Corri, salta e accelera: un sensore da 16 grammi rileva tutto. Arriva Ginga, la startup trentina che vuole "misurare il calcio"
Con soli 16 grammi attaccati ai pantaloncini anche atleti dilettanti o semi-professionistici possono analizzare le proprie prestazioni e capire come migliorare. Il Ceo: "L’obiettivo è rendere questa possibilità più accessibile, sia dal punto di vista economico sia da quello dell’utilizzo"
BOLZANO. La ginga è il fantasioso stile di calcio brasiliano reso famoso da Pelè, ma presto potrebbe essere associato anche a qualcos’altro. Ginga è infatti il nome scelto da una nuova startup trentina che vuole rivoluzionare il settore dei fitness tracker con un nuovo dispositivo progettato per monitorare le performance nel mondo del calcio. Il dispositivo che hanno sviluppato traccia fino a 36 parametri e pesa solo 16 grammi. Senza incidere sulla libertà di movimento, il sensore registra i dati durante allenamenti e partite e li rende successivamente consultabili attraverso un’applicazione dedicata.
Uno degli elementi centrali di Ginga riguarda il modello di utilizzo del dato. Il dispositivo adotta infatti un approccio bottom up: la rilevazione e la consultazione delle performance fanno capo anzitutto all’atleta, che può seguire nel tempo la propria evoluzione, conservare lo storico delle sessioni e condividere successivamente le informazioni con l’allenatore o con lo staff tecnico. In questo modo, il monitoraggio delle prestazioni può trovare spazio anche in contesti semi-professionistici, dove l’analisi non sempre dispone di strutture dedicate.
“Ginga nasce con l’idea di rendere i dati più vicini a chi scende in campo - dichiara Marco Signorelli, founder e Ceo di Ginga -. Per un giovane calciatore, per una squadra dilettantistica o per chi vuole seguire in modo più puntuale il proprio percorso sportivo, poter accedere con semplicità alle informazioni sulla prestazione significa aggiungere uno strumento concreto di consapevolezza e lavoro. L’obiettivo è rendere questa possibilità più accessibile, sia dal punto di vista economico sia da quello dell’utilizzo”.
Un’accessibilità che Ginga vuole garantire sia grazie alla sua portabilità, che al suo prezzo contenuto. Il dispositivo è infatti poco più grande di una scatola di fiammiferi, si aggancia ai pantaloncini e ha un prezzo accessibile al di sotto dei 100 euro.
Tra i dati rilevati e analizzati dal dispositivo ci sono tutti i principali parametri dell’attività atletica in campo: velocità, distanza percorsa, accelerazioni e decelerazioni, cambi di direzione, salti, tempo di volo, colpi di testa e una stima della percentuale di possesso palla, distinta tra possesso corto e possesso lungo. Ginga infatti elabora complessivamente 36 metriche, utilizza un sensore di movimento a sei assi con acquisizione a 100 Hz, pesa 16 grammi con il supporto di aggancio e ha un’autonomia dichiarata fino a 15 giorni. Calibrato per l’analisi delle performance nel calcio, il dispositivo promette la scalabilità anche in altre pratiche sportive: dalla pallacanestro al volley, fino alle competizioni globali di fitness indoor come Hyrox.
Il dispositivo è stato progettato e testato, mentre sono in corso le attività necessarie a completare la versione destinata al mercato, avviare la produzione e preparare la distribuzione internazionale.
Per sostenere questo passaggio, la startup ha avviato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter. La raccolta è rivolta a chi intende sostenere il progetto nella fase che precede il lancio commerciale e contribuirà a finanziare il completamento del prodotto, il potenziamento della tecnologia, l’industrializzazione e l’apertura ai mercati esteri.


















