Come cambia la scuola: dai piani didattici personalizzati per gli studenti con fobia scolare alle multe per i genitori dei figli che non frequentano, ecco le novità
Spedita agli istituti la legge Omnibus: dalle sanzioni ai tirocini retribuiti, tutte le novità in vigore da settembre in Alto Adige

BOLZANO. Una manovra capillare destinata a ridisegnare l'intero assetto dell'istruzione e della formazione professionale in Alto Adige. A partire dal prossimo anno scolastico prenderanno ufficialmente il via le novità introdotte dalla legge Omnibus approvata dal Consiglio provinciale, un testo già spedito agli istituti del territorio per consentire l'adeguamento delle attività didattiche e amministrative.
Il provvedimento tocca da vicino la quotidianità delle aule, introducendo paletti più rigidi sulla responsabilità delle famiglie, nuove forme di tutela per gli studenti in difficoltà e uno storico ponte tra il mondo dell'artigianato e l'istruzione universitaria.
Uno degli elementi di maggiore rottura riguarda l'introduzione di sanzioni amministrative per i genitori che non garantiscono l'adempimento dell'obbligo scolastico dei figli. Le famiglie saranno tenute a collaborare con gli istituti, assicurare la frequenza regolare e fornire il materiale didattico necessario. In caso di inosservanza, i dirigenti scolastici avranno il compito di vigilare e far scattare sanzioni pecuniarie comprese tra 50 e 150 euro.
Parallelamente, la legge affronta il tema dell'inclusione con strumenti specifici. Per gli alunni con background migratorio, nei primi due anni di apprendimento della lingua di insegnamento, i consigli di classe potranno elaborare percorsi educativi con obiettivi differenziati. Viene inoltre riconosciuta in modo formale la fobia scolare, disturbo d'ansia spesso sottovalutato: di fronte a una certificazione rilasciata dal Servizio sanitario, le scuole dovranno garantire piani didattici personalizzati, affiancati da misure dispensative e strumenti compensativi.
Sul fronte dell'alta formazione, la normativa segna un passaggio epocale permettendo a chi possiede un diploma di maestro artigiano, maestro professionale o tecnico del commercio di iscriversi ai corsi di laurea della Libera Università di Bolzano coerenti con il proprio percorso. Per sostenere la didattica, la ricerca e il carattere plurilingue dell'ateneo, la Provincia ha previsto uno stanziamento di circa 6,5 milioni di euro all'anno fino al 2028. Tra le altre misure figurano l'introduzione di un compenso per gli studenti universitari in tirocinio nelle scuole e negli asili, la riorganizzazione delle biblioteche scolastiche in centri culturali guidati da esperti, la presenza dei rappresentanti delle disabilità nel Consiglio scolastico provinciale e la nuova scansione del secondo ciclo di istruzione in un biennio e un triennio, con il divieto assoluto di impiegare gli studenti in lavorazioni a rischio durante la scuola-lavoro.












