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Belluno
30 settembre | 18:43

Anche Dolomiti Bus partner di un progetto europeo per il trasporto pubblico in montagna. Da Trillo in Cadore agli autobus elettrici: ecco le sperimentazioni

Si chiama Degree4Alps ed è un progetto finanziato dal programma europeo Interreg Alpine Space per sviluppare soluzioni di mobilità sostenibile nelle aree di montagna. Quattro le sperimentazioni condotte da Dolomiti Bus, partner italiano del progetto: dal servizio Trillo in Centro Cadore, che ha superato gli 800 utenti, al monitoraggio della flotta elettrica, per la quale si punta a una collaborazione con le Cer del territorio

Anche Dolomiti Bus partner di un progetto europeo per il trasporto pubblico in montagna

BELLUNO. C’è anche Dolomiti Bus tra i dieci partner del progetto Degree4Alps, i cui primi risultati sono stati presentati nella giornata di mercoledì 30 settembre a Villa Doglioni Dalmas alla presenza di altri attori europei. Cinque infatti i Paesi alpini coinvolti (Italia, Germania, Austria, Slovenia e Svizzera) con l’obiettivo di sviluppare soluzioni di mobilità sostenibile nelle regioni alpine. 

 

“In territori come il nostro - sottolinea Vania Lira, vicedirettrice di Confindustria Belluno Dolomiti - la mobilità è una condizione essenziale per competitività e qualità della vita. In particolare incide sulla capacità di essere attrattivi, perché trovare persone qualificate e favorire insediamenti produttivi dipende anche dalla qualità dei collegamenti. Perciò sperimentare nuovi modelli e usare l’innovazione per rendere la mobilità più efficace è un percorso di grande valore, così come la dimensione europea di questo progetto”.

 

Degree4Alps si è svolto nel periodo 2021-27 per un investimento totale di circa 2 milioni di euro (2.133.935). Oltre a Dolomiti Bus, hanno partecipato l’Università di Passau come coordinatore, German Alpine Club - sezione di Oberland, Redmint Social Enterprise, Municipalità di Maribor, Università di Maribor, Università della Svizzera italiana, BePooler SA, Municipalità di Smartno pri Litiji e Climate Alliance Stiria.

 

Per quanto riguarda gli altri Paesi, accenniamo solo ad alcuni esempi. A Smartno Pri Litiji, in Slovenia, l'iniziativa è partita dal basso. Parliamo di una regione montana di piccole realtà rurali non ben connesse tra loro: la municipalità ha acquistato un veicolo elettrico offrendolo alla comunità per esigenze sociali e di spostamento. Il passo successivo sarà digitalizzare il sistema di prenotazione e sperimentare il servizio a chiamata.

 

Altra iniziativa interessante si è svolta in Svizzera, tra la società BePooler e l’Università della Svizzera italiana. Coinvolto il comune di Arogno, dove c’è un’alta dipendenza da automobile perché privo di un servizio autobus e un’integrazione con la rete ferroviaria del fondovalle. L’idea è stata quindi lanciare una linea di carpooling e van pooling, in particolare per raggiungere Lugano, con buoni risultati: il trend di utilizzo è in crescita e su 16 viaggi realizzati finora (183 km totali) sono stati risparmiati 23,9 kg di CO2.

 

I progetti Dolomiti Bus

 

Nel territorio bellunese, sono state invece quattro le sperimentazioni avviate da Dolomiti Bus per 250 mila euro totali. In primis l’attenzione agli utenti con disabilità motoria: l’azienda ha inserito nella sua app un servizio (Accessible Journey Planner) che permette di visualizzare non solo le tratte di percorrenza, ma anche i percorsi accessibili per raggiungere le fermate (ad esempio la percorribilità di marciapiedi, attraversamenti pedonali ed eventuali rampe). Al momento la mappatura si limita al centro di Belluno e l’area ospedale, ma l’idea è di valutare l’estensione.

 

Secondo progetto è il servizio Trillo in Centro Cadore. Circa 100 mila euro di finanziamento hanno permesso di portare un van a cinque posti dedicato nei Comuni dell’Unione montana, coinvolta assieme alle istituzioni locali. Partito l’8 giugno, il servizio ha interessato nei tre mesi successivi 823 passeggeri (11 di media al giorno): nonostante l’avvio in sordina, con luglio e agosto c’è stato quindi un buon riscontro, soprattutto nelle fasce di metà mattina e metà pomeriggio. Quali invece i punti deboli? Anzitutto l’estensione territoriale (circa 20 km di area) ha limitato le disponibilità dell’unico van. C’è stato poi un calo di affluenza con l’inizio della scuola, segnale che bisogna lavorare sull’informazione tra la cittadinanza. Infine prevalgono ancora le prenotazioni tramite call center (a Belluno invece l’80% avviene tramite app).

 

Si proseguirà intanto fino all’8 giugno, poi saranno monitorati i risultati per valutare se ampliare l’area o ridurla, adattare gli orari di servizio e aumentare il numero di veicoli.

 

“Charge Point” ha invece riguardato il monitoraggio della flotta elettrica: ad oggi ci sono 8 autobus elettrici, più 7 in arrivo nel 2027, con cinque colonnine Enel X a supporto (prevista una in più). L’azienda sta conducendo uno studio per superare le attuali criticità di gestione: dati frammentati, difficoltà nel correlare consumi, turni di utilizzo dei mezzi e sessioni di ricarica e, di conseguenza, un rischio di picchi di potenza se più autobus sono contemporaneamente in ricarica. È stato quindi acquistato un software per monitorare i consumi, lo stato di salute delle batterie, l’energia erogata, la durata e la frequenza delle ricariche e la presenza dei mezzi alle colonnine. L’obiettivo è chiaramente ottimizzare la gestione di tutta l’infrastruttura e la vita delle batterie ed evitare sovraccarichi energetici, con un beneficio anche ambientale perché si punta all’acquisto di energia nei momenti più favorevoli e, se disponibili, da fonti rinnovabili.

 

A ciò si accompagna infine uno studio in corso sul possibile rapporto con le Comunità energetiche rinnovabili (Cer). Come possono essere utili al sistema di mobilità sostenibile? Analizzando il quadro normativo nazionale ed europeo e le opportunità offerte dalle Cer, l’obiettivo sarà cioè individuare possibili sinergie anche su questo fronte.

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