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Bolzano
22 luglio | 07:27

Gasolio a 2,14 euro: a Bolzano il prezzo più alto d'Italia, stangata su famiglie e imprese

I listini della provincia superano persino Calabria e Sicilia. L'Italia prima in Europa per il peso delle tasse sui carburanti

BOLZANO. Finita la tregua di inizio estate, per gli automobilisti e le imprese si riapre l'incubo dei prezzi da record al distributore. Le tensioni internazionali e i blocchi allo Stretto di Hormuz hanno rimesso le ali ai listini dei carburanti, cancellando in pochissimi giorni i lievissimi ribassi che erano stati registrati nelle scorse settimane.

 

Il quadro tracciato dalla CNA Fita mostra una risalita impietosa: sulla rete ordinaria il diesel ha abbattuto il muro dei 2,10 euro al litro, schizzando a 2,18 euro in autostrada, mentre la benzina ha valicato la soglia dei due euro al casello.

 

Ma è in provincia di Bolzano che si tocca il picco più alto d'Italia, con una media locale per il gasolio che ha raggiunto i 2,144 euro al litro, battendo persino regioni storicamente care come Sicilia e Calabria.

 

A rendere la situazione ancora più critica non è soltanto il prezzo netto alla pompa, ma il peso di un prelievo fiscale che in Italia continua a non avere eguali in Europa. Tra accisa e IVA, lo Stato si prende oltre il 52% del prezzo finale del diesel, contro il 40% della Germania e il 32% della Spagna. Una morsa che finisce per penalizzare in modo contorto proprio chi con il camion ci lavora. Il meccanismo di sollievo sulle accise concesso dal governo ai cittadini ha infatti generato un clamoroso effetto boomerang per l'autotrasporto merci: riducendo l'accisa ordinaria, si è assottigliata anche la forbice usata per calcolare il rimborso del gasolio commerciale riservato ai mezzi pesanti.

 

Il risultato è un paradosso contabile che rischia di mandare in cortocircuito i bilanci delle aziende locali. Una simulazione della CNA dimostra che per un veicolo pesante con un consumo medio di 9 mila litri a trimestre, il credito d'imposta rimborsato dallo Stato si è quasi dimezzato, crollando da oltre duemila euro a circa 1.130 euro.

 

"Si tratta di risorse che le imprese utilizzano abitualmente in compensazione per far fronte a IVA, imposte sui redditi e altre scadenze fiscali", chiarisce Mirko Siviero, presidente di CNA Fita Trentino Alto Adige, sottolineando come la stangata arrivi nel momento peggiore dell'anno. "Siamo di fronte a un vero paradosso – incalza l'associazione – perché le imprese di autotrasporto pagano oggi il gasolio a prezzi molto più elevati, ma dispongono di un credito d’imposta sensibilmente più basso. Il beneficio concesso alla generalità degli utenti si è così tradotto, per una parte rilevante del trasporto professionale, in una perdita di liquidità".

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