Arriva "Word Up!", il format promosso da Advais con gli artisti Vasco Brondi e Ares Adami: a Trento la parola incontra musica, impresa e nuove generazioni
Il 5 novembre all'Itas Forum debutta "Parole che suonano", il nuovo format promosso dalla società Advais: una masterclass non convenzionale tra storytelling, comunicazione e improvvisazione, con cinquanta posti riservati agli under 30

TRENTO. La parola come strumento per raccontare, comunicare, costruire relazioni e affrontare l'imprevisto: giovedì 5 novembre, alle 17.30 all'Itas Forum di Trento, andrà in scena la prima edizione di “Word Up!”, il nuovo format promosso da Advais che mette al centro il linguaggio e la sua capacità di costruire significati, identità e visioni.
Il primo appuntamento, intitolato “Parole che suonano”, vedrà protagonisti il cantautore e scrittore Vasco Brondi, fondatore de Le luci della centrale elettrica, e il rapper e freestyler trentino Ares Adami e a condurre la serata sarà l'attrice Chiara Marchiori.
Non sarà un semplice spettacolo né un convegno tradizionale – spiega Advais, ecosistema legale nato a Trento e attivo anche a Milano e Roma che integra competenze giuridiche, informatiche, di intelligenza artificiale e comunicazione per offrire servizi innovativi alle imprese – ma una masterclass non convenzionale, pensata per mettere in relazione mondi differenti: impresa, professioni, cultura, musica, università e nuove generazioni.
L'obiettivo? Esplorare il valore della parola nel mondo contemporaneo, interrogandosi su come costruire un messaggio capace di lasciare il segno, comunicare efficacemente e reagire quando il tempo per trovare una risposta è limitato.
Due le direttrici: storytelling e comunicazione d'impatto da una parte, problem solving, improvvisazione e gestione dell'imprevisto dall'altra. Competenze centrali anche nella quotidianità di manager, imprenditori e professionisti, affrontate però attraverso linguaggi e prospettive differenti.
Ma veniamo a i protagonisti. Vasco Brondi, autore il cui percorso attraversa musica, letteratura e arti visive, proporrà una riflessione sul rapporto tra musica e parola e sulla scrittura, mostrando come un'esperienza o un frammento di realtà possano trasformarsi in una narrazione capace di raggiungere gli altri.
La seconda parte della serata cambierà registro con Ares Adami, originario di Arco e figura di riferimento della scena freestyle e hip hop italiana: insieme ad altri performer porterà sul palco un linguaggio fondato sull'improvvisazione, sulla rapidità di pensiero e sulla capacità di reagire in tempo reale a parole e stimoli inattesi.
L'evento sarà su invito e rivolto alla business community trentina, con una particolare attenzione al dialogo tra generazioni: cinquanta posti saranno infatti riservati ai giovani talenti under 30, che potranno richiedere di partecipare attraverso il sito dell'iniziativa e la platea nel complesso riunirà imprenditori, manager, professionisti, rappresentanti del mondo accademico e studenti.
"Si tratta di un progetto nato proprio nell'alveo delle attività di Advais, che rappresenta una restituzione al territorio in cui viviamo, lavoriamo e siamo inseriti", spiega il Ceo di Advais Andrea Girardi. "Vogliamo offrire al territorio – prosegue – un'occasione, qualcosa che non sia già stato fatto o visto, perché stiamo cercando di reinterpretare ciò che sta avanzando nel mondo contemporaneo, dal digitale ai nuovi driver che interessano sicuramente le nuove generazioni, ma anche i meno giovani".
Al centro dell'iniziativa, come detto, c'è la volontà di riportare l'attenzione sulla parola, anche in un contesto sempre più segnato dalle trasformazioni tecnologiche. "Word Up! è un'occasione per mettere al centro, e a disposizione della business community trentina e dei giovani talenti, la base e lo sviluppo che caratterizzano il nostro lavoro: la parola e il ritorno della parola. Anche il nome dell'evento è significativo: significa 'esatto', ma io lo intendo anche come 'forza parola, torna', in un mondo in cui il linguaggio digitale è sempre più impattante".
"Parole che suonano" rappresenta, fanno sapere da Avais, soltanto il primo capitolo di un progetto destinato a proseguire nel tempo, cambiando temi e protagonisti ma mantenendo la parola come filo conduttore. "Il progetto inizia nel 2026 – spiega Girardi –ma continuerà nel 2027, con iniziative nel corso dell'anno e un nuovo appuntamento a novembre".
Centrale, nel corso della masterclass, sarà il confronto tra generazioni anche attraverso forme espressive meno convenzionali. "Vogliamo intercettare il futuro con un progetto trasversale che accoglie anche linguaggi di rottura – chiosa Girardi – come quelli del rap e dell'hip hop, capaci di trasmettere i valori importanti che i giovani hanno".
A sottolineare questa dimensione è anche Chiara Marchiori, attrice e volto della manifestazione: "Io presenterò e sarò il volto ufficiale della prima edizione di un evento destinato a proiettarsi negli anni, anche con ospiti internazionali. La parola negli ultimi decenni è cambiata tantissimo, così come il modo di raccontare e raccontarsi: è fondamentale che i giovani facciano sentire la propria voce, trovando il modo giusto di comunicare".
Per Marchiori, il linguaggio può diventare un ponte tra esperienze e sensibilità differenti: "La parola può unire, ma anche dividere, e l'evento vuole andare proprio nella prima direzione: unire. Molti pensano che comunicare significhi soltanto parlare, ma portare nuove forme di comunicazione, come l'arte, può contribuire ad avvicinare le diverse generazioni". Infine, per descrivere lo spirito della prima edizione, sceglie quattro aggettivi: "Giovanile, fuori dagli schemi, impattante e innovativa". Tutte le informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito della società Advais (www.wordup.advais.legal).














