Tre Cime, la prenotazione obbligatoria risolve il caos in quota e a valle. Più turisti anche ad Auronzo: “Con gli incassi gestiamo uno dei paesi più estesi dell’arco alpino”
Il turismo tra le Dolomiti non solo cresce, ma sta radicalmente cambiando. Nella nostra intervista a Roberto Pais Bianco, assessore al turismo del Comune di Auronzo, abbiamo cercato di capire anche com’è andata alle Tre Cime di Lavaredo, dopo l’introduzione della prenotazione per salire al parcheggio nei pressi del rifugio Auronzo

AURONZO DI CADORE. Il turismo tra le Dolomiti non solo cresce, ma sta radicalmente cambiando. Nella nostra intervista a Roberto Pais Bianco, assessore al turismo del Comune di Auronzo (qui la prima parte), abbiamo cercato di capire anche com’è andata alle Tre Cime di Lavaredo, dopo l’introduzione della prenotazione per salire al parcheggio nei pressi del rifugio Auronzo.
“A mio avviso abbiamo fatto non un passo, ma un salto avanti. In questi ultimi anni - spiega Pais Bianco - stava infatti diventando un grosso problema avere un flusso di turisti che salivano un po’ allo sbaraglio, si incolonnavano già dalle cinque e mezza del mattino sperando di trovare il posto e spesso, magari dopo ore di coda, non riuscivano ad accedere. Questo comportava anche un grado di soddisfazione sempre più scadente, ma con la prenotazione abbiamo risolto il problema”.
L’accesso al parcheggio è infatti vincolato alla prenotazione tramite il portale auronzo.info. Sono previsti circa 90 mezzi ogni ora, per 700 ingressi al giorno: un passaggio obbligato, che ha portato un vantaggio anche a valle. “Non solo sono migliorati il servizio offerto - prosegue - e l’immagine di maggiore ordine, ma abbiamo anche potuto riorganizzare l’area di Misurina chiudendo alcuni parcheggi e rendendola più vivibile. Prima, infatti, molte persone, quando capivano che non sarebbero riuscite a salire, lasciavano l’auto dove capitava e salivano a piedi o aspettavano la navetta, aggiungendo al caos delle Tre Cime quello a valle”.
L’amministrazione esprime quindi massima soddisfazione e ammette di aver risolto anche un altro “cruccio”, cioè aumentare l’indotto a valle. “Alle Tre Cime c’è sempre stata tanta gente già a inizio giugno e ancora a fine settembre. L’idea - afferma l’assessore - era di portare questo flusso anche in paese: nel portale abbiamo perciò dato risalto alla vallata e molti turisti, quando entrano a prenotare il parcheggio, si rendono conto di essere nel comune di Auronzo e vanno a vedere cosa offre. Questo ha portato un ulteriore incremento di stranieri, che hanno prenotato anche l’alloggio a valle”.
“Si tratta - prosegue - di un aspetto cruciale per le strutture, che hanno bisogno di aumentare la copertura dei posti letto se vogliono investire ogni anno. Pensare infatti di fare singoli grossi investimenti non è più sostenibile: con i costi elevati di oggi, le attività faticano a rimodernarsi rischiando di arrivare a un punto di rottura, perché avere accesso al credito non è facile. Se dunque non hai qualche copertura familiare, è fondamentale aumentare la percentuale di occupazione e allungare la stagione”.
Niente più picchi di affollamento per le Tre Cime, dunque, e più turisti in tutto il paese. La prenotazione sembra perciò funzionare, ma si può migliorare: con gli attuali circa 700 posti giornalieri, il Comune sta studiando la permanenza media in quota dei turisti per capire se è possibile aumentare gli accessi e perfezionare il sistema.
Questione di soldi? “Molti pensano che siamo ricchi grazie alle Tre Cime - risponde - ma voglio sottolineare che, pur essendo questo un gettito fondamentale, il Comune dà alla montagna quello che riceve. Il nostro è tra i territori più vasti dell’arco alpino, con un’estensione di 220 kmq, e la manutenzione da fare è tanta. Quello che incassiamo va dunque a finire nella gestione del paese: le sue cinque piazze, le strade boschive, la manutenzione dei torrenti, gli oltre 35 km di statale, quindi marciapiedi, illuminazione pubblica, sgombero neve e manutenzioni varie. A volte mi fa arrabbiare sentir dire che siamo ricchi con le Tre Cime: certo non ci possiamo lamentare, ma dobbiamo tenere in considerazione anche tutto questo”.
“Inoltre - conclude l’assessore - va detto che purtroppo i parametri nazionali fanno sempre riferimento al numero degli abitanti per l’erogazione dei contributi, ma quando si ha un’estensione geografica così importante sarebbe opportuno tenerla in considerazione. Nei comuni più piccoli con una densità abitativa maggiore, infatti, tutto diventa più semplice, si pensi solo alla raccolta dei rifiuti: nel nostro caso dalle prime abitazioni alle ultime passano molti chilometri, perciò non incassiamo i soldi delle Tre Cime per arricchirci ma per mantenere vivo un paese, con tutte le sue criticità”.












