"Un grande uomo e un grande campione", enorme commozione e cordoglio per la morte dell'ex ciclista Stefano Casagranda a 52 anni
Un lutto che supera i confini provinciali. Tantissimi i messaggi, ricordi e le lacrime per la scomparsa di Stefano Casagranda, l'ex ciclista professionista è morto a 52 anni a causa di un tumore

BORGO VALSUGANA. Una grande commozione in tutto il Trentino ma anche a livello nazionale per la morte di Stefano Casagranda. Malato di cancro, l'ex professionista si è spento a 52 anni.
Solo pochi giorni fa gli amici e gli ex compagni di squadra, tra cui Fabio Baldato (attuale ds di Tadej Pogacar), Gibo Simoni, Giorgio Furlan, Andrea Ferrigato, Daniel Oss e Francesco Moser e Giulio Pellizzari, compagno della figlia - si erano recati a casa per un saluto, per alcuni ricordi e per manifestare vicinanza al 52enne (Qui articolo).
"Meno di una settimana fa abbiamo ricevuto un regalo indimenticabile e inestimabile: abbiamo visto coi nostri occhi la manifestazione più pura dell’amicizia, dell’amore, della vita intuendone tutto il valore e celebrando tutto questo con la leggerezza che ha reso lucente quel giorno", dice Martina Ferrai, sindaca di Borgo Valsugana. "Oggi piangiamo un amico, un’intelligenza vivida e cristallina, un uomo che ha fatto del dare il meglio di sé, sempre, il suo tratto distintivo. Per questo, stasera, è così vasta la sensazione di avere perso una persona davvero speciale: perché tutti abbiamo nel cuore i momenti in cui Stefano li ha resi unici e ha dato a ciascuno il meglio di sé".
Nato a Borgo Valsugana nel 1973, Casagranda è stato ciclista professionista dal 1996 al 2004 con Riso Scotti MG-Boys e Amica Chips, Alessio e Saeco. Tra i successi le tappe alla Parigi-Nizza, al Giro del Trentino, alla Vuelta Castilla y Leon, al Giro di Danimarca nel 2001 e al Regio Tour.
Terminata la carriera professionistica, Casagranda ha messo la sua esperienza a favore del movimento e del territorio. E' stato vice presidente della Federciclismo trentina e presidente dell'associazione Veloce Club Borgo Valsugana e del comitato organizzatore della coppa d'Oro.
"In carriera ha regalato emozioni indimenticabili con le sue vittorie", commenta Maurizio Fugatti, presidente della Provincia. "Presidente del Veloce Club Borgo Valsugana e uomo generoso: Stefano lascia un segno profondo in chiunque lo abbia conosciuto. La Coppa d’Oro, il mondo del ciclismo e tutta la sua comunità non saranno più gli stessi senza di lui. Aveva parlato apertamente della sua lotta contro la malattia anche in un video girato con Lello Ferrara. Grazie Stefano, per la passione, la dignità e l’esempio che ci hai lasciato".
Un cordoglio che tocca il settore ("Una notizia che non vorresti mai sentire - il commento dell'Unione ciclistica val di Non - un grande del ciclismo, con un forte abbraccio siamo vicini alla famiglia, alla moglie Caterina, ai figli Andrea e Niccolò ai parenti e al Veloce Club Borgo che perde un Grande Presidente, lo vogliamo ricordare con delle immagini di qualche anno fa quando era stato nostro ospite"), così come tutto il mondo sportivo.
"Figura di riferimento per lo sport trentino e per tutti noi. Stefano non è stato solo un atleta di grande valore, ma anche un instancabile promotore dei valori sportivi, della passione per il ciclismo e della collaborazione tra società. Con il Veloce Club Borgo abbiamo condiviso tante iniziative, progetti e momenti di crescita comune, sempre guidati dal suo entusiasmo, dalla sua competenza e dalla sua visione generosa. Alla famiglia Casagranda, ai soci del Veloce Club Borgo a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, giungano le nostre più sincere condoglianze e un abbraccio affettuoso. La sua eredità sportiva e umana continuerà a ispirarci", scrive l'Unione sportiva Borgo Valsugana calcio mentre l'Us Levico Terme aggiunge: "Grande campione e grande uomo, quale Stefano ha dimostrato di essere. Ciclista, presidente, uomo di sport di una dignità e di un attaccamento alla vita come solo i grandi campioni sanno esprimere. Un esempio per i nostri giovani. Fai buon viaggio".
Un lutto che supera i confini provinciali. Tantissimi i messaggi, ricordi e le lacrime per la scomparsa di Casagranda.
"E' stato un combattente fino alla fine, tutti coloro che gli volevano bene e che gli sono stati vicino hanno apprezzato la sua forza d'animo che rappresenta un esempio per tutti noi. Lo ricordo per il grande impegno nell'organizzazione della Coppa d'Oro fino al termine, insieme alla moglie Caterina. Un pensiero commosso va alla figlia Andrea, che ho visto recentemente in Nazionale a Fiorenzuola e legata sentimentalmente con Giulio Pellizzari. Un dolore, questo, che coinvolge tutte le nostre Nazionali e che lascia sgomenti", conclude Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione ciclistica italiana.


















