Dall’incidente ai titoli mondiali, Flavio Menardi incontra i giovani: “Importante spiegare la disabilità, ma i ragazzi oggi ti vedono come atleta più che come disabile”
Continua la mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione” al Museo Etnografico di Cesiomaggiore: in visita un ospite di eccellenza, il campione paralimpico Flavio Menardi, che ha raccontato la sua storia ad alcuni studenti delle superiori di Feltre. “Vogliamo far conoscere loro quante più realtà possibili, affinché facciano esperienze diverse durante il percorso scolastico”

CESIOMAGGIORE. Spontaneo, diretto e coinvolgente: in visita alla mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”, l’atleta Flavio Menardi ha incontrato gli studenti bellunesi. “Penso sia importante spiegare la disabilità ai giovani, ma c’è da dire che nel 2026 c’è già un occhio di riguardo maggiore. I ragazzi crescono vedendo gli atleti ed è più facile che ti percepiscano come tale piuttosto che come disabile, soprattutto negli sport invernali”.
Classe 2000, Menardi è campione ampezzano e ha recentemente vinto il titolo mondiale di parabob. Nel pomeriggio di martedì 24 marzo è sceso a Cesiomaggiore per visitare l’esposizione al Museo Etnografico Dolomiti (qui la mostra) e in sua compagnia c’era una classe dell’Istituto agrario di Feltre.
Una “classe speciale”, come la definisce una delle insegnanti: si tratta infatti di una seconda dell’istruzione tecnica quadriennale, un percorso tecnologico-professionale di quattro anni cui può seguire lo sbocco nell’ITS agroalimentare, l’inserimento nel mondo del lavoro o l’accesso all’Università. “Nel loro percorso scolastico - spiega la docente - tendiamo a fargli fare esperienze diverse da tradurre in didattica. In questo caso, dopo la visita alla mostra e una conferenza sul mondo paralimpico, produrranno un documento che tocca l’educazione civica e l’educazione alla salute. Non fanno quindi solo esperienze in ambito agrario, ma di cultura più ampia affinché possano affacciarsi a quante più realtà possibili”.
Qui hanno potuto conoscere un mondo intero, che va dalle tradizioni locali agli sport invernali e al tema dell’inclusione. A spiegare come è lo stesso Menardi: “Assistere a Renè De Silvestro che vince l’oro sul monosci - afferma - trasmette più l’importanza dell’atleta che della persona disabile. La mentalità è quindi già cambiata, anche se rimane ancora strada da fare”.
I ragazzi hanno ascoltato la sua storia, dall’incidente a 15 anni giocando a hockey su ghiaccio alla forza di ritrovare lo sport solo pochi mesi dopo. “Mi sono rotto la schiena a marzo - afferma - e a dicembre il mio allenatore mi ha fatto scendere a Innsbruck sul bob. Da lì ho iniziato con le gare più vicine, poi sono andato in America e pian piano sono arrivato a Coppa del mondo e Mondiali: mancano solo le Paralimpiadi, dove speriamo sia riconosciuto come disciplina”.
Nel frattempo, Menardi si allena e vince, contando ora sulla pista in casa sua. “Quest’anno ci saranno gare di Coppa del Mondo normo a dicembre - nota - e spero organizzino anche quelle para, ma si vedrà più avanti. Questa stagione ha avuto alti e bassi, ma a febbraio inaspettatamente ho vinto i campionati mondiali a Saint-Moritz e sono felice del risultato. Speriamo vada bene anche il prossimo anno, intanto continueremo ad allenarci, soprattutto con la pista a Cortina. Per me il passaggio al bob è stato del tutto casuale: rispetto all’hockey è un mondo completamente diverso, ma dopo sei mesi di ospedale mi sono affiancato a Renè e al suo preparatore, provando anche con il monosci ma ho capito che non era il mio. Faccio tutto questo perché mi piace, usando le mie ferie per allenarmi: finché continuerà, preferirò sempre questa passione alle vacanze al mare”.
Presente anche la Provincia, con la consigliera delegata all’istruzione Vanessa De Francesch. “Portare qui i ragazzi - conclude - è un modo per avvicinarli alla storia della slitta, alle tradizioni dei loro territori e allo sport, e avere qui Flavio, un giovane che racconta la sua esperienza di vita e una pagina di sport che speriamo possa evolvere ancora, credo sia un messaggio bellissimo per dare concretezza a quello che vedono. Inoltre è la dimostrazione di come ci si possa reinventare dopo un momento difficile, arrivando anche a portare il nome del territorio bellunese nel mondo e questo diventa un messaggio e un incentivo ulteriore per il loro futuro”.












