Sede dell’Associazione Famiglie Tossicodipendenti messa a soqquadro nella notte: rubati documenti, porte scardinate e danni. Meina: "Messaggio intimidatorio"
E' successo nella notte nella sede di via Verruca 1. La direttrice: "Escludo che sia stato qualche tossicodipendente: se fossero loro, avrebbero potuto rubare i farmaci che abbiamo e tanto altro. Non sono stati loro”. Già in passato sono avvenuti episodi simili

TRENTO. Cassetti aperti, stipiti delle porte divelti, serrature forzate ma anche documenti importanti spariti. Vandali? Ladri? A trovarsi davanti a una brutta sorpresa nelle prime ore di questa mattina sono stati i responsabili dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti Aft.
“Io penso che qualcuno voglia spaventarci o voglia mandarci un messaggio”, ci dice Paola Meina, direttrice dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti.
La sede di Aft è in via Verruca 1. L'associazione accoglie ogni giorno molte persone, spesso senza fissa dimora, e gestisce anche una ventina di posti letto in quattro appartamenti. Un'associazione davvero importante per il nostro territorio. Fondata nel 1981, ha come obiettivo l'accoglienza, la cura e il sostegno delle persone affette da patologie tossicomaniche e, più in generale, da problemi di dipendenza. Ma non solo.
Negli anni, l'associazione è diventata sempre più un punto di riferimento per molte famiglie che affrontano il problema della droga. Oggi, purtroppo, sono molti i ragazzi che arrivano con danni causati da sostanze stupefacenti, danni difficilissimi da curare.
Qualcuno, nella notte, è entrato nella sede scardinando le porte del piano terra, dove ci sono dei ripostigli e la sede di altre attività. Al secondo piano c'è l'Associazione Famiglie Tossicodipendenti Aft: qui sono entrati in tutti gli uffici, rubando dei documenti e mettendo sottosopra alcune stanze.
“Già alcuni anni fa avevamo avuto episodi simili e temo che si ricominci. Mettono sottosopra la sede. Escludo che siano stati dei tossicodipendenti: se fossero loro, avrebbero potuto rubare i farmaci che abbiamo e tanto altro. Non sono stati loro”.














