Bojan Panic è libero: nessuna misura cautelare. La Procura: "E' la cosa giusta dal punto di vista processuale". L'avvocata: "E' con la famiglia in un luogo protetto"
"La decisione - commenta l'avvocata Veronica Manca, che assiste il 19enne che ha ucciso il padre - è stata assunta in virtù dell'atteggiamento collaborativo del mio assistito, in considerazione della sua giovane età e del fatto che le sue dichiarazioni siano risultate convergenti con quelle rese dagli altri familiari. Non essendoci il rischio di fuga, il pericolo d'inquinamento delle prove e l'impossibilità di reiterazione del reato, la Procura ha assunto una decisione che non può che lasciarci soddisfatti, visto lo stato di shock del ragazzo"

TRENTO. Bojan Panic è libero. Il 19enne di origine bosniaca, che nella notte tra giovedì 3 e venerdì 4 aprile ha accoltellato il padre Simeun, uccidendolo, per difendere la madre dall'ennesima aggressione da parte dell'uomo, è stato rilasciato dopo essere rimasto rinchiuso poche ore nel carcere di Spini di Gardolo.
In questo momento si trova in un luogo protetto assieme alla madre Milka e al fratello 17enne. A suo carico l'Autorità Giudiziaria non ha disposto alcuna misura cautelare, nemmeno gli arresti domiciliari: al momento non è stata ancora fissata l'udienza di convalida che, in un primo momento, sembrava avrebbe dovuto avere luogo lunedì. Invece se ne riparlerà tra qualche giorno.
L'ipotesi di reato è quella di omicidio volontario, il giovane è iscritto nel registro degli indagati (un atto dovuto, per potersi avvalere dell'assistenza di un legale), ma la Procura della Repubblica di Trento non avrebbe ancora formalizzato l'accusa.
"Abbiamo fatto una cosa giusta sotto il profilo processuale - ha dichiarato all'Ansa il procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi -. La detenzione, vista la situazione di questo ragazzo, sarebbe stata dannosa anche sotto il profilo personale" (Qui articolo).
"La decisione - commenta l'avvocata Veronica Manca, che assiste Bojan Panic - è stata assunta in virtù dell'atteggiamento collaborativo del mio assistito, in considerazione della sua giovane età e del fatto che le sue dichiarazioni siano risultate convergenti con quelle rese dagli altri familiari. Non essendoci il rischio di fuga, il pericolo d'inquinamento delle prove e l'impossibilità di reiterazione del reato, la Procura ha assunto una decisione che non può che lasciarci soddisfatti, visto lo stato di shock del ragazzo, a cui certamente la detenzione in carcere avrebbe provocato un ulteriore trauma. Il fatto che possa stare con la madre e il fratello è molto positivo. Adesso attendiamo gli accertamenti tecnici che potranno dare dei riscontri oggettivi a quanto dichiarato".
Le indagini dovranno appurare se Bojan Panic ha agito per legittima difesa: la madre era vittima da anni di violenze, anche fisiche e, verso l'1.30 della notte tra il 3 e il 4 aprile, tra i genitori del giovane sarebbe scoppiata l'ennesima lite. Il 19enne e il fratello sarebbero intervenuti a difesa della mamma, con il diverbio che si sarebbe spostato dalla camera da letto alla stanza occupata dai due fratelli. Qui sarebbe avvenuto il delitto, con l'accoltellamento dell'uomo, colpito più volte dal figlio.


















