Chiesa imbrattata, Fratelli d'Italia all'attacco: "Dopo Verona, anche Trento colpita: ennesimo atto vandalico contro un luogo di culto simbolo della nostra identità"
Dopo gli episodi che hanno recentemente coinvolto Verona, anche la nostra città si trova a fare i conti con gesti che non solo offendono il patrimonio storico - artistico, ma colpiscono direttamente il senso civico e il rispetto dovuto ai luoghi sacri. Chiediamo che il Comune di Trento si costituisca parte civile nell'eventuale procedimento giudiziario, dimostrando concretamente la volontà delle istituzioni di difendere il decoro della città e la dignità dei suoi luoghi più preziosi"

TRENTO. Non si placa in città l'ondata di indignazione per quanto accaduto nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 dicembre quando ignoti hanno deturpato il lato nord e parte della facciata principale della chiesa di Santa Maria Maggiore, in pieno centro storico (Qui articolo).
Le forze dell'ordine sono al lavoro per risalire all'identità dell'autore o degli autori del vergognoso gesto: in zona non mancano le telecamere di video sorveglianza, che verranno "scandagliate" in maniera approfondita per dare un volto a chi ha deciso di imbrattare una delle chiese più note e simboliche del capoluogo.
Il problema è ad amplissimo respiro e non riguarda solamente Trento: a Verona una mano ignota (una persona sui 35 anni, gli inquirenti stanno stringendo il cerchio) ha deturpato i leoni stilofori situati all'esterno della basilica di San Zeno, le statue di piazza Corrubbio e Pizza e Castelvecchio e quella di Aleardo Aleardi in piazzetta Santi Apostoli. E le stesse scritte, nella città scaligera, sono state trovate in via Mameli e anche a Veronetta.
Tra le varie ipotesi al vaglio delle forze dell'ordine veronesi c'è anche quella di un'assurda "sfida" tra writers, anche se quanto accaduto a Trento sembra essere un atto di vandalismo finalizzato a sé stesso.
Tra le vie del capoluogo c'è rabbia per quanto accaduto: già domani, lunedì 29 dicembre, inizieranno i lavori di ripristino, ma questo non può bastare. Le reazioni politiche non hanno tardato ad arrivare. Il sindaco Ianeselli ha subito parlato di "sfregio che indigna la città", il capogruppo della Lega a Palazzo Thun Devid Moranduzzo è montato su tutte le furie definendo "infami" e "rincoglioniti" gli autori del gesto, "suggerendo" che - una volta individuati - siano loro stessi a pulire ogni centimetro del muro imbrattato e poi "lavori forzati per mesi a raccogliere sporcizia" (Qui articolo).
I sei consiglieri di Fratelli d'Italia in consiglio comunale invitano altresì Sindaco e Giunta a costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento giudiziario contro gli autori e parlano di "ennesimo atto vandalico contro un luogo di culto e simbolo della nostra identità".
"Siamo profondamente indignati - scrivono i consiglieri comunali di Fdi - per quanto accaduto nelle scorse ore del centro storico di Trento; la chiesa di Santa Maria è stata vergognosamente imbrattata, vittima dell'ennesimo atto vandalico contro un luogo di culto e simbolo della nostra identità culturale e spirituale. Dopo gli episodi che hanno recentemente coinvolto Verona, anche la nostra città si trova a fare i conti con gesti che non solo offendono il patrimonio storico - artistico, ma colpiscono direttamente il senso civico e il rispetto dovuto ai luoghi sacri".
Poi la richiesta di un'azione decisa.
"Non possiamo accettare che atti così gravi vengano banalizzati o tollerati. Per questo chiediamo con forza al Sindaco e alla Giunta Comunale - prosegue il gruppo consigliare del partito meloniano - di attivarsi immediatamente, collaborando in maniera piena con le Forze dell'Ordine per identificare e perseguire i responsabili di questo ignobile gesto. Ma non basta! Chiediamo che il Comune di Trento si costituisca parte civile nell'eventuale procedimento giudiziario, dimostrando concretamente la volontà delle istituzioni di difendere il decoro della città e la dignità dei suoi luoghi più preziosi. Trento non può e non deve restare in silenzio. Serve una risposta ferma, coesa e senza ambiguità. Di fronte alla violenza gratuita e al disprezzo per ciò che è sacro, la comunità tutta deve sentirsi chiamata a reagire. Il rispetto del patrimonio comune è un dovere di tutti. Chi lo oltraggia, deve risponderne davanti alla legge alla cittadinanza".












