. "Naturalmente il periodo delle Olimpiadi è considerato altissima stagione", dice Paolo Gilmozzi, presidente dell'Azienda per il turismo Fiemme e Cembra. "C'è un adeguamento in questo senso per mantenere servizi di livello ma nulla fuori scala. Ci sarà un vincolo maggiore sulle prenotazioni, viene privilegiata ancora di più la settimana".
Sempre in argomento tassa di soggiorno. Le risorse raccolte - per esempio - in Lombardia e Veneto finiscono agli enti locali, qui invece quasi tutta (il 90% circa) viene destinata alle Aziende per il turismo (e una percentuale a Trentino Marketing): i soldi sono utilizzati per il funzionamento della Guest Card e dell'App MioTrentino, più in generale sono immessi nel settore per alimentare i servizi turistici.
Attualmente la tassa di soggiorno è uniforme in Trentino, varia da un euro a persona over 14/notte negli alloggi a uso turistico ai 3 euro negli hotel 5 stelle. Si può chiedere di più? "Oggi le Apt devono raccogliere il 51% delle risorse a bilancio in forma privata e il 49% è di provenienza pubblica", evidenzia Gilmozzi. "A questo si aggiunge l'introito dell'imposta. Si può anche affrontare il discorso di alzare l'imposta perché i costi sono sempre maggiori e può essere un modo per mantenere gli standard elevati. Tuttavia la valutazione non può essere ricondotta a un periodo particolare come quello delle Olimpiadi. Ci deve essere una pianificazione che tenga conto delle specificità e delle esigenze di tutto il sistema".
E' questo anche il pensiero della Provincia. "In Trentino non prevediamo alcun aumento legato alle Olimpiadi", le parole dell'assessore Roberto Failoni. "Riteniamo corretto lasciare invariata l'imposta, che è inoltre unica per tutto il territorio provinciale".
Una linea condivisa dalle Apt, oltre che dagli albergatori. "Una modifica in occasione dei Giochi sembra un po' un'accisa che non tiene conto di diversi fattori: la presenza di turisti per l'evento, gli sciatori e quei clienti che cercano altro", spiega Luciano Rizzi, presidente dell'Azienda per il turismo val di Sole e presidente del Consorzio delle Aziende per il turismo del Trentino. "Inoltre il costo sulla settimana inizierebbe a essere impegnativo. In Trentino effettivamente l'imposta è bassa rispetto a moltissimi territori ma la scelta a mio avviso di non intervenire per un periodo particolare è corretta, la qualità di un'offerta considera anche l'applicazione della tassa di soggiorno".
Si pensa a un piccolo ritocco ma a tempo debito. "C'è un ragionamento per un grande piano di mobilità", ancora Rizzi. "Un aumento della tassa di soggiorno deve avvenire con una proposta concreta e tangibile dagli ospiti, dai lavoratori e dai residenti. L'imposta non è per far cassa ma per migliorare i servizi per il territorio, per questo ci vuole equilibrio e una condivisione generale con tutti gli attori del territorio".
Un grandissimo evento ormai sempre più vicino, epicentro la val di Fiemme, poi le ricadute interessano la val di Fassa e la val di Cembra ma a cascata tutto il territorio. Settimane di pressione tra i Giochi e il normale flusso turistico, con le altre proposte però che rischiano di essere giocoforza oscurate.
"Lo sci nordico e il salto sono tratti distintivi per la nostra destinazione", prosegue Gilmozzi. "Le Olimpiadi sono il coronamento di un lunghissimo percorso ma sono una grandissima sfida. I protocolli Cio sono stringenti e talvolta ci si sente ospiti a casa propria ma questo non pesa e anzi è comprensibile che ci siano dei paletti perché parliamo di un contesto enorme. A ogni modo le venues sono pronte e c'è grandissima attesa sul territorio".
Le capienze dei campi di gara sono state fortemente ridotte per ragioni di sicurezza e sono previste alcune limitazioni, "ci potrebbe essere qualche calo sulle piste da sci, però i Giochi garantiscono un'enorme visibilità per la val di Fiemme e per il Trentino in generale. E' un lavoro di squadra sul territorio tra le varie realtà coinvolte, penso a Nordik Ski e la Fondazione trentina per i Giochi, il Comune di Predazzo e quello di Tesero, fino a Provincia, Trentino Marketing e tutta la filiera. Ci si muove all'unisono per raggiungere risultati e obiettivi di lungo periodo".
Un'attesa che è crescente, la stagione invernale ormai è a vista e questo significa Olimpiadi alle porte. "Siamo molto positivi e fiduciosi. Le infrastrutture sono tutte pronte nei tempi stabiliti e già si registrano segnali incoraggianti nelle prenotazioni. Assicureremo infatti un’offerta invernale molto ricca e variegata, anche di cornice ai giochi olimpici. Gli ospiti della Val di Fiemme e delle zone limitrofe potranno godere per esempio dello sci alpino su tutte le skiarea", conclude Failoni.












