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Bolzano
14 gennaio | 17:51

Nei centri di accoglienza si accede solo con i documenti. L'amministrazione ribadisce: "Nessuna deroga. Dobbiamo sapere chi transita sul territorio"

Le regole devono essere rispettate per garantire la sicurezza

Nei centri di accoglienza si accede solo con i documenti
Foto d'archivio

BOLZANO. Resta alta la tensione nel capoluogo altoatesino sulla gestione dell'accoglienza. Al termine di un vertice d'urgenza svoltosi a Palazzo Ducale, il sindaco Claudio Corrarati ha ribadito con fermezza che l'accesso a tutte le strutture cittadine destinate a senzatetto e migranti è subordinato all'identificazione certa degli ospiti. All'incontro erano presenti il prefetto Maddalena Travaglini, il presidente della Provincia Arno Kompatscher e il questore Giuseppe Ferrari.
 

Il nodo del contendere riguarda in particolare i 50 posti supplementari allestiti lo scorso 9 gennaio presso l’ex Alimarket dalla Protezione Civile. Si tratta di una misura temporanea, valida fino al 23 gennaio, attivata su richiesta del primo cittadino e del governatore Kompatscher per far fronte all'emergenza gelo. Il sindaco ha denunciato come proprio in questa struttura, già occupata da 43 persone, i controlli d'identità fossero inizialmente saltati.

 

Per Corrarati la regola della trasparenza non ammette deroghe: la Croce Rossa deve attenersi alle disposizioni poiché l'amministrazione comunale rivendica il diritto di conoscere chi transita sul territorio. A supporto di questa linea, il sindaco ha ricordato che l’introduzione dell’obbligo dei documenti ha portato a un drastico calo degli interventi delle forze dell’ordine nelle strutture.

 

La questione assume una forte connotazione politica, dato che la gestione dei flussi migratori è uno dei pilastri della campagna elettorale del sindaco Corrarati. Con oltre 1.250 persone senza fissa dimora presenti in città, il primo cittadino considera inaccettabile qualsiasi falla nel sistema dei controlli.

 

Tuttavia, la sua posizione ha scatenato la dura reazione dei Verdi. Rudi Benedikter, vice portavoce del gruppo in consiglio comunale, ha accusato il sindaco di anteporre la burocrazia all'umanità, lodando invece la rapidità d'azione della Protezione Civile e dei volontari che hanno offerto riparo ai disperati senza porre ostacoli documentali.

 

Al coro di critiche si è unita l'associazione "Bozen solidale", che sottolinea come molti stranieri giungano in Alto Adige attratti da promesse lavorative per poi finire in sistemazioni precarie. L'associazione punta il dito anche contro i comuni limitrofi, spesso guidati dalla Svp o dal centrodestra, accusandoli di scarsa collaborazione e di fare propaganda sulla pelle degli ultimi.

 

Sul fronte dei servizi, la consigliera provinciale dei Verdi Brigitte Foppa ha sollevato dubbi sull'efficacia del numero per le emergenze gestito da Volontarius. Nonostante l'assessora Rosmarie Pamer ne abbia confermato l'esistenza, i dati indicano che nel 2025 sono state ricevute solo 5 chiamate, segno evidente di una scarsa conoscenza del servizio da parte della popolazione e della necessità di una maggiore pubblicizzazione.

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