Contenuto sponsorizzato
Trento
08 ottobre | 06:00

"Vendemmia, buona stagione per qualità e quantità". Balter (Vignaioli): "Le criticità? Clima e dazi, ma soprattutto la mancanza di lavoratori: rimpiangiamo i voucher"

Clementina Balter, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino: "Bilancio positivo, anche se è stata una stagione strana, molto più veloce rispetto allo standard". Il bilancio di Cia-Agricoltori Italiani è positivo, Paolo Calovi: "La base spumante è bellissima, c'è grande qualità ma si è lavorato in tempi strettissimi e per l'agricoltura di montagna l'assenza dei voucher è una grande mancanza"

TRENTO. In molti si aspettavano una "buona stagione" e così è stato: la vendemmia in Trentino anche nell'edizione 2025 è stata costretta a muoversi tra incertezze e criticità vecchie e nuove (tra crisi climatica, manodopera mancante e dazi americani) ma tutto sommato va in archivio con un bilancio positivo, in termini di qualità e di quantità. 

 

A raccontarlo a il Dolomiti è Clementina Balter, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino: "E' stata una continua rincorsa, una stagione per certi versi strana. Una vendemmia veloce e repentina rispetto agli standard, non si poteva fare altrimenti per riuscire a mantenere quell'alta qualità di uva attesa e prevista".

 

A preoccupare erano stati i temporali e il maltempo di settembre che hanno costretto ad "accelerare i tempi" su buona parte degli oltre 10 mila ettari di superficie viticola provinciale: "Era fondamentale riuscire a completare la raccolta prima delle forti piogge: missione compiuta, anche se è stato per molti un grande sforzo organizzativo e logistico". 

 

Anche perché il comparto continua a vedersela con una criticità ormai strutturale: la mancanza di lavoratori. "Purtroppo negli ultimi anni - riprende Balter - questa mancanza di manodopera si è sempre più accentuata: il lavoro in vendemmia dipende da tanti fattori, segue il meteo e la natura. Lo strumento dei voucher era molto utile per la sua flessibilità e per la capacità di adattarsi ad un contesto che per forza di cose impone di lavorare in maniera discontinua. I voucher funzionavano, ora che non ci sono più ovviamente c'è un sistema di assunzioni differente. Ogni giorno di vendemmia è un'avventura: non sai mai bene chi si presenterà la mattina e chi no, bisogna essere pronti a tutto. Tutto sommato quest'anno possiamo dire che le cose in generale siano andate abbastanza bene anche da questo punto di vista, ma la verità è che la mancanza di lavoratori è ormai, purtroppo, un fatto normale". 

 

A proposito di criticità, sull'intero comparto di viti, vino e vignaioli (sono circa 80 i soci del consorzio trentino) si allunga l'ombra sempre più minacciosa dei dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e che preoccupano non poco chi Oltreoceano ha un mercato importante da preservare: "I dazi spaventano, certo. Anche chi non esporta direttamente sente comunque il contraccolpo, che inevitabilmente arriva anche in tanti altri mercati, nazionali e internazionali. La situazione di grande instabilità geopolitica non aiuta, gli effetti sono una scarsa proattività da parte di tutte le parti in causa". 

 

"Dall’altra parte  - aggiunge Balter - non possiamo ignorare anche i segnali "interni": un calo strutturale dei consumi, legato forse a nuovi stili di vita e anche alle normative più restrittive del nuovo codice della strada che potrebbero penalizzare il consumo nei locali. Insomma, ci sono stati momenti migliori, il 'boom' post Covid ormai è solo un lontano ricordo. Però intanto la vendemmia è andata bene e la qualità del raccolto è buona: all'altezza degli alti standard del nostro territorio e delle nostre cantine".

 

Considerazioni simili in casa Cia. La vendemmia è di qualità ma è stata una corsa contro il tempo. "E' stato un periodo compresso a causa del maltempo", conferma Paolo Calovi, presidente degli Agricoltori Italiani in Trentino. "La base spumante è bellissima e anche gli enologi sono molto contenti dei risultati. In generale è andata molto bene". 

 

La stagione è stata complessa a causa del maltempo. Si è passati da un inverno secco e con temperature superiori alla media alla primavera, condizionata da qualche gelata e soprattutto piovosa. Solo a estate inoltrata c'è stata stabilità e molto caldo. 

 

"E' stata una corsa, una vendemmia un po' anomala", prosegue Calovi. "Si è partiti in anticipo, ormai in linea rispetto alle ultime annate, subito dopo Ferragosto e da lì c'è stato veramente poco respiro per far fronte a un meteo instabile e per giocare d'anticipo rispetto alla pioggia. Ci sono i risultati, i dati relativa alla quantità e soprattutto alla qualità confermano gli obiettivi, tuttavia si è lavorato con grande velocità ".

 

E proprio questi tempi stretti, strettissimi, si riallacciano alla preoccupazione legata alla manodopera, carente. "Purtroppo non ci sono gli strumenti per poter far lavorare le persone. Ci sarebbe l'interesse per aiutare ma non c'è modo per regolarizzare le presenze in campagna. Un problema che si sente in viticoltura e nei meleti, ancora di più se bisogna raccogliere in fretta. Per l'agricoltura di montagna l'assenza dei voucher, per esempio, è una grande mancanza", conclude Calovi.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 24 maggio | 16:27
I corvidi, probabilmente cornacchie, scendono in picchiata e attaccano i cani. L'area è stata momentaneamente chiusa. L'assessore Andreas [...]
Cronaca
| 24 maggio | 13:27
Il gruppetto di giovanissimi è stato colto sul fatto dai carabinieri
Economia
| 24 maggio | 15:58
Sono questi i primi dati della nuova edizione della Qualità della vita per fasce d'età del Sole 24 Ore, presentata oggi in anteprima al Festival [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato