Belluno: chiudono 13 sportelli postali in estate. “Vero problema per le terre alte è la desertificazione: vani gli sforzi per contrastarla se si riducono i servizi”
Sono 13 gli sportelli postali che nel corso dell’estate chiuderanno in provincia di Belluno. “Comprendo molto bene i problemi organizzativi e di carenza del personale, ma confido che le soluzioni siano state pensate in modo da non gravare ulteriormente su quelle fasce più deboli che nel Bellunese si misurano già con le difficoltà della vita quotidiana in un territorio montano” commenta il presidente Luca Zaia

BELLUNO Sono 13 gli sportelli postali che nel corso dell’estate chiuderanno in provincia di Belluno. “Immagino che per i residenti di alcune zone diventerà più complicato e difficile ritirare un pacco, pagare una bolletta o ritirare la pensione. A essere penalizzati, infatti, rischiano di essere i cittadini più anziani. Comprendo molto bene i problemi organizzativi e di carenza del personale, ma confido che le soluzioni siano state pensate in modo da non gravare ulteriormente su quelle fasce più deboli che nel Bellunese si misurano già con le difficoltà della vita quotidiana in un territorio pressoché montano” commenta il presidente Luca Zaia.
La Regione si rende disponibile a confronto e collaborazione affinché un servizio così fondamentale sia garantito abbattendo al minimo il disagio per i residenti. “Nei paesi - prosegue Zaia - gli uffici postali sono un fulcro della vita della comunità. È apprezzabile lo sforzo messo in atto da Poste Italiane per contenere le chiusure rispetto ad altri anni, ma sono questi i momenti che devono imporre riflessioni mirate a strategie. La desertificazione è un vero problema per le nostre terre alte e tutti gli sforzi in atto per contrastarlo saranno vani se contestualmente sono ridimensionati i servizi al cittadino e depauperata la rete dei punti di riferimento. Sono proprio le aree più svantaggiate, come quelle montane, a richiedere maggiore attenzione e quindi l’assenza di falle nella rete degli sportelli”.
Chiudere gli sportelli non è solo perdita di un servizio. Come ha raccontato a Il Dolomiti Massimo Antonelli, presidente di Cortina Banca, “la nostra è una provincia anagraficamente anziana e il depauperamento dei servizi, tra cui quelli bancari, crea un circolo vizioso di chiusura progressiva di tutte le attività essenziali per gli abitanti”. Se si vuole contrastare l’inesorabile, e ormai non più lento, spopolamento del territorio, tutelare i servizi per i cittadini dovrebbe essere la priorità per le istituzioni.
“Come Regione del Veneto – conclude Zaia – confermiamo la disponibilità per quanto è di nostra competenza a fare in modo che l’appello più volte lanciato da cittadini e istituzioni locali sia il volano per mantenere più diffusamente possibile la presenza regolare dei servizi postali in modo da garantire l’unicità della sua utilità sociale”.












