Contenuto sponsorizzato
FVG
16 marzo | 13:22

Dallo zoo di Dresda ai cieli del Friuli, due grifoni sono stati liberati nella riserva del Cornino

In Italia questa specie conosce uno stato di conservazione ancora precario, anche se in aumento negli ultimi anni. Il direttore scientifico: “Ora saranno monitorati negli spostamenti verso le altre colonie in Europa”

CORNINO (UDINE). Due nuovi grifoni ora volteggiano nei cieli del Friuli grazie alla liberazione, avvenuta nei giorni scorsi, di due esemplari di “Gyps Fulvus”, il grifone eurasiatico, l'avvoltoio un tempo diffuso ad ampio spettro in Italia e nel bacino del Mediterraneo oggetto da anni di diversi programmi di reintroduzione. Si tratta di due grifoni nati in cattività che erano stati donati alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, in provincia di Udine, dallo Zoo di Dresda, nell’ambito delle collaborazioni internazionali attivate dal sito protetto, gestito dalla cooperativa “Pavees”, presieduta da Luca Sicuro.

 

A rendere possibile la loro immissione in natura sono state le condizioni favorevoli del meteo di questi giorni, giornate che dato il periodo stagionale garantiranno via via temperature più miti e maggiore abbondanza di cibo. Gli esemplari, allo stato attuale, hanno raggiunto il ragguardevole peso di 8 chili, e sono stati valutati pronti per il grande passo verso la libertà.

 

“Hanno spiccato il volo sul punto di alimentazione – spiega il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, manifestando ottime condizioni fisiche e raggiungendo presto gli altri grifoni presenti nell’area. Ora vengono monitorati grazie agli anelli applicati loro: in questo modo potremo seguirne i movimenti e gli eventuali spostamenti verso altre colonie presenti in Europa”. Hanno preso parte alla liberazione i naturalisti Marco Favalli, Enrico Benussi e Carlo Dal Cin.

 

La nascita dei due grifoni allo zoo di Dresda era già di per sé un fattore d'interesse per l'attitudine della specie verso la riproduzione in cattività, come osservato dal direttore scientifico: “Si tratta – conferma Genero – di circostanze importanti e impegnative, che richiedono anni di preparazione e criteri di allevamento effettuati con opportune metodologie, per assicurare agli animali condizioni fisiche tali da poter essere liberati. Servono investimenti notevoli, che sono finalizzati anche alla partecipazione a importanti progetti di conservazione sul territorio, con il rilascio in natura degli esemplari”.

 

Giova considerare come il grifone sia una specie che, secondo la “Lipu”, Lega Italiana Protezione Uccelli, nel nostro paese consti di uno stato di conservazione ancora precario, a causa del progressivo deterioramento dell'habitat di questi uccelli. Si stima che la popolazione italiana si attesti tra i 500 e i 740 esemplari, anche se il dato appare incrementarsi negli ultimi anni. In questo contesto, grazie alla riserva naturale del lago del Cornino, il Friuli ospita la popolazione stabile più elevata in numero di esemplari dell'intero arco alpino, come risultato di un processo di reinserimento e salvaguardia lungimirante, iniziato ormai una quarantina d'anni fa.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 27 maggio | 19:10
E' successo lungo la tangenziale sud a Brunico all'altezza della galleria di San Lorenzo. Sulle cause dell'incidente sono in corso le indagini [...]
Cronaca
| 27 maggio | 17:32
L'uomo si trovava con un amico e assieme si stavano lanciato dal Monte Tallone, a 2.669 metri di altitudine in Val Ridanna
Cronaca
| 27 maggio | 16:05
Giovane cervo ucciso con una fucilata a Berbenno, vicino a Sondrio. Spaventato, l’animale si era rifugiato in una piccola corte affacciata [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato