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Trento
03 dicembre | 06:00

"Siamo stufi di vedere il culo all'aria di quelli che pregano", Vojat (consigliere di Fdi e marito di Gerosa) in Comune attacca i musulmani del centro islamico ed è polemica

La bufera è scoppiata durante la discussione per la ristrutturazione delle ex scuole Bellesini. Le parole di Alex Voyat, consigliere comunale di Fratelli d'Italia e marito di Francesca Gerosa (assessora provinciale e presidente del partito di Giorgia Meloni in Trentino), provocano imbarazzo e indignazione in Aula. Giulia Bortolotti di Onda: "Condanniamo l'intervento, pagina triste per le istituzioni", la maggioranza di centrosinistra: "Mai ci saremo immaginati di ascoltare parole tanto volgari"

Foto di Federico Nardelli per Comune di Trento

TRENTO. "Siamo stufi di vedere il culo per aria delle persone che pregano". E' questo il pensiero di Alex Voyat, consigliere comunale di Fratelli d'Italia e marito di Francesca Gerosa - assessora provinciale e presidente del partito di Giorgia Meloni in Trentino - con riferimento ai fedeli della comunità islamica. L'Aula interdetta ha chiesto di moderare e di rettificare. Il concetto invece è stato ribadito - con forza - per una seconda volta tra imbarazzo e indignazione che sono calati a palazzo Thun. Ferma, fermissima, la condanna del centrosinistra e di Onda.

 

"Crediamo che si sia svolta una pagina triste per il luogo istituzionale che rappresenta la comunità cittadina", commenta Giulia Bortolotti per Onda mentre la maggioranza di centrosinistra aggiunge: "Abbiamo assistito a un intervento che ci lascia sconcertati. E' tra le pagine più basse e tristi toccati dall'Aula negli ultimi anni". Un'uscita avvenuta nel corso della discussione sulla ristrutturazione delle ex scuole Bellesini, edificio che dovrebbe diventare un polo sociale, l'ostello dei lavoratori per la previsione di 16 posti letto per persone in situazioni di reddito bassa per sostenere l'affitto di un appartamento sul mercato. 

 

Ci sono stati diversi interventi sulla questione, Bortolotti per esempio ha evidenziato che i posti letto per lavoratori sono "troppo pochi, un numero irrisorio rispetto al fabbisogno" con la necessità di una rivalutazione. Il caso si è aperto quando si è passati alle valutazioni del centrodestra e, in particolare, alle riflessioni di Voyat nel bocciare la mozione.

 

Il nodo per l'esponente meloniano? La presenza poco distante di un Centro culturale islamico, una situazione che crea problemi e che quando passa nella zona del quartiere di Cristo Re vede "tutti pregare con il culo per aria", stufo di questo atteggiamento che "non è consentito dalla legge".

 

L'Aula, per voce di Silvia Zanetti, presidente del Consiglio comunale, imbarazzata e indignata ha chiesto una marcia indietro, c'è stata una possibilità di rettificare, almeno di spiegarsi meglio e magari aggiustare il tiro per chiudere la questione. Niente da fare. La posizione è stata difesa con forza da Voyat che ha ribadito la linea. Anzi ha spiegato di aver ragione, che non è lecito poi che ci siano persone che pregano in un luogo che non è di culto. Inevitabili le reazioni sconcertate di quasi tutti i consiglieri comunali. Da qui la bufera.

 

A intervenire Onda Comune di Trento per esprimere "solidarietà alla comunità islamica" e "condanna e indignazione per le parole gravemente offensive pronunciate dal consigliere Voyat e supportate da altri esponenti del gruppo Fratelli d'Italia, nemmeno la capogruppo si è dissociata, nei confronti delle persone di fede islamica presenti nella nostra comunità", le parole di Bortolotti. "Riteniamo che la cultura del rispetto dell'altro, il principio di uguaglianza, rappresentino pilastri costituzionali non negoziabili. Crediamo che si sia svolta una pagina triste per il luogo istituzionale che rappresenta la comunità cittadina".

 

I consiglieri e le consigliere della maggioranza di centrosinistra parlano di una delle pagine "più basse e tristi degli ultimi anni. Le parole pronunciate nell’ambito della discussione sul progetto dell’ostello dei lavoratori dal consigliere Voyat, 'Siamo stufi di vedere il culo per aria delle persone che pregano', espressione ripetuta per due volte alla richiesta della presidente di rettificare la propria dichiarazione, non sono soltanto una mancanza di rispetto: sono un attacco diretto alla libertà religiosa e alla dignità delle persone. Mai ci saremo immaginati di ascoltare parole tanto volgari all’interno del luogo che rappresenta tutta la città e tutte le persone di Trento. Normalizzare il disprezzo verso un gesto di preghiera significa alimentare la cultura dell’intolleranza e istigare la violenza".

 

Le forze di maggioranza ribadiscono che "la nostra società si fonda sul pluralismo, sulla convivenza e sulla tutela dei diritti di ogni individuo. La libertà di culto non è un privilegio, ma un principio costituzionale che difendiamo con fermezza, indipendentemente dalla religione o dalla provenienza delle persone coinvolte. Trento non ha bisogno di slogan che umiliano, che offendono, che insinuano paure nella comunità ma di parole che costruiscono ponti, relazioni e comunità più coese, più solidali, più positive e quindi maggiormente felici. Le comunità che pregano nei nostri quartieri non sono un problema: sono parte viva del tessuto sociale e produttivo della nostra città. Il rispetto reciproco è la base per vivere insieme, non un’opzione".

 

L'invito della maggioranza a chi ricopre ruoli pubblici e politici è di prendersi la responsabilità delle proprie dichiarazioni. "Offendere una minoranza per alimentare l’intolleranza e cercare un facile consenso è la scorciatoia di chi non ha proposte politiche né rispetto per tutti coloro che hanno scelto Trento come luogo di vita. Noi scegliamo la strada della convivenza, dell’inclusione e del riconoscimento delle differenze come risorsa, lasciamo alle destre gli insulti, le denigrazioni e le discriminazioni".

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