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Trento
17 giugno | 18:18

Poliziotta trans picchiata da tre ultras del Trento, ''confermato dal Gip il quadro accusatorio, domiciliari e braccialetto elettronico per un tifoso pericoloso''

La vicenda era avvenuta in un locale vicino al Briamasco nella notte tra il 14 e il 15 febbraio. Lo stesso tifoso aveva già preso 5 anni di Daspo per una rissa avvenuta pochi giorni dopo, il 21 febbraio, con obbligo di firma visto che era da poco più di un mese tornato da un altro Daspo

TRENTO. Una pioggia di pugni l'aveva raggiunta al volto, alla testa e allo stomaco. Il viso era diventato una maschera di sangue. “A un certo punto sono finita a terra e, per ripararmi, mi sono chiusa a uovo. I pugni sono diventati calci, non so nemmeno quanti siano stati”. Era stata la stessa poliziotta transgender pestata da tre ultras della Curva Mair del Trento a raccontare quei terribili momenti vissuti nella notte tra il 14 e il 15 febbraio, in un locale a poca distanza dallo stadio Briamasco (QUI ARTICOLO). Una vicenda che aveva fatto il giro d'Italia e che in queste ore ha trovato un suo primo epilogo in attesa del processo, almeno per uno dei tre supporter gialloblù una delle guide della Nuova Guardia.

 

Nella giornata di ieri, lunedì 16 giugno, la polizia di Trento, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare personale, emessa dal Gip del Tribunale di Trento, nei confronti di uno dei responsabili - in concorso con altre persone, tutte afferenti alla tifoseria ultrà trentina - di una serie di gravi condotte penalmente rilevanti commesse ad inizio anno e culminate nell’aggressione ai danni dell'agente di polizia, in quel momento libera dal servizio. ''Al termine di una complessa attività investigativa - spiegano gli inquirenti - svolta dalla Digos della Questura, che ha visto gli organi inquirenti impegnati in un’analitica attività ricostruttiva dei fatti in questione attraverso la raccolta di diverse testimonianze e la certosina analisi di documentazione audiovisiva, il Gip non solo ha riconosciuto in pieno il quadro accusatorio accertato, ma ha altresì ritenuto opportuno emettere il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di colui che, a differenza degli altri che hanno concorso nei medesimi reati, ha dimostrato una particolare pericolosità sociale, anche in considerazione di una serie di intemperanze pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza pubblica, non solo contestuali all’evento delittuoso in argomento, ma anche successive, rivelatrici di un’indole particolarmente violenta''. 

 

E infatti, prosegue la questura, ''lo stesso a seguito delle condotte violente poste in essere in occasione di recenti manifestazioni sportive, è stato altresì sottoposto - nei mesi scorsi - alla misura di prevenzione del Divieto di Accesso alle Manifestazioni sportive per 5 anni, con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria''.

 

Un Daspo, insomma, un provvedimento simile a quello che si è reso necessario per altri due tifosi sempre della Nuova Guardia che esattamente una settimana dopo il vile pestaggio avvenuto nel bar vicino allo stadio, il 21 febbraio, a Trento erano stati protagonisti di una rissa. Andava in scena la sfida tra la squadra gialloblù e la Pergolettese e anche in questa occasione due ultras aquilotti, appartenenti al gruppo organizzato Nuova Guardia, erano stati "daspati" rispettivamente per 2 e 5 anni (quest'ultimo era recidivo, e gli era stato dato anche l'obbligo di firma) per "i disordini avvenuti nei pressi del casello autostradale di Trento sud al termine dell'incontro di calcio". In quel caso i due tifosi (che non c'entrano con il caso in questione ma facevano parte dello stesso gruppo organizzato di ultras) avevano inveito e provocato i tifosi della Pergolettese che erano scesi dai pullman ed era scoppiata una scazzottata sedata dalla polizia che li stava scortando. 

 

Ma questo solo per restare ai giorni più prossimi a quel terribile evento del 14 e 15 febbraio, visto che il gruppo ultras la Nuova Guardia si è reso responsabile di una serie interminabile di episodi esecrabili alcuni dei quali poi puniti anche da provvedimenti e multe (QUI LA RICOSTRUZIONE). Ora per la guida di questo gruppo di ''tifosi'' ci sarà il processo e spetterà a un giudice decidere colpe e responsabilità. Intanto, vista la ''pericolosità sociale'' dichiarata dal Gip, dovrà stare agli arresti domiciliari con applicazione anche del braccialetto elettronico in attesa che un processo faccia chiarezza sull'intera vicenda. 

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