Volotea celebra i 10 anni della sua base al Catullo: "Oggi 16 destinazioni in 6 Paesi". All'aeroporto record con 500mila passeggeri in agosto: "Pronti per le Olimpiadi"
Per celebrare il decimo "compleanno" della base del vettore low cost all'aeroporto di Verona, Volotea ha annunciato un nuovo collegamento verso Aalborg, in Danimarca: "Crediamo moltissimo in questo scalo e l'obiettivo è continuare a crescere"

VERONA. Oltre 6,3 milioni di passeggeri e più di 46mila voli: Volotea celebra i 10 anni della sua base all'aeroporto Catullo di Verona lanciando una nuova rotta internazionale verso Aalborg, in Danimarca. Ad annunciarlo sono gli stessi vertici del vettore low cost – il secondo per numero di voli allo scalo veronese – e quelli del Catullo, che confermano il legame sempre più stretto che dal 2015 unisce Volotea all'aeroporto della Città scaligera.
Dieci anni di “voli e di emozioni”. I numeri
La compagnia parla infatti di dieci anni di “voli e di emozioni”, segnati da una crescita sia nel volume di traffico che nel numero di destinazioni internazionali: “Se nel 2015 – scrive Volotea – offrivamo un portfolio di 9 destinazioni verso 3 Paesi, con un organico che contava almeno 25 dipendenti nel periodo di alta stagione, dieci anni dopo (nel 2025) il vettore è sceso in pista a Verona con 15 collegamenti verso 5 Paesi (Italia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia e Spagna) superando, nei mesi estivi, i 100 dipendenti”.
Un percorso di crescita sostenuto anche dai risultati di quest'anno: fino a ottobre 2025, Volotea ha trasportato a Verona quasi 560mila passeggeri, con un load factor – il tasso di riempimento dei voli – del 93%, segno di una domanda stabile. Nel corso dell'anno, la compagnia ha inoltre ampliato e rafforzato il proprio network: oltre all'introduzione dei collegamenti invernali per Bilbao e Siviglia, Volotea ha potenziato le frequenze verso Parigi Orly, che da quest'anno sono diventate giornaliere, e ha incrementato i voli per Barcellona, ora operati fino a cinque giorni a settimana, a conferma dell'impegno della compagnia nel garantire ai passeggeri veronesi collegamenti sempre più comodi, diretti e capillari verso le principali destinazioni europee.
Rebasti: “Crediamo in questo aeroporto. Il Trentino? Lavoriamo per raggiungere anche il mercato turistico invernale”
Nel 2026 la compagnia confermerà la propria presenza a Verona con un'offerta stabile di circa 730mila posti (+4% rispetto al 2025), con il network di rotte a disposizione che da aprile, come anticipato, vedrà anche la città danese di Aalborg, aprendo così un importante corridoio turistico – sia in ingresso che in uscita – con l'Europa settentrionale. “Crediamo moltissimo in questo aeroporto – dice a il Dolomiti Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea – e l'obiettivo è di continuare a crescere. La relazione con Verona va oltre i numeri: è una storia fatta di fiducia, collaborazione e crescita reciproca. Operiamo dallo scalo veronese fin dal 2012 e, da allora, abbiamo costruito un legame che si è rafforzato con l’apertura della base nel 2015 e che oggi festeggiamo con orgoglio. Dopo dieci anni di attività vogliamo continuare su questa strada, puntando sulla qualità del servizio e su nuove opportunità di viaggio".
"Noi - continua - principalmente siamo una compagnia che collega il Mediterraneo: i nostri mercati principali sono Italia, Spagna, Francia e Grecia. Da un paio di anni stiamo operando con successo Aalborg su Napoli e abbiamo quindi pensato di introdurre questa destinazione anche qua a Verona”. Attualmente, continua Rebasti, per i danesi l'Italia rimane una meta prettamente estiva: “Ci auguriamo però che presto Verona, e tutte le località che rientrano nell'area di riferimento dello scalo, possano essere viste anche come destinazioni invernali, in particolare per lo sci. È un aspetto sul quale stiamo lavorando tanto proprio nell'ottica di raggiungere anche un mercato turistico invernale”. E da questo punto di vista le prospettive future di crescita non mancano: “C'è ancora tanto lavoro da fare – dice ancora Rebasti – per far capire all'estero che Verona e il Trentino, le Dolomiti, sono vicini. Ma ci arriveremo”.
