Preso da un lupo e dato per morto, storia del gatto Boris. ''Ricomparso a casa dopo 11 giorni con coda spellata, orecchio piegato e un'espressione da sopravvissuto incazzato''
La vicenda è stata raccontata da Duccio Berzi, uno dei maggiori esperti di lupo a livello nazionale: "L'episodio in questione vale la pena che sia raccontato per far capire che quando si parla di lupi tutto può succedere e niente è scontato, che tra lupo e lupo ci può essere una differenza abissale"

FIRENZE. Ha sfidato il lupo e dopo 11 giorni è ritornato a casa. Boris non è un gatto qualsiasi. La sua storia è stata raccontata sui social da Duccio Berzi, tecnico faunistico, uno dei maggiori esperti di lupo a livello nazionale.
Boris viene chiamato anche Schizzo, perché i gatti hanno sempre più nomi, più padroni e forse persino più vite. Vive su un lembo della costa tirrenica toscana, un posto dove i lupi non si limitano più ai boschi: si spingono fino alle strade del paese, tra case e giardini, specializzati in una caccia silenziosa e crudele ai gatti domestici.
"Il 15 luglio uno dei padroni di Boris, che ha già visto scomparire molti dei propri gatti, alle 5,35 di mattina sente dei rumori e vede dalla finestra di casa che un lupo era riuscito ad entrare nel proprio terreno e che stava puntando il povero Boris" racconta Berzi.
L’uomo, vedendo ciò che stava accadendo, ha lanciato un grido per allontanarlo. "Ma il lupo - spiega l'esperto - ben conosciuto in paese, non arretra: afferra Boris con la bocca e fugge via, senza che il gatto emetta un solo miao. Il padrone ha il tempo di scendere in strada, inseguire il lupo, ma questo si allontana veloce con la preda in bocca penzolante".
Difficile descrivere il dolore per la perdita del proprio animale, soprattutto avvenuta in questo modo. Ma la storia non finisce qui, perché dopo 11 giorni, il 26 luglio, Boris inaspettatamente si è ripresentato a casa.
La coda spellata quasi fino alla cima, un orecchio piegato, il lembo della guancia aperto con una ferita che arriva fino ai tessuti molli e con una espressione da sopravvissuto incazzato che si commenta da sola.
Boris guarisce in tempi straordinariamente brevi. Ma, scrive sempre Duccio Berzi, c'è una ulteriore sorpresa perché da quando Boris è tornato a casa, i lupi sono scomparsi inaspettatamente dal paese, per la gioia di molti. Cosa sia successo non è dato sapersi. Come ha fatto Boris a liberarsi dal lupo, cosa ha fatto in quegli undici giorni e cosa è successo ai lupi, che nel frattempo sono scomparsi?
“L'episodio in questione vale la pena che sia raccontato per far capire che quando si parla di lupi tutto può succedere e niente è scontato, che tra lupo e lupo ci può essere una differenza abissale. Negli anni abbiamo visto lupi che si ingegnavano al pari di Willy il Coyote a predare animali domestici e da affezione e lupi che semplicemente se ne fregavano, preferendo cinghiali e caprioli. Lupi che mangiavano cani più grandi di loro e lupi che scappavano di fronte ad un piccolo yorkshire (lo giuro, è accaduto) o che si lasciavano intimorire da un gatto con un po' di carattere, tipo Boris. Lupi dello stesso branco diffidenti e lupi confidenti. Tutto questo per far capire che non si deve dare niente per scontato, che gli scenari di coesistenza possono essere molto diversi tra di loro e soprattutto che in un ottica di gestione della specie non si può prescindere dalla conoscenza fine dei branchi e degli animali su cui si va ad intervenire” conclude Berzi.












