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Trento
05 aprile | 06:00

"Picchiava la mamma, non ce la facevo più". Bojan Panic ha ucciso il padre Simeun a coltellate dopo l'ennesima violenza. La terribile notte di Mezzolombardo

Davanti alla pm Patrizia Foiera, titolare dell'indagine, il ragazzo ha dichiarato di non essersi reso conto immediatamente di quanto aveva fatto. In stato di shock, ha realizzato solamente nel momento in cui le forze dell'ordine sono entrate nell'appartamento. Il ragazzo ha collaborato con gli inquirenti, rendendo la propria dichiarazione confessoria e ammettendo di avere commesso il delitto, spiegando di "non poterne più" del fatto che il padre usasse violenza nei confronti della mamma

di D.L.

MEZZOLOMBARDO. Bojan Panic ha confessato di aver ucciso il padre Simeun.

 

"Picchiava la mamma, non ce l'ho più fatta" ha dichiarato il 19enne durante l'interrogatorio che si è tenuto all'alba di ieri, venerdì 4 aprile, davanti alla pm Patrizia Foiero alla presenza dell'avvocato Veronica Manca, che difende il giovane. Che, nella notte tra giovedì 3 e venerdì, ha colpito più volte con un coltello l'uomo, provocandone la morte.

 

Da quanto emerso, le violenze del 46enne Simeun, che svolgeva la professione di operaio edile in una ditta della zona, ai danni della moglie andavano avanti da anni. L'ennesima lite - degenerata rapidamente con l'uomo che avrebbe picchiato nuovamente la donna - ha scatenato la reazione di Bojan Panic, 19enne studente al liceo Galilei di Bolzano, che si è scagliato contro il padre in difesa della mamma Milka.

 

L'accaduto.

Da quanto ricostruito Simeun Panic sarebbe rientrato nell'abitazione di via Frecce Tricolori all'incirca verso le 23 di giovedì 3 aprile. Un paio d'ore più tardi (ma la tempistica, come del resto tanti altri aspetti dell'accaduto, è ovviamente oggetto d'indagine da parte delle forze dell'ordine) sarebbe nato un violento diverbio nella camera da letto tra i due coniugi e il 46enne avrebbe alzato le mani sulla moglie. E non sarebbe stata la prima volta, perché gli atteggiamenti violenti sarebbero iniziati addirittura diversi anni fa.

Bojan e il fratello di 17 anni, a quel punto, sarebbero intervenuti per sottrarre la mamma alla violenza del padre. La lite è degenerata, si è spostata nella camera occupata dai due giovani e, a quel punto, il 19enne avrebbe preso un coltello (probabilmente dalla cucina) e colpito più volte il genitore, uccidendolo (Qui articolo).

 

I soccorsi.

Sono stati gli stessi componenti del nucleo familiare ad avvisare i soccorsi e le forze dell'ordine, che tempestivamente si sono portati sul luogo dell'accaduto. Quando sono arrivati i sanitari l'uomo era già deceduto. E, solamente in quel momento, il 19enne avrebbe realizzato cosa era realmente accaduto, anche se - sia il ragazzo che la madre - avrebbero cercato di rianimare l'uomo dopo l'accoltellamento. Il giovane è stato preso in consegna dai carabinieri e trasferito, all'alba, a Trento, mentre la madre e il fratello sono stati soccorsi in loco, prima di essere portati anch'essi nel capoluogo per essere sentiti dagli inquirenti

 

L'interrogatorio.

Davanti alla pm Patrizia Foiera, titolare dell'indagine, il ragazzo ha dichiarato - per l'appunto - di non essersi reso conto immediatamente di aver ucciso il padre. In stato di shock, ha realizzato quanto aveva fatto solamente nel momento in cui le forze dell'ordine sono entrate nell'appartamento. L'interrogatorio, alla presenza dell'avvocato Veronica Manca si è svolto nella primissima mattina di ieri, venerdì 4 aprile ed è iniziato alle 5.30. Il ragazzo ha collaborato con gli inquirenti, rendendo la propria dichiarazione confessoria e ammettendo di commesso il delitto, spiegando di "non poterne più" del fatto che il padre usasse violenza nei confronti della mamma.

Gli inquirenti hanno sentito anche la madre e il fratello. Al termine dell'interrogatorio il 19enne è stato trasferito nel carcere di Spini di Gardolo, dove si trova tutt'ora. L'accusa non è stata ancora formalizzata, ma l'apertura del fascicolo è per "omicidio volontario". Lunedì, anche se in tal senso si attende ancora la notifica ufficiale, dovrebbe svolgersi l'udienza di convalida.

 

Il contesto.

L'omicidio avvenuto in Piana Rotaliana, che ha scosso l'opinione pubblica, richiamando le attenzioni su Mezzolombardo anche della stampa di programmi televisivi nazionali, è nato in un contesto che, solo apparentemente, era sereno. In realtà, da quanto emerso, le violenze di Simeun ai danni della moglie sarebbero iniziate anni fa, anche se la donna non aveva mai sporto denuncia.

I vicini e i conoscenti della famiglia, che non aveva grandi rapporti con il resto della comunità, descrivono la famiglia bosniaca come "tranquilla" e sono rimasti esterrefatti (Qui articolo), così come il sindaco del comune rotaliano, Michele Dalfovo, che ha parlato di "immane tragedia". L'intera comunità è rimasta basita quanto è venuta a conoscenza dell'accaduto in quell'appartamento situato nella zona centrale del paese, a due passi dal teatro e dall'ospedale di Mezzolombardo.

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