"Più guardrail aumentano la sicurezza? Per noi motociclisti sono pericolose lame taglienti. Estate con tanti incidenti e anche i centauri hanno le loro colpe"
Bruno Garzetti, presidente del Moto Club di Trento, a il Dolomiti: "E' da anni che insisto su questo argomento: per i motociclisti i guardrail possono essere deleteri. E Trento ormai è la città dei tombini e delle botole di scarico in mezzo alla strada: per le auto magari risultano solo un po' fastidiose, ma per chi è su due ruote possono anche costituire un pericolo"

TRENTO. "I guardrail sono presidi di sicurezza? Non per motociclisti e ciclisti, anzi: in caso di cadute e scivolate possono trasformarsi in pericolosissime lame taglienti".
A parlare è Bruno Garzetti, "storico" presidente del Moto Club di Trento: preoccupato, e non da oggi, per le condizioni di sicurezza a volte precarie che gli utenti "a due ruote" della strada incontrano in territorio trentino.
E anche un po' piccato dopo le parole che non lasciavano spazio a interpretazioni di Roberto Paccher, capogruppo della Lega in consiglio provinciale, che annunciando l'imminente installazione di nuovi guardrail sulla Ss47 ha dichiarato: "L’esperienza dimostra che i guardrail rappresentano un presidio di sicurezza, soprattutto nei tratti più esposti e accidentati. È fondamentale superare le esitazioni del passato".
Ma evidentemente qualche esitazione appartiene anche al presente, considerando che le strade trentine, purtroppo, sono state teatro anche questa estate di tanti, troppi incidenti: è fresca nella memoria la morte, straziante, della giovane Damaris Pedron, che ha perso la vita proprio a causa di una caduta in moto sulla Sp71 nella zona di Segonzano. Uno dei tanti episodi che si potrebbero elencare.
"E' da anni che insisto su questo argomento - racconta a il Dolomiti Garzetti -, bisognerebbe abbandonare i guardrail e investire sui new jersey e sulle nuove barriere che salvaguardano la sicurezza dei motociclisti e che sono chiuse anche nella parte bassa. Ma ci sono almeno altre due criticità importanti da affrontare".
"La prima - continua - è la pulizia della sede stradale: tutti i veicoli a due ruote tendono a stare sulla destra della carreggiata, una zona che però spesso col passaggio delle auto diventa più sporca e insidiosa, e così possono verificarsi cadute e scivolamenti; e poi c'è la questione della segnaletica, verticale e orizzontale. Dev'essere chiara, visibile, ben mantenuta: le amministrazioni in questo devono fare la loro parte".
"Qualcosa è stato fatto, non si può dire che l'amministrazione in questi anni si sia disinteressata delle nostre istanze, anzi sono molti i tavoli aperti e c'è dialogo con le istituzioni. Ma occorre fare di più, a maggior ragione se mese dopo mese continuiamo a fare i conti con tanti incidenti, alcuni purtroppo anche gravi, sulle nostre strade. La sicurezza delle persone, la vita delle persone, varrà ben di più di un guardrail".
Questo vale soprattutto per le strade statali e provinciali: in città invece gli "ostacoli" sono altri. "Io dico sempre - riprende Garzetti - che Trento è la città dei tombini in mezzo alla strada. Non ho mai trovato un'altra città con così tante botole di scarico sulla carreggiata: per le auto magari risultano solo un po' fastidiose, ma per chi è su due ruote possono anche costituire un pericolo".
La sicurezza poi oltre che dalla strada e dalle infrastrutture deve "nascere" anche dalla condotta e dai comportamenti di chi la strada la usa: "Andare in moto è entusiasmante, dà un grande senso di libertà, permette di viaggiare immergendosi nelle bellezze e nei panorami che si attraversano: ma occorre farlo - sottolinea Garzetti - con senso di responsabilità e con rispetto, di sé stessi e degli altri utenti della strada. Insomma, purtroppo nei tanti incidenti a cui assistiamo anche i motociclisti hanno le loro colpe. Perché qualcuno considera la strada una pista, evidentemente, un circuito. Ed è profondamente sbagliato: ci arrivano tante segnalazioni, specialmente nei mesi estivi, di centauri che invadono la corsia opposta o che viaggiano a velocità troppo alte. Comportamenti da sanzionare, da punire e da disincentivare: speriamo che le cose possano presto cambiare per il meglio. E' una questione di cultura della strada e di collaborazione con le amministrazioni".












