Costruita tra il 1916 e il 1917, più di 100 anni dopo era crollata: ecco il progetto per ripristinare la strada militare Bocca d'Ardole-sella di Cima Vignola
Il ripristino dell'ex strada militare, dice il Comune di Brentonico, non risponde solo a esigenze di collegamento turistico e di servizio: “Il muro che sostiene un tratto del percorso è una vera opera d'arte – dice l'architetto Alessandro Andreolli, incaricato della progettazione – e l'intervento mira a consolidare e conservate le due parti originarie ancora presenti, andando poi a 'risarcire' la parte crollata nel 2019”

BRENTONICO. Costruita dall'Esercito italiano tra il 1916 e il 1917, per approvvigionare le artiglierie presenti in quota: dopo il crollo del 2019 a Brentonico prende il via l'iter per il ripristino della strada militare Bocca d'Ardole-sella di Cima Vignola.
A sottolinearlo è la stessa Amministrazione comunale, che precisa come l'intervento non risponda solo a esigenze di collegamento escursionistico e di servizio: “Il muro che sostiene un tratto del percorso è una vera opera d'arte – spiega l'architetto Alessandro Andreolli, incaricato della progettazione architettonica – e l'intervento mira a consolidare e conservare le due parti originarie ancora presenti, andando poi a 'risarcire' la parte crollata nel 2019”.
Il progetto, che prevede una spesa complessiva di circa mezzo milione di euro, è stato presentato al Consiglio comunale del 5 marzo, per la sua approvazione in linea tecnica: passaggio necessario per proseguire l'iter e chiedere il contributo provinciale. È lo stesso architetto a fornire i dettagli.
“È sempre interessante lavorare su opere nate più di 100 anni fa – dice – con una funzione specifica, in questo caso bellica, e pensarne il potenziale odierno. La strada fu costruita tra il 1916 e il 1917 dall'Esercito italiano per approvvigionare le artiglierie. In epoca recente, è diventata collegamento di servizio per gli impianti sciistici e sentiero Sat, parte anche del Sentiero della Pace e di percorsi tematici del Parco naturale locale di Monte Baldo e de 'Il percorso della nostra storia'”.
Il crollo, come anticipato, si è verificato nel 2019. La strada è caratterizzata dalla presenza di 7 muri e quello oggetto dell'intervento è il più grande: circa 30 metri di lunghezza per 10,5 di altezza. La porzione che si è staccata è di circa 11 metri e la sfida architettonica, dice ancora l'Amministrazione, è far dialogare la 'risarcitura' con quanto rimasto e col paesaggio, tenendo assieme esigenze strutturali e figurative/evocative in un progetto unitario.
“Anche per questo – dice il Comune – il lavoro ha visto il coinvolgimento dell'ingegnere Ruggero Cazzolli che ha curato la progettazione strutturale, e della geologa Mara Dossi. Il manufatto originario è costruito in corsi orizzontali di grandi pietre, tutte lavorate. Non è possibile recuperare i massi crollati a valle e, comunque, non è pensabile ricostruire con la medesima tecnica, il muro a secco. Siamo a strampiombo, sopra il Castello di Avio, e non si potranno usare i normali mezzi d'opera: molte lavorazioni richiederanno l'elicottero”.
Anche per questi motivi, ma soprattutto per relazionarsi al carattere del luogo, sottolinea ancora l'Amministrazione di Brentonico: “La scelta del calcestruzzo. I colori sono conformi al contesto, armonizzandosi coi grigi della parete rocciosa e dei tratti di muro originari. La parte risarcita verrà arretrata minimamente rispetto all'esistente; la superficie nuova verrà incisa e scalfita per 'dialogare' coi tratti di muro rimasti, che saranno consolidati collegato lato esterno con interno, ancorandoli poi alla roccia retrostante”.
L'intervento complessivo prevede anche un ulteriore ripristino poco distante, concludono le autorità: “Un altro muro crollato, ma qui parliamo di un manufatto molto più piccolo. Un crollo di 4 metri per 2,5 di altezza. Non solo: la conformazione del terreno ha impedito alle rocce di franare a valle, per cui il ripristino avverrà reimpiegando il pietrame originale”.












