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Sondrio
17 ottobre | 19:46

Salasso per i turisti in vista delle Olimpiadi: la tassa di soggiorno potrebbe aumentare del 140%. Associazioni e Anci furiosi: "Sconcertante, si faccia un passo indietro"

I comuni di Lombardia e Veneto potranno aumentare drasticamente la tassa di soggiorno, che potrebbe passare da 5 a 12 euro a notte. Durissima la presa di posizione della associazioni di categoria: "Sconcertano le anticipazioni sul "Decreto anticipi", collegato alla Legge di Bilancio, sulla possibilità per i Comuni lombardi e veneti di aumentare l’imposta di soggiorno da 5 a 12 euro a notte nel 2026. I flussi turistici in crescita devono essere resi strutturali grazie alla risonanza di un appuntamento così importante, e non utilizzati per fare cassa"

SONDRIO. Per ora sono "anticipazioni" ma assolutamente fondate e "temute", tanto che Confcommercio, Federalberghi e tutte le associazioni di categoria si sono già espresse in maniera assolutamente contraria con una nota ufficiale.

 

Il contesto è quello delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, che a febbraio proietteranno l'Italia, nella fattispecie Lombardia e Veneto, ma anche Trentino e Alto Adige, al centro del mondo sportivo per tutta la durata dell'evento.

 

Ebbene i comuni di Lombardia e Veneto potranno aumentare drasticamente la tassa di soggiorno, che potrebbe passare da 5 a 12 euro a notte. Secondo le anticipazioni del "Decreto anticipi", strettamente collegato alla Legge di Bilancio che verrà approvata a dicembre, il rincaro potrebbe essere addirittura nell'ordine del 140%.

 

Un provvedimento inaccettabile per tutte le associazioni di categoria, che hanno emesso una nota ufficiale nel quale dicono "no", senza "se" e senza "ma" all'aumento vertiginoso, invitando le rispettive amministrazioni comunali a non recepire la norma. E pronte a dare battaglia.

 

"La prospettiva di un aumento della tassa di soggiorno fino al 140% in Lombardia e Veneto - dichiarano congiuntamente Confcommercio Lombardia, Confcommercio Veneto Federalberghi Lombardia e Federalberghi Veneto - è assolutamente da scongiurare. Negli anni che hanno preceduto i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 il settore ricettivo si è impegnato a riqualificare le strutture e formare il personale per migliorare la propria offerta e, dunque, l’immagine delle Regioni e dell’intero Paese. Immagine evidentemente offuscata da questo provvedimento. Sconcertano le anticipazioni sul "Decreto anticipi", collegato alla Legge di Bilancio, sulla possibilità per i Comuni lombardi e veneti di aumentare l’imposta di soggiorno da 5 a 12 euro a notte nel 2026. Incrementi che, per numerose città, si aggiungono a revisioni al rialzo recentemente approvate".

 

"I flussi turistici in crescita, destinati ad aumentare durante le gare olimpiche e paralimpiche - rilevano le Associazioni - devono essere resi strutturali grazie alla risonanza di un appuntamento così importante, e non utilizzati per "fare cassa". L’aumento dell’imposta di soggiorno a pochi mesi dai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali da un lato rappresentano un biglietto da visita negativo per i nostri territori, dall’altro incide negativamente sull’impegno della categoria che ha contribuito al successo della candidatura olimpica calmierando il prezzo delle camere. Non solo: un incremento fino al 140% arrecherebbe un danno al mercato interno, danneggiando in particolare i visitatori italiani".

 

Netta anche la presa di posizione dell'Anci, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, che con una nota ufficiale ha chiesto un confronto urgente con il ministro Giancarlo Giorgetti, titolare del dicastero dell'Economia. "Siamo contrari e chiediamo un incontro costruttivo per individuare soluzioni più strutturali ed efficaci. Non si può trasformare una tassa di scopo in uno strumento per fare cassa".

 

Secondo l'Anci, la tassa di soggiorno dovrebbe avere come finalità quelle di migliorare i servizi urbani, il decoro delle città e l'esperienza dei visitatori e non essere utilizzata per la copertura di altre spese correnti. Preoccupazione è stata espressa anche dal Codacons, riguardo la trasparenza dell'utilizzo dei fondi.

 

La decisione finale spetta alle singole amministrazioni che, autonomamente, potranno decidere se applicare o meno i rincari e in che misura. A meno di un repentino "passo indietro" del Governo: il tempo per procedere in tal senso ancora c'è. Il rischio è quello che la tassa di soggiorno si trasformi in un elemento penalizzante per le strutture ricettive di piccole e medie dimensioni con i turisti - soprattutto quelli stranieri - che, anziché essere attratti, potrebbero allontanarsi proprio nel momento in cui l'Italia si troverà al centro della scena mondiale. Con inevitabili ripercussioni anche sui prossimi anni.

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