Piste inagibili e futuro ancora più a rischio dopo le Olimpiadi, la Scuola Italiana Sci Lago di Tesero annuncia la chiusura: "Forse c'è uno spiraglio: così non si può andare avanti"
Quale è la richiesta della Scuola nata 40 anni fa? Semplice: quella di avere un proprio spazio, che sia fruibile sempre, al netto delle tantissime manifestazioni di carattere internazionale e nazionale che vengono ospitate dal Centro del Fondo Lago di Tesero, dal Tour de Ski alle gare ufficiali, dal Trofeo Topolino alla Marcialonga

TESERO. "Dopo oltre 40 anni di attività, la Scuola Italiana Sci Lago di Tesero è costretta a chiudere. Le numerose manifestazioni che hanno reso inagibili le piste da sci, insieme alla preparazione per le future Olimpiadi, ci hanno portato a questa dolorosa decisione. Un sentito ringraziamento a tutti i clienti e amici per la fiducia e il sostegno ricevuti nel corso degli anni. Ciao a tutti e grazie di cuore".
Il post pubblicato sulla pagina ufficiale della Scuola Italiana Sci Lago di Tesero è stato un pugno nello stomaco per molti. Il Centro del Fondo situato nella meravigliosa località fiemmese è una, se non "LA", delle culle dello sci nordico in Italia. E non solo, visto che la struttura ha ospitato per tre volte i Mondiali della disciplina (nel 1991, nel 2003 e nel 2013) e si appresta a diventare il Centro federale di sci nordico (QUI ARTICOLO), come certificato dall'accordo raggiunto nelle scorse ore dal presidente della Fisi Flavio Roda con i sindaci della Val di Fiemme. All'interno dello stadio del fondo sorgerà una struttura dedicata alla Federazione e verrà avviata una collaborazione tra la valle trentina, la Nordic Ski Fiemme e la Fisi con durata ventennale.
Poco prima la Scuola Italiana Sci Lago di Tesero aveva deciso di chiudere i battenti. Per sempre, dopo 40 di onorata attività e migliaia di giovani - e meno giovani - sciatori avviati alla tecnica classica che alla tecnica libera. Una decisione definitiva?
In un primo momento sembrava così, poi si è aperto uno spiraglio. La dura presa di posizione e la manifesta intenzione di "andare sino in fondo" se non fosse cambiato qualcosa repentinamente, hanno fatto scattare un campanello d'allarme. Quello che è certo è che al momento la scuola è chiusa e solamente un maestro, un libero professionista, svolge qualche lezione. Per il resto l'attività è sospesa. A tempo indeterminato? Forse no, anche se servirà un intervento deciso da parte delle amministrazioni per salvare quella che è una vera e propria istituzione non solamente della val di Fiemme ma di tutto il movimento dello sci nordico trentino.
Quale è la richiesta? Semplice: quella di avere un proprio spazio, che sia fruibile sempre, al netto delle tantissime manifestazioni di carattere internazionale e nazionale che vengono ospitate dal Centro del Fondo Lago di Tesero, dal Tour de Ski alle gare ufficiali, dal Trofeo Topolino alla Marcialonga.
Senza dimenticare che, tra poco più di un anno, il Centro del Fondo di Lago di Tesero ospiterà le prove di sci nordico delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Il che significa, senza mezzi termini, chiusura della struttura già ad ottobre e una sorta di "zona rossa" sino al termine dei Giochi Olimpici.
Al termine dei quali nascerà il Centro Federale che, ovviamente, andrà a monopolizzare spazi e orari. Ecco perché la Scuola chiede di poter avere un proprio "campo scuola" dove poter svolgere tranquillamente la propria attività, indipendentemente dagli eventi.
"La prossima settimana - spiega Nunzia Morandini, direttrice della Scuola Italiana Sci Lago di Tesero - siamo stati convocati ad un tavolo per discutere della cosa. La nostra richiesta è quella che avanziamo da ormai 23 anni, ovvero di poter disporre di una pista per poter svolgere le lezioni. Gli spazi ci sono, noi chiediamo un tracciato di nemmeno un chilometro per poter svolgere la nostra attività. Diversamente, come abbiamo scritto, non ci sono le condizioni per proseguire. Se esiste il Centro del Fondo di Tesero lo si deve principalmente alla Scuola".
"Oggi faccio un po' di scuola con i pochi clienti rimasti - confida Tiziano, uno dei maestri -. Se dovesse chiudere definitivamente la scuola sarò costretto a trovarmi un altro lavoro. E' triste essere arrivati a questo punto. Alla fine quello che chiediamo è solamente di avere uno spazio dove poter svolgere la nostra attività e permettere agli sportivi locali e ai turisti d'imparare la nostra meravigliosa disciplina. E che non si dica che non ci sono gli spazi, perché le soluzioni ci sono".












