Vini contaminati da Tfa, l'allarme che arriva dall'Europa: “Livelli 100 volte superiori all'acqua potabile”. Guarda: "Serve lo stop ai prodotti fitosanitari contenenti Pfas"
Pesticide Action Network (Pan Europe) ha pubblicato un rapporto, dal titolo "Messaggio dalla bottiglia" sul rapido aumento della contaminazione da Tfa in tutta l'Ue. Sono stati analizzati 10 vini vecchi e 39 vini recenti provenienti da 10 Paesi europei. Tra questi c'è anche l'Italia con campioni di Chianti, Prosecco e Kalterersee

TRENTO. "La grande industria chimica sta avvelenando anche il vino, oltre al cibo che arriva sulle nostre tavole. E dato che siamo il primo paese produttore di vino a livello globale, da imprenditrice agricola dico che dovremmo considerarla un'emergenza nazionale". Le parole sono quelle che arrivano dall'eurodeputata dei Verdi, Cristina Guarda in merito ad un rapporto che è stato pubblicato dalla rete per la salvaguardia dell'ambiente “Pesticide Action Network” (Pan Europe) che si intitola “Messaggio dalla bottiglia”. (QUI IL LINK ALLO STUDIO)
Questo rapporto presenta un'indagine sulla contaminazione da acido trifluoroacetico (Tfa) nel vino, condotta in dieci paesi europei produttori. I risultati rivelano un problema ambientale allarmante e in rapida intensificazione, che è rimasto ignorato troppo a lungo.
“Il Tfa è un sottoprodotto estremamente persistente di alcuni composti fluorurati – viene spiegato nel rapporto - in particolare i gas fluorurati (F-gas) e i pesticidi Pfas, usati rispettivamente nella refrigerazione e, sempre più, in agricoltura. Una volta rilasciato nell’ambiente, il Tfa non può essere degradato dai processi naturali e si accumula inevitabilmente in acqua, suolo, piante e perfino nel sangue umano”
I principali risultati di questo rapportano mostrano che dal 2010, i livelli di TFA nel vino sono cresciuti esponenzialmente. “Abbiamo analizzato 10 vini datati e 39 vini recenti provenienti da 10 paesi europei” ha spiegato Pan Europe in una nota stampa. “Il Tfa è stato rilevato in tutti i vini recenti, con una concentrazione mediana di 110 microgrammi per litro e picchi fino a 320. Questo valore è circa 100 volte superiore rispetto ai livelli medi – già elevati – precedentemente misurati nelle acque superficiali e potabili. In netto contrasto, nei vini raccolti prima del 1988 non è stato rilevato alcun TFA”. (QUI I RISULTATI COMPLETI)
Le analisi parallele sui pesticidi hanno mostrato la presenza di residui di fino a 8 pesticidi o loro metaboliti nel 94% dei vini di produzione convenzionale. In totale, sono stati rilevati 18 pesticidi in tutte le bottiglie analizzate, inclusi due fungicidi Pfas: fluopyram e fluopicolide. È significativo, continua la nota di Pan Europe, notare che quattro dei cinque vini biologici analizzati non presentavano residui di pesticidi rilevabili – ma tutti contenevano comunque TFA.
Per Salomé Roynel, responsabile delle politiche presso Pan Europe: “I risultati rappresentano un chiaro campanello d’allarme per l’Unione Europea. Le sostanze che rilasciano Tfa nell’ambiente devono essere eliminate dal mercato senza indugio. Si deve cominciare con il divieto immediato di tutti i pesticidi Pfas, una fonte diretta e facilmente evitabile di inquinamento da Tfa – insieme al divieto dei gas fluorurati”.
Le analisi, come già detto, sono state condotte su campioni provenienti da dieci paesi europei, e tra questi c'è anche l'Italia, con campioni di Chianti, Prosecco e Kalterersee. I risultati sono stati giudicati “molto preoccupanti” dall'eurodeputata Cristina Guarda.

"La Ue deve revocare subito le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti Pfas. Il 5 marzo scorso ho scritto una lettera alla Commissione europea, assieme ad altri 50 eurodeputati, per chiedere la messa al bando di tutti questi prodotti, corresponsabili della contaminazione della terra e dei prodotti che vi vengono coltivati. Ma non basta. Occorre accelerare l'iter europeo relativo alla restrizione universale dei Pfas, con l'obiettivo di sostituire queste sostanze nei prodotti di consumo, finanziando la ricerca scientifica per prevenire e gestire la contaminazione. Chiediamo azioni urgenti per proteggere noi agricoltori, la nostra salute e quella delle nostre famiglie e dei consumatori in tutto il mondo", conclude l'eurodeputata.












