Carenza di iscrizioni, il liceo Lollino verso la chiusura. Il sindaco di Belluno: "Una perdita per tutto il territorio. Serve sondare tutte le ipotesi per salvarlo"
A seguito del parere unanime del Collegio dei Consultori e del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici, espresso nel corso della riunione congiunta del 17 febbraio 2025, si è deciso per la sua chiusura alla fine di quest'anno scolastico. Sottoposto a diverse verifiche negli ultimi anni, soffre infatti di scarsità di iscrizioni e difficoltà di gestione ed economiche, tali da rendere insostenibile la prosecuzione delle attività

BELLUNO “I numeri sono la grande sfida dei territori montani, chiamati all’arduo compito di trovare un equilibrio tra l’erogazione dei servizi e la loro sostenibilità economica, ma la partita è troppo importante per non giocarla e non sondare tutte le possibilità di vittoria che abbiamo dalla nostra parte. Per questo il mio auspicio è che le proposte dell’Associazione Amici del Liceo Lollino vengano accolte, perché non si tratta della chiusura di un istituto paritario, ma della perdita di un servizio per il nostro territorio” è il commento di Oscar De Pellegrin, sindaco di Belluno, alla chiusura del liceo che da oltre 50 anni lavora per gli studenti del territorio.
Il Liceo “A. Lollino” è un istituto paritario di proprietà del Seminario Gregoriano di Belluno. Intitolato ad Alvise Lollino, umanista e vescovo di Belluno dal 1596 al 1625, fino al 1971 fu una scuola a esclusivo servizio del Seminario, ma l’anno successivo ebbe il riconoscimento legale che le permise di aprirsi ad alunni e alunne esterni, diventando una scuola Cattolica nel Seminario. È poi diventato una Scuola paritaria dall’anno scolastico 2000-01 e, dal 2018, ospita anche l’indirizzo scientifico.
A seguito del parere unanime del Collegio dei Consultori e del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici, espresso nel corso della riunione congiunta del 17 febbraio 2025, si è deciso per la sua chiusura alla fine di quest'anno scolastico. Sottoposto a diverse verifiche negli ultimi anni, soffre infatti di scarsità di iscrizioni e difficoltà di gestione ed economiche, tali da rendere insostenibile la prosecuzione delle attività.
Un parere favorevole alla chiusura era stato già espresso nell’autunno 2023 e il successivo tentativo di rilancio non ha permesso di superare le difficoltà. Anche la proposta di costituire una Fondazione, avanzata dal progetto “Scuole per Crescere” (una rete di scuole paritarie unite sotto la conduzione di alcune cooperative sociali ONLUS in un network impegnato nella scuola e nell’educazione) non si è concretizzata, portando il vescovo Renato Marangoni a chiedere di avviare le procedure per la chiusura.
“La chiusura di una scuola - prosegue De Pellegrin - è sempre una perdita per il territorio, perché significa vedere ridursi le opportunità educative per i nostri giovani e l’attrattività nei confronti di lavoratori e giovani famiglie. Sto seguendo con attenzione la vicenda del Liceo e sono convinto sia necessario sondare tutte le possibili ipotesi per dare continuità all’istituto e continuare a offrire una scelta formativa alla nostra comunità. Come Comune, stiamo facendo tutto quanto possibile per rendere Belluno sempre più punto di riferimento, non solo provinciale ma anche extra provinciale, nel campo dell’istruzione e della formazione.
A breve diventerà realtà il progetto per rendere Palazzo Bembo un polo dedicato all’alta istruzione, con due proposte formative per chi prosegue gli studi dopo le scuole superiori. Un’opportunità che consentirà ai giovani di restare sul territorio per formarsi e che, al tempo stesso, attrarrà studenti da fuori provincia, alimentando quel fermento culturale che è la linfa di una comunità sana e proiettata al futuro. Ci sarà bisogno, di pari passo, di posti letto e stiamo lavorando anche su questo fronte”.












