Risse con scimitarre e machete, per la questura soggetti ''che provengono dai centri emergenza freddo''. La replica: "Non è così, da noi non mancava nessuno all'appello"
"Se all'interno della struttura vi sono soggetti violenti, siamo i primi ad allontanarli, in collaborazione con le forze dell'ordine - spiega Andrea Tremolada, responsabile dell’area sociale della Croce rossa e operativo nel centro emergenza freddo di via Pacinotti - ad oggi ospitiamo 50 persone, tutte lavoratori vulnerabili. Tutti i giorni inviamo alla Questura la lista con nomi e cognomi di chi viene accolto e posso dire con certezza che venerdì e sabato, qui, non mancava nessuno"

BOLZANO. “Noi siamo certi che nessuno mancava all’appello nei giorni in cui si sono verificatele risse. Quindi dire che i responsabili delle violenze venissero dai centri emergenza freddo mi pare un po’ eccessivo”.
A parlare oggi è Andrea Tremolada responsabile dell’area sociale della Croce rossa e operativo nel centro emergenza freddo di via Pacinotti a Bolzano. Tremolada commenta infatti le notizie, pubblicate sulla stampa, riguardanti le due violente risse avvenute venerdì e sabato notte in centro a Bolzano con tanto di scimitarre, bottiglie e machete e che sono state collegate, per comunicato ufficiale della questura, a soggetti arrestate ed espulsi che “provengono dai centri emergenza freddo locali”.
“Siamo sicuri che fossero ospiti della struttura di via Pacinotti, unica attualmente aperta? - dice Tremolada - Beh, ve lo dico io. Non è così. Attualmente vengono accolte una cinquantina di persone, tutti lavoratori e vulnerabili”. “Non posso escludere - continua Tremolada - che questi soggetti siano stati accolti nelle scorse settimane o negli scorsi mesi. Se così fosse però, si parlerebbe di persone che noi stessi abbiamo allontanato dal centro emergenza freddo”. Tremolada lo spiega chiaramente: “Ogni giorno mandiamo alla Questura una lisa delle persone che vengono accolte qui in via Pacinotti. Sappiamo nomi e cognomi di chi varca la soglia della struttura e possiamo dire con certezza che venerdì e sabato scorso, quando si sono verificate le risse, nessuno mancava all’appello in via Pacinotti”.
Tremolada non si nasconde dietro a un dito, e spiega che ci sono soggetti che si sono resi protagonisti di episodi di disturbo o violenza, ma che gli stessi sono stati subito allontanati. “La collaborazione con le forze dell’ordine è ottima - racconta - siamo i primi a voler garantire tranquillità e sicurezza all’interno della struttura: dobbiamo tutelare gli ospiti, i tanti operatori che lavorano qui ogni giorno e anche la collettività. Quindi quando qualcuno non si comporta nel modo gusto viene allontanato. E’ così da sempre”.
E anzi, in questo senso, come spiega ancora Tremolada, verranno presi ulteriori provvedimenti per evitare che accadano episodi spiacevoli. “Nei mesi di gennaio e febbraio abbiamo accolto molte persone da fuori regione, soggetti attratti dal fatto che nelle nostre strutture non vi è una “scadenza” per l’accoglienza. Sono persone alle quali noi apriamo le porte non sapendo se sono brave persone o delinquenti perché non possiamo controllare se chi viene accolto ha precedenti, ad esempio. Se questi soggetti si rendono protagonisti di un qualsiasi episodio anche solo discutibile, li allontaniamo. Ma dobbiamo lavorare proprio sulla questione “accoglienza infinita”. E’ ovvio che la struttura che accoglie da dicembre a maggio “faccia gola”. Quindi stiamo lavorando all’introduzione di un limite temporale, da applicare quando necessario”.
“Quello che mi preme sottolineare - conclude - è che non si può creare un simile allarme sociale facendo pensare che chi delinque sia appena uscito dal centro emergenza freddo, perché non è così”.