Bonetti: “Pronti per le Olimpiadi invernali. Ad agosto 2025 raggiunto il record di 500mila passeggeri”
Un aspetto, quello della destagionalizzazione, sul quale lo stesso aeroporto sta puntando, come conferma l'amministratrice delegata del Catullo Alessandra Bonetti: “I flussi sono sempre più distribuiti nel corso dell'anno, nell'ambito di una crescita generalizzata che ci ha portato ad agosto a segnare il record storico di ben 500mila passeggeri. Volotea è il secondo vettore qui al Catullo ed ha dunque un ruolo molto importante. Il suo percorso di crescita è tra l'altro legato al nostro, visto che è da circa 10 anni che il gruppo Save è entrato nella compagine industriale dello scalo. Quel che è certo è che questa crescita è da attribuire a due fattori principali: all'ottimo lavoro fatto dai nostri vettori e allo sviluppo infrastrutturale dello scalo”.
Il progetto Romeo in particolare, con la realizzazione di un nuovo terminal passeggeri di altissimo livello, è infatti ormai alle fasi finali, e l'aeroporto è pronto ad accogliere gli appassionati in arrivo per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 – la cui cerimonia di chiusura si terrà proprio a Verona, come la successiva apertura della Paralimpiadi. “Il nostro scalo sarà un punto di riferimento per la manifestazione. Siamo assolutamente pronti ad accogliere tutte le persone che arriveranno in città. È difficile da prevedere al momento, ma ci aspettiamo anche la presenza di autorità e Capi di Stato, che potranno usufruire della nostra nuova sala Vip da oltre 500 metri quadrati. Abbiamo lavorato sodo, ma ora siamo molto contenti dei risultati ottenuti”.
Bozzolo: “L'aeroporto di Verona cresce più della media degli scali italiani. A livello territoriale serve puntare su ricettività e connettività”
“La lunga collaborazione con Volotea e i dieci anni di operatività della sua base a Verona – ha aggiunto Camillo Bozzolo, direttore Sviluppo Aviation del gruppo Save – hanno portato ad un arricchimento progressivo della rete dei voli del Catullo. La compagnia è stata infatti fondamentale per l'apertura di nuovi mercati, quali la Grecia e la Spagna, sapendo nel contempo cogliere l'opportunità di sviluppo dei flussi su grandi centri europei come Parigi, Madrid, Barcellona. Come annunciato oggi, Volotea continua a proporre sempre nuove opportunità di viaggio, attestandosi come attore di riferimento per la mobilità del nostro territorio e partner imprescindibile per il nostro gruppo”. Un percorso di crescita i cui risultati, come anticipato, si riflettono nell'andamento generale del Catullo.
“Il target per il 2025 – continua infatti Bozzolo – è arrivare a 4 milioni di passeggeri e stando all'andamento attuale dovremmo riuscire a raggiungerlo. D'altronde stiamo osservando come lo scalo di Verona cresca più della media degli scali italiani e più di tutti gli altri aeroporti del gruppo Save. Di conseguenza i vettori stanno arrivando: la base di Volotea va sempre meglio, Neos sta crescendo, come tutti i vettori che hanno il nostro scalo come punto di riferimento. Con il Progetto Romeo l'aeroporto è diventato ancora più appetibile: a livello territoriale però, la presenza dello scalo e della capacità di volo è una condizione necessaria ma non sufficiente per lo sviluppo sul fronte turistico”.
Due le direttive d'analisi che mette sul tavolo il direttore Sviluppo Aviation del Gruppo Save: puntare da una parte sulla ricettività d'alta fascia a Verona, in particolare per gli alberghi di lusso delle grandi catene internazionali – in grado di fidelizzare i propri clienti – e dall'altra su una connettività sempre più capillare con tutti i territori della catchment area veronese – Trentino Alto Adige in primis.
“Il lago di Garda – continua – insegna come l'accessibilità e le strutture ricettive di un certo tipo siano fondamentali. E questo vale per tutto il nostro territorio. L'obiettivo dev'essere di riprendere sempre di più quello che è il mercato naturale di questo bacino”. Per riassumere, le priorità a livello sistemico sono quattro: la presenza di uno scalo, la capacità dello scalo di connettere sempre più destinazioni a livello internazionale, la ricettività a livello cittadino e la connettività a livello territoriale. Un quadro nel quale il Catullo si conferma attore fondamentale per lo sviluppo turistico di tutto il territorio di riferimento – Trentino, ovviamente, compreso.


















