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Trento
30 marzo | 18:42

Allerta gialla e a Trento si registrano raffiche di vento fino a 110 chilometri orari. Crollati diversi alberi, Fernandez: ''Eventi estremi sempre più frequenti''

Dopo i fenomeni meteorologici degli scorsi giorni, è stato completato il "piano di gestione delle alberature" per adeguare le metodologie in atto ai rischi urbani. Fernandez: "Le città vivono un paradosso apparente: servono sempre più alberi per mitigare il calore e contrastare l’inquinamento, ma il verde urbano richiede anche maggiore attenzione per ridurre i rischi di schianti in caso di eventi calamitosi. La risposta è un equilibrio basato su pianificazione, ricerca e innovazione, su cui Trento intende continuare a investire"

TRENTO. Raffiche di vento fino a 110 chilometri orari, un olmo caduto nelle vicinanze delle scuole Nicolodi, un cedro nella via centrale del cimitero monumentale, un ontano nel quartiere delle Albere e una branca di un olmo nel giardino Solzenicyn. Questo è il bilancio della protezione civile sul maltempo che ha colpito nei giorni scorsi il fondovalle di Trento.

 

Il fenomeno, ancora in corso, ha spinto la protezione civile a diramare un’allerta gialla per vento fino al 2 aprile, dove le giornate più critiche sono state quelle di giovedì 26 e venerdì 27 marzo.

 

Secondo i dati disponibili, si tratta di valori molto elevati per Trento, concentrati nel fondovalle e nella zona del centro - centro/sud della città : alla stazione del Collegio Arcivescovile, giovedì è stata registrata una raffica massima di 91.7 km/h, venerdì di 86.9 km/h. La stazione universitaria al Molino Vittoria ha registrato giovedì una raffica massima di 110 km/h. La stazione della Fondazione Edmund Mach di Trento Sud (aeroporto) ha misurato giovedì una raffica massima di 81 km/h.

 

Proprio nelle aree dove sono stati registrati i valori più alti si sono verificati i principali cedimenti arborei. Tra gli episodi più significativi, la caduta di un olmo in via Fogazzaro, al confine con il cortile delle scuole Nicolodi, e di un cedro lungo il viale centrale del cimitero monumentale. Un ontano si è abbattuto in via Corso del Lavoro, nel quartiere delle Albere, danneggiando un'auto in sosta, mentre nel giardino Solzenicyn si è spezzata una grossa branca di olmo.

 

Altri episodi di cedimenti si sono registrati in alcune aree boschive della città: due piante di medie dimensioni sono cadute al parco Gocciadoro, mentre alcuni cedimenti minori, principalmente di alberi giovani, sono avvenuti al parco Carrozzini e tra via Vannetti e via Verruca.

 

La gestione delle emergenze è stata affrontata con l'intervento dei vigili del fuoco, con l'aiuto dell'ufficio parchi e giardini e dalle ditte appaltatrici, che sono intervenute in questi giorni per individuare la presenza dei rami spezzati e la rimozione del secco a terra.  

 

"Quanto accaduto in questi giorni – ha dichiarato l’assessore alla transizione ecologica Andreas Fernandez – riporta al centro un tema sempre più rilevante: quello dei fenomeni meteorologici estremi, in particolare quelli legati al vento. Per questo l’Ufficio parchi e giardini sta lavorando al nuovo piano arboreo del Comune di Trento, che sarà presentato nelle prossime settimane. Si tratta di uno strumento strategico per rafforzare il monitoraggio, anche con tecnologie digitali, e orientare le scelte verso specie più resilienti, insieme a nuove modalità di gestione e piantumazione. Le città vivono un paradosso apparente: servono sempre più alberi per mitigare il calore e contrastare l’inquinamento, ma il verde urbano richiede anche maggiore attenzione per ridurre i rischi di schianti in caso di eventi calamitosi. La risposta è un equilibrio basato su pianificazione, ricerca e innovazione, su cui Trento intende continuare a investire".

 

Sulla stessa linea la capoufficio del servizio parchi e giardini, Giovanna Ulrici, che ha sottolineato come l'attenzione al forte vento resta massima: "L’apparato radicale rappresenta la principale incognita rispetto alla stabilità delle piante. Per questo stiamo intensificando i monitoraggi, effettuando nuovi controlli anche su esemplari verificati di recente, in particolare nei parchi della città e nelle aree vicine agli edifici scolastici. A seguito di questi sopralluoghi, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini, è stata recintata in via precauzionale l’area giochi del giardino Maso Ginocchio, dove sono presenti due ciliegi ritenuti potenzialmente a rischio".

 

Il fenomeno del vento forte non è nuovo per la città, ma negli ultimi anni, in particolare dal 2019, si registra una cadenza annuale di caduta alberi per il forte vento che, seppur di breve durata, sono più intensi. Il cambiamento climatico ha portato forti piogge, siccità (come accaduto nel 2022-23), accompagnati a raffiche di vento che aumentano la possibilità di cedimenti soprattutto in presenza di terreni ammorbiditi dalla pioggia o dalla presenza di foglie sulle piante. 

 

Nonostante i rischi, il patrimonio arboreo comunale resta una risorsa fondamentale: Trento conta circa 21.500 piante, di cui 4 mila nei principali parchi come Gocciadoro, Doss Trento e Le Coste. Questi alberi, offrono benefici ambientali, sanitari e sociali: purificano la qualità dell'aria, producono ossigeno e riducono i consumi energetici e gli effetti dei fenomeni piovosi estremi, favorendo la biodiversità. 

 

Per questo il Comune ha recentemente completato il "Piano di gestione delle alberature", che prevede verifiche cicliche, potature e, nei casi più gravi, l' abbattimento.

 

Nonostante il monitoraggio attento, il rischio zero non esiste, poiché l’analisi visiva, morfofisiologica o strumentale dell’albero non riesce a individuare una parte delle problematiche presenti, per esempio negli apparati radicali danneggiati da scavi.

Per questo è importante rispettare e seguire le indicazioni date dagli “Avvisi di Allerta” diramati dalla Protezione Civile del Trentino, che in questi giorni segnala la necessità, tra l’altro, di “evitare di sostare sotto gli alberi, porre massima attenzione alle condizioni dei luoghi da percorrere, mettere in sicurezza oggetti sensibili agli effetti del vento”, parcheggiare lontano gli alberi.

 

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