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Bolzano
18 agosto | 13:21

Il caffè al bar costa il 24% in più, Bolzano la città più cara: la media è di 1,51 euro

Il costo dell'espresso continua a salire e le notizie che arrivano dai Paesi produttori rischiano di spingere i prezzi ancora più in alto. Tra costi di gestione, rincari energetici e le conseguenze di un grave sisma in Sudamerica, la tazzina al banco sfiora record storici

Il caffè al bar costa il 24% in più, Bolzano la città più cara: la media è di 1,51 euro

BOLZANO. Un espresso al bar costa oggi in Italia quasi un quarto in più rispetto a cinque anni fa. A tracciare il quadro è il Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) che, in collaborazione con Assoutenti, ha analizzato l'andamento dei prezzi della tazzina nel corso del 2026 elaborando i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

 

In media una tazzina costa oggi 1,29 euro, ben 25 centesimi in più rispetto al 2021 (+24,2%), con differenze territoriali molto marcate.

 

Bolzano si conferma ancora una volta la città più cara d'Italia e vede la media dei prezzi di una tazzina attestarsi a un comodo 1,51 euro. Sul versante opposto si trova Messina, la più economica con 1,06 euro.

 

Come spiegato dal presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi, alla base degli aumenti non c'è solo la materia prima, ma il balzo dei costi energetici e delle spese di gestione sostenute dagli esercenti, che finiscono per ripercuotersi sul prezzo finale.

 

A complicare la situazione si aggiunge una nuova emergenza internazionale. Le esportazioni di caffè dalla Colombia stanno infatti subendo una pesante battuta d'arresto a causa del violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese lo scorso 10 agosto. L'evento sismico ha devastato l'area del cosiddetto Eje Cafetero e provocato frane lungo le arterie stradali principali.

 

I danni alla rete viaria hanno bloccato i collegamenti con il porto di Buenaventura, lo scalo marittimo da cui transita oltre il 60% del caffè colombiano diretto all'estero.

 

Secondo le stime del settore oltre 250 mila sacchi e più di mille container risultano attualmente fermi, una paralisi logistica che ha già innescato rialzi sulle quotazioni dell'Arabica nei mercati internazionali e che rischia di scaricare nuovi rincari sulle torrefazioni e sui bar italiani nelle prossime settimane.

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