Pasqua in montagna? Attenzione al rischio valanghe: sopra i 1.800 metri di quota pericolo di grado 3 marcato
Creste, conche e canaloni i luoghi più pericolosi a causa della neve bagnata e della neve "ventata"

TRENTO. Neve ventata e neve bagnata: queste le principali fonti di pericolo che fanno mantenere alta l'attenzione al pericolo valanghe sul territorio provinciale, in particolare sopra i 1.800 metri di quota dove il rischio è classificato al grado 3 marcato, per la giornata di domani, domenica 20 aprile.
Condizioni che secondo il bollettino valanghe sono "sfavorevoli" per le escursioni, a causa soprattutto degli accumuli di neve fresca e di neve spostata dal forte vento che in queste ore ha colpito le montagne trentine. Tra i luoghi di maggior pericolo valanghe indicati ci sono l'Adamello-Presanella, la zona della Val di Sole, Pejo e Rabbi, e la Val di Fassa.
In particolare viene evidenziato come al di sotto dei 2.200 metri di quota circa, la pioggia abbia causato un progressivo impregnamento del manto nevoso che causerà soprattutto sui pendii ripidi una destabilizzazione.
E anche gli ultimi accumuli di neve ventata - si legge sul bollettino - possono in parte subire un distacco in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali soprattutto sui pendii molto ripidi esposti a ovest, nord ed est al di sopra dei 2.400 metri circa. Punti pericolosi che si trovano soprattutto nelle zone in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni.
Con l'umidificazione, soprattutto sui pendii molto ripidi e al di sotto dei 2.600 metri circa sono possibili numerose valanghe di neve umida e bagnata di medie e, a livello isolato, di grandi dimensioni. Nei canaloni ripidi le valanghe avanzeranno a livello isolato sino alle zone non innevate.
Gli esperti consigliano di pianificare con cura ogni uscita, con la raccomandazione di consultare i bollettini valanghe e valutare attentamente le condizioni in montagna privilegiando un approccio prudente.


















