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Trento
25 agosto | 18:47

"Rave party sulla Maranza". La denuncia di Fratelli d'Italia e Urzì invoca il decreto Meloni. La Questura smentisce, multate 15 auto. Bozzarelli: "Strumentalizzazione"

Da quanto ricostruito, il gruppo era composto da una quarantina di persone, che si è ritrovata in un prato situato sulla Maranza: certamente vi è stato un po' di trambusto e, al massimo, è possibile parlare di "raduno non autorizzato", ma certamente non configurabile come "rave party". E la Polizia Locale, chiamata in causa dai due consiglieri comunali? Domenica la centrale, ricevuta la segnalazione (una), ha provveduto ad inviare una pattuglia sul posto, che ha staccato quindici contravvenzioni per divieto di sosta

"Rave party sulla Maranza"

TRENTO. "Ancora rave party in Maranza: ancora la montagna cittadina ostaggio di eventi non autorizzati".

 

Il titolo del comunicato stampa non lascia spazio ad alcuna interpretazione ed è firmato dai consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, Daniele Demattì e Pino Urbani.

 

"Come per lo scorso fine settimana, anche in queste ore abbiamo ricevuto numerose segnalazioni in relazione allo svolgimento di un nuovo Rave Party sulla Maranza - scrivono i due consiglieri Fdi nella nota ufficiale -. L’ennesimo sfregio al territorio in barba a leggi e regole che evidenzia come oramai la nostra città, grazie alla “proverbiale tolleranza” del centrosinistra, sia divenuta terreno di conquista per chi vuole evadere da una realtà che ci dovrebbe vedere tutti protagonisti a tutela del territorio e di una civile convivenza. Le testimonianze fotografiche che ci sono giunte evidenziano inoltre una situazione davvero preoccupante in relazione alla sicurezza della montagna cittadina in queste ore. Se da una parte vi è l’aspetto normativo che rende illegali tali eventi, dall’altra abbiamo la situazione relativa al parcheggio selvaggio di veicoli lungo la strada che conduce al Rifugio Maranza, veicoli che impedirebbero persino il passaggio dei mezzi di soccorso in caso di incendio o emergenza sanitaria. Su questo aspetto abbiamo incalzato i vertici della Polizia Locale cittadina, perché se da un lato si parla di interventi che realisticamente solo le Forze dell’Ordine sono in grado di eseguire, dall’altra parte stiamo parlando di viabilità e rispetto del codice della strada che si ripercuotono sulla sicurezza collettiva".

 

A stretto giro di posta, sulla vicenda, è intervenuto anche il coordinatore regionale del Trentino Alto Adige del partito di Giorgia Meloni, Alessandro Urzì, che ha dichiarato che "attiverò gli strumenti ispettivi presso il ministero dell’Interno per avere un quadro dettagliato delle azioni di identificazione meritoriamente messe in atto dalle autorità di polizia di Stato, trattandosi  di raduni illegali. Nulla osta ovviamente al divertimento dei giovani ma questo deve avvenire in una cornice di legalità tanto più dopo il varo della normativa voluta dal governo Meloni che punisce chi occupa terreni privati o pubblici per raduni musicali non autorizzati facendo il più delle volte scempio della natura e delle cose custodite. I vigili del fuoco volontari sono dovuti effettivamente intervenire da quanto viene riportato anche per spegnere falò in radure del bosco con grave pericolo di innesco incendi. Con riconoscenza verso l’attività spesso silenziosa e sotto traccia delle autorità di polizia statali ora osserveremo con grande scrupolo lo sviluppo dell’azione giudiziaria perché solo pronunciamenti rigorosi da parte della Giustizia possono  permettere il diffondersi di una cultura della legalità e del rispetto verso la cosa pubblica e gli altri. Elementi assenti in queste manifestazioni clandestine".

 

Dunque cosa è accaduto nel week end sulla Maranza?

 

"Nessun rave party" è la comunicazione che arriva dalla Questura di Trento, che - sia sabato che domenica - ha provveduto a verificare (a differenza dei due consiglieri, che parlano di "segnalazioni") quanto accadeva in una zona delimitata di quella che è considerata una delle "montagne della città".

 

E la Polizia Locale, chiamata in causa dai due consiglieri comunali? Domenica la centrale, ricevuta la segnalazione (una), ha provveduto ad inviare una pattuglia sul posto, che ha staccato quindici contravvenzioni per divieto di sosta.

 

Da quanto ricostruito, il gruppo era composto da una quarantina di persone, che si è ritrovata in un prato situato sulla Maranza: certamente vi è stato un po' di trambusto e, al massimo, è possibile parlare di "raduno non autorizzato", ma certamente non configurabile come "rave party".

 

Alcune macchine erano state posizionate sulla strada, in posizioni certamente non consentite (e infatti sono state sanzionate), ma quello riguardante il parcheggio selvaggio è un problema che si verifica ormai sempre più spesso (per non dire tutti i fine settimana), ma non è da escludere che qualche mezzo appartenesse ad escursionisti o cercatori di funghi. 

 

Nella nota di Urbani e Demattè non manca poi l'attacco politico al centro sinistra e a quella che viene definita "proverbiale tolleranza".

 

"Anche in questa situazione - replica la vice sindaca Elisabetta Bozzarelli - abbiamo assistito alla strumentalizzazione delle doverose segnalazioni da parte dei cittadini e ad una successiva mala informazione tramite i social e i comunicati stampa con cui viene creato allarmismo. Ci sono le autorità preposte alla gestione dell'ordine pubblico che, a riguardo, mi pare si siano espresse chiaramente. Stesso discorso vale per la Polizia Locale, che è intervenuta con tempestività e ha emesso le sanzioni previste. Se la critica riguarda le carenze di parcheggi sulla Maranza, siamo a conoscenza della criticità e ci siamo adoperando. Il resto è semplice allarmismo che non fa bene a nessuno".

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