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Belluno
25 giugno | 06:38

Cade in un burrone mentre è in vacanza in Sicilia, poi la commovente mobilitazione dell'intera comunità: "Willy sarebbe stato perso senza il vostro aiuto"

Un salvataggio andato a buon fine: è la storia di Willy, caduto in un burrone mentre era a Caltabellotta con il suo umano Walter. Tutta una comunità si è attivata per salvarlo: "Sui social c’è chi ha detto che dovrebbero togliermi il cane, non sapendo neanche che rapporto ho con lui. Il mio scopo era solo ringraziare la gente che mi ha salvato il cane e che mi è stata vicina, nonostante la mia mancanza: per cui, di nuovo, grazie di tutto"

BELLUNO. "La cosa che mi è rimasta più impressa, a mente fredda, è stata la solidarietà della gente. Non so come ringraziare questa comunità per una simile dimostrazione di umanità. Spero che queste mie semplici parole arrivino anche a loro, perché sono veramente grato".

 

Una storia a lieto fine, quella di Walter Scussel e del suo compagno a quattro zampe Willy, tratto in salvo da un’intera comunità dopo la caduta in un burrone. Il fatto è accaduto domenica 21 giugno in Sicilia, a Caltabellotta: verso mezzogiorno, mentre Walter fotografava il panorama, il suo cane Willy si è allontanato e all’improvviso è precipitato in un burrone.

 

Scatta quindi l’allerta ai vigili del fuoco di Sciacca, impegnati però fronteggiare alcuni vasti incendi nei dintorni. La prima squadra arriva quindi alle 14.30. “Nel frattempo - racconta Walter - si è attivato il sindaco, Biagio Marciante. Grazie a lui e a mio figlio, che da Belluno ha mosso mezzo mondo, siamo riusciti a trovare un dronista, Sergio, che ringrazio per la sensibilità e l’abilità nella ricerca, anche se purtroppo non siamo riusciti a individuare Willy. Per tutto il tempo è rimasto al mio fianco il caposquadra Giuseppe, che ha cercato di confortarmi e che, con la sua squadra, è sceso sotto il precipizio, tra i rovi, per verificare se si riuscisse a vedere qualcosa”.

 

Del cane, però, nessuna traccia. Nel tardo pomeriggio arriva il nucleo Speleo alpino fluviale, specializzato nel soccorso in ambienti impervi, e alle 20.45 Willy viene localizzato. “Mentre tutti si preparavano, osservando il paese illuminato che sembrava un presepe - confessa Walter - Davide (un vigile) disse ‘Speriamo che qualcuno da lassù guardi giù…’ e io ho subito pensato a mio padre. Ancora oggi non riesco ancora a spiegarmi come Willy abbia fatto a rimanere lì per oltre dieci ore: si era rannicchiato in un’insenatura a circa 15 metri di profondità, da cui non poteva né avanzare né tornare indietro”.

 

A raggiungerlo sono Mauro e Giovanni, che alle 22.45, con l’aiuto di tanti volontari accorsi a dare una mano, sono risaliti con Willy - che se l’è cavata con una abrasione e un taglio saturato dal dottor Carbone.

 

“Tutti mi chiedevano notizie del cane. Dopo il ritrovamento - conclude Walter - mentre scendevo per andare a mangiare con vigili e volontari, quasi cento persone mi hanno fermato chiedendo come stesse: donne commosse, ragazzi, anziani che mi stringevano la mano. Una partecipazione che non mi sarei aspettato, soprattutto considerando che era passata la mezzanotte”.

 

Tanti quindi i ringraziamenti di Walter: “I vigili del fuoco di Sciacca e il gruppo SAF di Palermo; Mauro e Giovanni che hanno salvato il mio cane e sono rimasti appesi alla parete per quasi tre ore; Giuseppe e Davide; Francesco; il vigile che guidava l’APS, di cui purtroppo non ricordo il nome, che si è procurato una vescica a un dito tirando le corde. Nonché i due volontari che, a fine intervento, mi hanno accompagnato a mangiare qualcosa. Il giorno successivo il sindaco mi ha richiamato per sapere come stava il mio cucciolo e altre persone che non conoscevo mi hanno inviato messaggi. Grazie di cuore a tutti. Spero di rincontrarvi quando tornerò a Caltabellotta”.

 

Purtroppo, come sempre accade sui social, critiche e giudizi non si sono fatti attendere, dagli insulti per il cane lasciato libero al togliere una squadra ad altre emergenze per soccorrere un cane. Eppure gli errori capitano: capitano quando il cane è al guinzaglio, capitano se lasciato libero, magari per un paio di minuti, capitano anche se era stato tutto previsto, perché l'incidente può essere sempre dietro l'angolo.

 

Walter, contattato da Il Dolomiti, ha ammesso la sua mancanza, ma ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco la sua storia per ringraziare l’umanità di chi non guarda cos’è successo: semplicemente aiuta chi è in difficoltà.

 

“Avevo calcolato - ci scrive - che circa il 10% delle persone non avrebbero preso bene questa storia. Pur non conoscendo la mia persona, la situazione, il cane, hanno cercato di mettermi in cattiva luce come lo facessi sempre. Addirittura c’è chi ha detto che dovrebbero togliermi il cane, non sapendo neanche che rapporto ho con questa creatura. Il mio scopo era solo ringraziare la gente che mi ha salvato il cane e che mi è stata vicina, nonostante la mia mancanza: per cui, di nuovo, grazie di tutto”.

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