Terzo raid vandalico in città: i cittadini sono esasperati. Il sindaco Ianeselli: "Amministrazione e forze dell'ordine fanno quanto possono. Il problema è normativo"
"Il "bug" è a livello di ordinamento: se il sistema non è in grado di gestire né le persone che hanno problemi mentali né quelle che delinquono, vuol dire che la carenza è strutturale, al netto dell'operato di polizia, carabinieri e polizia locale. La riflessione deve essere "a monte", più profonda e deve coinvolgere tutte le istituzioni, perché è ovvio che non si possa lasciare libere di circolare per strada persone che rappresentano un pericolo sia per gli altri che per se stesse" spiega il primo cittadino

TRENTO. Il terzo raid vandalico in due settimane (QUI ARTICOLO) per le vie del centro città ha provocato danni a numerose auto e innalzato il livello di esasperazione da parte dei residenti.
Dopo i danneggiamenti effettuati nel quartiere della Bolghera e in via Brennero, tra il 18 e il 20 dicembre (QUI ARTICOLO) e quelli avvenuti in centro città, tra via Rosmini, via Mantova e nei pressi dell'Hotel America, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, ad essere prese di mira, tra il 30 e il 31 dicembre, sono state stavolta diverse macchine che erano parcheggiate in via Sanseverino, nel quartiere de Le Albere e in via Ghiaie.
Cristalli posteriori rotti, oggetti (la maggior parte di poco valore) sottratti dall'interno degli abitacoli (e una parte di essi abbandonati nella zona del campo da calcio "Talamo) e tantissimi vetri rotti sparsi a terra. C'è anche chi, candidamente, ha ammesso che ormai ha paura di parcheggiare la macchina in strada e la sera, prima di rientrare a casa, si sincera di rimuovere dalla vista qualsiasi oggetto dall'interno per evitare di ritrovarsi con il lunotto sfondato.
Alcune persone, infatti, hanno raccontato che dall'auto sono stati rubate cuffiette auricolari, qualche monetina, uno zaino contenente abbigliamento da palestra (quindi sporco), un berretto e poco altro. Insomma, tutta merce da pochi euro.
La "sorpresa" per i proprietari dei mezzi danneggiati è stata amarissima, non tanto per il valore del maltolto, bensì per i danni riportati dalle vetture, alcune delle quali sono state prese anche a calci.
"Quanto è accaduto è inaccettabile - spiega a Il Dolomiti il primo cittadino del capoluogo - ed esprimo tutta la mia vicinanza a chi ha subito i danneggiamenti, ribadendo la mia massima fiducia nell'operato delle forze dell'ordine che, sono certo, riusciranno a risalire al responsabile o ai responsabili dei vandalismi. Certo se, come avvenuto in casi recentissimi, l'autore viene individuato, fermato, trasferito in un Cpr e, dopo poche ore, è nuovamente sulla strada, l'amministrazione e forze dell'ordine posso fare veramente poco. Il "bug" è a livello di ordinamento: se il sistema non è in grado di gestire né le persone che hanno problemi mentali né quelle che delinquono, vuol dire che la carenza è strutturale, al netto dell'operato di polizia, carabinieri e polizia locale. La riflessione deve essere "a monte", più profonda e deve coinvolgere tutte le istituzioni, perché è ovvio che non si possa lasciare libere di circolare per strada persone che rappresentano un pericolo sia per gli altri che per se stesse".
L'autore dei danneggiamenti e dei furti pre natalizi nel quartiere della Bolghera e in via Brennero era stato immediatamente fermato dai carabinieri, poche ore dopo aver sfondato i vetri di una quarantina di auto muovendosi a bordo di una bicicletta e utilizzando un cacciavite: si trattava di un cittadino nordafricano, trovato in possesso anche alcune dosi di droga, aveva dato in escandescenze, aggredendo i carabinieri. Ma, da quanto risulta, poche ore dopo essere stato condotto in un Cpr friulano, è stato rilasciato.


















