Vandalismi contro la chiesa di Santa Maria, ripulite le scritte ultras. Il Comune: "Usato carbonato di calcio a pressione. In corso l'individuazione dei responsabili"
Sono ancora in corso le attività di indagine condotte dal Corpo di polizia locale di Trento e dai Carabinieri per individuare i responsabili dei vandalismi

TRENTO. Sono state ripulite le pareti della chiesa di Santa Maria Maggiore vandalizzata da diverse scritte apparse nella notte tra il 26 e il 27 dicembre. A darne notizia con una nota è stato il Comune di Trento.
La chiesa, situata nel centro di Trento ha visto l'intero lato nord rovinato con una serie di scritte realizzate con vernice blu e nera (tra cui "Morocco", "Fes" e "Agadir") ed è stata imbrattata - parzialmente - anche la parte a destra della porta d'ingresso. Scritte legate al mondo dell'ultras marocchino (QUI L'APPROFONDIMENTO).
Già alle 9 di questa mattina l'amministrazione comunale ha provveduto a ripulire le pareti.
I graffiti sono stati asportati con carbonato di calcio a pressione da una ditta specializzata nel ripristino di edifici tutelati e tempestivamente incaricata dall’Amministrazione comunale.
Sul posto, fin dalle 7 del mattino, erano presenti anche gli addetti dell’ufficio Strade e aree demaniali del Comune insieme agli esperti della Soprintendenza per i beni culturali.
L’edificio, che nel sedicesimo secolo ha ospitato i lavori del Concilio divenendo uno dei più rilevanti in città dal punto di vista storico e religioso, è infatti un immobile tutelato che richiede l’applicazione di uno speciale protocollo in caso di intervento.
Sono ancora in corso le attività di indagine condotte dal Corpo di polizia locale di Trento e dai Carabinieri per individuare i responsabili dei vandalismi.














